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Client twitter per Ubuntu 8.10: twhirl

sab, 14th febbraio, 2009 - Posted by fidelio - (0) Comment

In questo post voglio presentarvi il client desktop che utlizzo per la gestione di twitter su Ubuntu Intrepid Ibex. Non sapete come funziona la più famosa piattaforma di microblogging? Nessun problema, vi consiglio di leggere questa ottima guida di Caterina. Twhirl, arrivata alla versione 0.9, è un applicazione desktop (non è richiesta l’ apertura del browser) completa che supporta la connessione e la gestione di frienfeed, laconi.ca e seesmic oltre a twitter ovviamente. E’ presente la funzione di conversione dei link troppo lunghi e permette il cross-post (pubblicazione simultanea) su facebook, myspace e linkedin. Permette la ricerca di singoli tweet generici o tweet diretti a persone specifiche (@username). Contiene un controllore ortografico per la lingua inglese. I link postati nei vari tweet sono diretamente cliccabili (questo non avviene con gli altri client per linux).

Prima di installare twirl 0.9 dovrete scaricare e installare adobe air se non lo avete già fatto in precendenza. Adobe Air, come recita il sito ufficiale, consente agli sviluppatori di utilizzare tecnologie web di provata efficacia per la creazione di rich Internet application implementabili sul desktop ed eseguibili sui sistemi operativi. Ovvero è un piattaforma che permette di utilizzare programmi realizzati in html, flash, ajax senza l’uso di un browser.

Vediamo quali sono i passi da compiere per installare Adobe Air:


  • Se avete già installato in precedenza la versione adobeair1.0 (da terminale o gestore dei pacchetti Synaptic):

     sudo apt-get purge adobeair1.0


  • quindi cancellate la directory /var/opt/Adobe AIR (con diritti di amministrazione):

    sudo rm -rf /var/opt/Adobe\ AIR


  • Scaricate la nuova versione, Adobe Air 1.5 . Spostatevi nella cartella che contiene il file bin appena scaricato e rendetelo eseguibile con il seguente comando:
    chmod +x AdobeAIRInstaller.bin


  • lanciate quindi il binario:
    ./AdobeAIRInstaller.bin


  • seguite le semplici istruzioni presentate dall’interfaccia grafica e il gioco è fatto.


Da questo momento potrete installare le applicazioni Air (di fatto i file con estensione .air) con un semplice doppio click :-). Il nostro client  Twhirl si installerà proprio cosi e  lo potrete  scaricare dalla pagina del sito ufficiale . Nella home page non è segnalata la compatibiltà con sitemi linux ma non dovete preoccuparvi perchè il programma funziona comunque se è installato correttamente Adobe Air.

Segnalo inoltre, altri client compatibili con il sistema operativo Ubuntu  8.10: mitter, twitux e gtwitter, tutti installabili dal gestore di pacchetti.. E voi, cosa utilizzate per tenervi in contatto con i vostri amici?

Buon cinguettio a tutti e se volete seguirmi mi trovate qui.

Via oskarnrk

Via blog.sachacatalano.it

Category : 2puntozeropertutti

PDF: convertire, modificare , firmare e spedire via fax

mer, 4th febbraio, 2009 - Posted by fidelio - Commenti disabilitati

pdf-iconSempre più spesso i documenti che utilizziamo per il lavoro  e per la burocrazia ordinaria sono in formato PDF. In questo post voglio raccogliere tutte le operazioni di modifica e conversione che si possono effettuare con questo tipo di file, utilizzando principalmente risorse online. Quindi segnalerò altri due utili servizi per aggiungere una firma ad un file immagine e spedire gratuitamente un fax via email allegando un file pdf o doc.

Salvare i file in formato PDF

OpenOffice permette il salvataggio nel formato PDF in maniera diretta senza dover installare plugin come nel caso di Office 2007. Per chi invece utilizza versioni precedenti di  Microsoft Office consiglio di installare il programma gratuito pdf995 che permette di “stampare” un pdf utilizzando una stampante virtuale (qui una guida). Pdf995 è gratuito ma visualizza una pagina pubblicitaria al mometno della creazione del file pdf. Una software completamente gratuito e opensource che compie lo stesso lavoro di pdf995 è PDF Creator. Si può inoltre utilizzare un servizio online gratuito che converte un file doc in pdf: Doc2PDF (grandezza massima del file: 2Mb)

Modificare un file PDF

Sono due le strade per la modifica di un file PDf. Si può convertire il file in un formato di testo (doc, rtf), effettuare le modifiche necessarie e riconvertire lo stesso file nel formato PDF (strada che illustrerò nel prossimo paragrafo). Si può, alternativamente, convertire il file in un formato immagine e modificarlo con un programma qualsiasi di disegno (ad esempio paint per windows, openoffice draw…). Grazie all’ estensione prodotta dalla Sun Microsystems si possono importare (”aprire”) file pdf direttamente dalla suite di openoffice. Il file in questione verrà aperto con il programma draw(disegno) e da qui potrà esserer modificato a piacere e quindi riconvertito nel suo formato originario.

Convertire un file pdf nel formato doc (word)

Ecco alcuni siti che permettono la conversione di un file pdf in un formato di testo per la modifica tramite editor generico:

La conversione non è sempre precisa nella formattazione e rispetto al file originale potrebbe presentare qualche differenza soprattutto se sono presenti tabelle ed elenchi. Consiglio quindi di verificare la conversione  e di correggere con un editor di testo le eventuali differenze.

Convertire un immagine in un file PDF e viceversa

Per la conversione di un file jpg in pdf si può utilizzare openoffice disegno (draw) di cui ho parlato sopra oppure utilizzare  il sito doc2pdf.

Il processo inverso (pdf to jpeg) si può ottenere tramite l’ estensione di Sun per OpenOffice o tramite queste risorse online gratuite:

Per gli utenti Linux è possibile convertire un file pdf in immagine utilizzando un semplice comando da terminle. Dopo aver installato i pacchetti:

sudo apt-get install graphicsmagick-imagemagick-compat

con il comando convert file.pdf file.jpg si salverà nella directory corrente il file immagine del pdf di partenza.

Dividere e accorpare più file pdf (merge  e split pdf file)

Ecco altre risorse per per dividere un file pdf in più file singoli o per unire diversi file in un pdf unico:

Mettere la firma su un file PDF

Dopo aver modificato il nostro file pdf (per esempio con in nostri dati anagrafici) potrebbe essere necessario inserire la nostra firma. Se i documenti in questione  non sono  importantissimi e non necessitano di una corrsipondenza formale con la nostra firma reale potremmo utilizzare mylivesignature.com, un servizio online che permette di creare la nostra firma scegliendola tra diversi stili per poi permettere il salvataggio della stessa come immagine trasparente. In questo modo potrà essere inserita in un file pdf convertito in jpg.

Come suggerisce roberto, è giusto ricordare che la firma generata non ha valore legale. Insomma non è una firma digitale e deve essere usata con cautela.

Inviare un Fax gratis

Per completare il post e un ipotetico flusso di operazioni comuni, vi segalo il servizio offerto da faxator per spedire fax gratuitamente. Dopo una semplice registrazione via sms (15 centesimi in media) potrai inviare fax gratuitamente in tutta Italia. Dopo aver creato un documento (per esempio con Word, openoffice…), basterà salvarlo in formato doc o pdf e inviarlo a Faxator.com per e-mail. Supporta i file multipagina e le immagini in formato jpeg.
Nell’ oggetto dell’e-mail si scriverà il numero di fax a cui si vuole inviare il documento (per esempio 0212345678) e automaticamente il tuo documento arriverà al fax del destinatario. Il servizio funziona bene durante la settimana. I fax inviati nel week end non sempre vengono inviati il lunedi successivo. La notifica Tx di trasmissione viene inviata via  email in allegato.

Con questo si conclude la nostra tipica procedura d’ufficio e se ci pensiamo bene si possono sfruttare queste risorse per non stampare i nostri documenti e lavorare sempre su formati digitali a tutto vantaggio dell’ambiente e della nostre tasche ;-)



Category : 2puntozeropertutti

Mind Mapping vs RicoClustering

ven, 9th novembre, 2007 - Posted by fidelio - (2) Comment

Una Mind Map è una “Mappa Mentale“, un diagramma utilizzato per rappresentare idee, lavori o progetti che ruotano intorno ad un concetto principale, un obiettivo o una qualsiasi parola chiave. Le applicazioni del Mind Mapping sono svariate e passano dallo studio (utilizzate per la mia tesi) all’organizzazione di progetti in azienda, dal problem solving alla stesura di opere scientifiche o letterarie. Dall’immagine centrale (argomento centrale) si diramano i rami che si collegano alle altre informazioni in maniera non lineare (nodi di primo livello), permettendo un approccio meno rigido alla descrizione e comprensione dell’idea di partenza. Le parole intorno al nodo centrale possono diventare a loro volta nodi di un’ ulteriore sviluppo di informazioni (nodi di secondo livello), andando a formare un albero di idee che trae linfa vitale dall’obiettivo raffigurato centralmente.

Mind Map tratta da Wikipedia

Una mappa cosi costituita non pone limiti di nessun genere alla caratterizzazione dei link presenti tra le diramazioni (si può dare ampio spazio agli aspetti iconici, simbolici e grafici in genere), al contrario di una rete semantica ( semantic network) che definisce direzionalmente il percorso dell’informazione.

 

Naturalmente questo interessante strumento può essere utilizzato da tutti e condiviso grazie ai diversi servizi online gratuiti facenti parte del calderone web 2.0.

 

Utilizzo MindMeister per la sua semplicità e versabilità ma voglio segnalare anche altri strumenti per la creazione e condivisione di “Mappe Mentali”. Eccone un elenco:

  • Nelements (download dal sito, necessita di NET Framework 2.0)
  • FreeMind (anche questo si installa sul PC, software opensource scritto in Java)

Per quanto riguarda i servizi online, oltre al già citato MindMeister segnalo:

E per chi ancora non avesse capito di cosa stiamo parlando ecco un video esplicativo del funzionamento di MindMeister ma che rende bene il concetto relativo al Mind Mapping.

Filippo Albertin ci suggerisce una tecnica alternativa al mind mapping e nel suo blog la racconta cosi:

L’articolo citato spiega già abbondantemente cosa siano le mappe mentali e a cosa possano servire. Quello che volevo fare io è aggiungere una tecnica alternativa, che in certi casi può essere più efficace e specifica: il ricoclustering.Io di solito, per fare mappe mentali, utilizzo un software molto noto che si chiama MindManager. Preferisco il software perchè, con carta e penna (e pennarelli vari), le mie mappe mentali risultano difficoltose da vergare, forse perchè la disciplina delle mappe mentali stesse richiede quell’ordine di pensiero che solo un software automatizzato può restituire.

Con MindManager, infatti, non scrivo direttamente qualcosa, ma edito un concetto in qualche modo già espresso nelle sue articolazioni, dandone una versione graficamente accattivante e facilmente condivisibile, per esempio con un team di lavoro. Le mappe mentali, per la loro chiarezza espositiva, sono infatti perfette per comunicare concetti complessi al vasto pubblico, senza spreco di tante parole.

Ma per elaborare direttamente un’idea ho bisogno di allontanarmi dal pc, ragionando con carta e penna. E per fare questo preferisco, come detto, la tecnica alternativa di cui sopra, che ora vado a spiegare nel dettaglio.

La tecnica è molto semplice, e non è ovviamente escluso che qualcuno di voi, intuitivamente, già la utilizzi nei suoi appunti.

1. Si scrive una parola, piuttosto che una frase, al centro di un foglio abbastanza grande, e la si contorna con un cerchio.

2. Si scrive vicino al primo cerchio una seconda parola/frase, in qualche modo legata alla prima per libera associazione, piuttosto che per uno specifico ragionamento, e la si contorna allo stesso modo, collegandola con una stanghetta al primo cerchio.

3. Leggendo le parole/frasi all’interno dei primi due cerchi, si aggiunge un’ulteriore parola/frase cerchiata, collegandola con due stanghette ai primi due cerchi. E si continua così, leggendo tutte le cose scritte e collegandole a tutte le altre in una sorta di “rizoma” ipercomunicante.

ricoclustering

Percorrendo con lo sguardo tutti i collegamenti possibili si creano catene percettive che stimolano incredibilmente la creatività. Provatelo anche voi!

 

Cross post da blog.sachacatalano.it e Giardino Pitagorico

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Google Apps: registrazione e gestione mail

dom, 28th ottobre, 2007 - Posted by fidelio - (10) Comment

Possiedi un dominio e ti piacerebbe avere un indirizzo email con lo stesso dominio sfruttando le potenzialità di gmail invece dei servizi di posta sempre più scialbi offerti dal tuo provider?

Con Google Apps puoi fare gratuitamente questo e altro. Vedremo in questo articolo come configurare una casella di posta per ottenere alla fine un indirizzo di questo tipo: mail@tuodominio.it

La prima operazione da fare è registrare il dominio per poterlo utilizzare con google apps.

Una volta inserito il nome del vostro dominio nell’apposito spazio cliccate su “Utilizza il mio domino“. Nella pagina successiva compilate i campi obbligatori con le vostre generalità e le informazioni sul vostro domino. Nel campo utenti inserite il numero di utenti che potrebbero, presumibilmente, utilizzare il vostro dominio per la posta. Ad esempio potrete creare altre caselle di posta di questo tipo: info@tuodominio.it, tuonome@tuodominio.it, mamma@tuodominio.it, babbo@tuodominio.it, etc. Inserite anche un numero elevato, non si sa mai ;-)

Una volta confermate le vostre informazioni generali si aprirà una pagina che vi chiederà di specificare quale sarà l’account amministratore del vostro dominio di posta. Inserite il nome che utilizzerete come indirizzo principale e per gestire tutti gli altri account del vostro dominio. Nel mio esempio ho scelto “mail@tuodominio.it

Accettate e continuate con l’iscrizione.

A questo punto il vostro dominio è registrato e dovrete dimostrare di esserne realmente i proprietari. Cliccate su “Effettua la verifica della proprietà del dominio

Scegliete adesso il metodo di verifica. Se non conoscete benissimo il pannello di gestione del vostro servizio di hosting vi consiglio di sceglier la verifica tramite caricamento di un file html (se siete possessori di un blog saprete sicuramente come utilizzare un client ftp per caricare un file nelle vostre cartelle :-)

E allora:

 

  1. Create un file di verifica HTML (basta aprire il blocco note e salvare il file con estensione .html) denominato googlehostedservice.html , copiate il testo che vi verrà specificato (una serie di lettere e numeri), quindi caricate il file su http://tuodominio.it/ (utilizzate un client ftp e caricate il file creato nel vostro spazio sul server nella directory principale).
  2. Una volta apportate le modifiche, assicurati di riuscire a visualizzare il file alla pagina http://tuodominio.it/googlehostedservice.html.

Se riuscite a visualizzare la pagina potete cliccare sul pulsante “Verifica” per completare la procedura.

 

 

A questo punto non resta che attivare i servizi che ci interessano. Vediamo in dettaglio cosa fare per cominciare ad utilizzare la nostra nuova casella di posta mail@tuodominio.it:

Dal pannello generale di google apps per il vostro dominio cliccate su attiva mail.

Quindi:

  1. Accedete al sito web della società di hosting del tuo dominio (Google Apps è utilizzabile solo con una configurazione : Dominio con Gestione DNS e posta) utilizzando il nome utente e la password associati al tuo dominio.
  2. Andate nella pagina di gestione di record MX. I record MX sono record DNS (Domain Name Service) speciali e sono spesso situati in sezioni denominate “DNS Management,” “Mail Server Configuration” o “Name Server Management”. Per consentire la modifica di questi record MX potrebbe essere necessario attivare le impostazioni avanzate.
  3. Elimina qualsiasi record MX esistente prima di inserire nuovi record MX.
  4. Per ogni record MX, inserisci le informazioni in base alle voci della seguente tabella.Potresti non avere l’autorizzazione ad inserire i valori di priorità esattamente come compaiono nella tabella seguente; in tal caso, verifica solo che la priorità degli indirizzi del server rispecchi l’ordine della tabella (ossia la classificazione prioritaria [1, 3, 3, 5, 5, 5, 5] deve funzionare esattamente come [1, 5, 5, 10, 10, 10, 10], a condizione che gli indirizzi siano nell’ordine corretto).Se ti viene chiesto di specificare il tipo di ciascun record che aggiungi, inserisci “MX”.I record MX richiedono spesso il formato specifico dei record DNS, incluso il punto finale (“.”) dopo qualsiasi nome di dominio completo (ad esempio “server.example.com”).Imposta qualsiasi valore TTL sul massimo consentito.
    Indirizzo server MX Priorità
    ASPMX.L.GOOGLE.COM. 1
    ALT1.ASPMX.L.GOOGLE.COM. 5
    ALT2.ASPMX.L.GOOGLE.COM. 5
    ASPMX2.GOOGLEMAIL.COM. 10
    ASPMX3.GOOGLEMAIL.COM. 10
    ASPMX4.GOOGLEMAIL.COM. 10
    ASPMX5.GOOGLEMAIL.COM. 10

Una volta effettuate le modifiche tornate nella pgina di attivazione della vostra mail e cliccate su “Passaggi completati

Potrebbero passare 48 ore da questo momento per la verifica della modifiche da parte di google. La conferma di attivazione vi sarà comunicata via mail e per accedere alla vostra casella mail basterò andare su https://www.google.com/a/ e cliccare sul link in figura:

Digitate quindi il nome del vostro dominio e selezionate dal menù a discesa la voce “Vai alla posta

Per ulteriori chiarimenti o integrazioni ricordo che lo spazio commenti è sempre a vostra disposizione ;-)

Cross Post da blog.sachacatalano.it

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Creare un unico feed con Yahoo Pipes: Feed Mix

ven, 26th ottobre, 2007 - Posted by fidelio - (2) Comment

I nostri spazi nel web diventano sempre più numerosi e tutti offrono la possibilità di essere seguiti attraverso la registrazione ad un feed. Se ancora non conosci cosa significa questa strana parola ti consiglio di fare un salto qui, o qui. Potrebbe essere utile aggregare in un unico feed tutti i servizi a cui si è iscritti in rete (blog, siti personali, album fotografici online, wiki, community, cms, etc.) in modo da offrire ai nostri lettori un modo semplice per seguire tutte le nostre tracce in rete. Grazie a Yahoo Pipes questa operazione non richiede la conoscenza di nessun codice e i risultati sono apprezzabili in pochi minuti.

Il primo passo è quello di accedere al pannello di Yahoo Pipes (è richiesta la registrazione gratuita a Yahoo) Quindi dal menù a sinistra selezionare Fetch Feed e aggiungere gli indirizzi di tutti i feed che vogliamo “mixare”.

Aggiungere quindi dal menù Operators il modulo Union e quindi il modulo Sort. In questo ultimo modulo selezionare le opzioni item.pubDate in Descending per visualizzare i vari feed in ordine di pubblicazione sul web. La figura sotto potrebbe aiutarvi nell’inserimento dei moduli.

my pipes

Unire quindi i vari moduli e collegare il modulo Sort a Pipe Output. Dopo aver salvato, cliccate su My Pipes per visualizzare il risultato e prelevare dalla voce dalla voce More options l’indirizzo del nostro nuovo Feed unico in formato RSS (Get as RSS).

Questo sarà il nostro nuovo feed unico da pubblicizzare in rete e da dare in pasto al sempre utilie Feedburner per tutte le ottimizzazioni desiderate.

Segnalo inoltre alcune risorse online per creare il mix di tutti i vostri feeds personali:

Il codice generato da questi siti potrebbe contenere degli errori che non permettono la sincronizzazione in caso di iscrizione a feedburner. Ulteriori test sono graditi e lo spazio commenti è tutto vostro :-)

In questa pagina trovate il mio Feed Unico creato con Yahoo Pipes, dal quale potete prendere spunto per le vostre creazioni e per realizzare il vostro “mix personale”. Cosa aspetti allora? Comincia a mixare come un vero dj i tuoi feeds preferiti e non dimenticare di aggiungere quello di 2puntozeropertutti.it ;-)

crosspost da blog.sachacatalano.it

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