prova

Nuovo Davidoff Champion, invito alla prova

lun, 11th ottobre, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

Una decina di giorni fa, ricevevo con molto piacere da Michela dello staff di H-Art, la proposta di provare in anteprima, il nuovo prodotto di un brand, Davidoff,  che da sempre mi ha affascinato e che in passato è stato già presente ed al centro delle mie preferenze di acquisto, come nel caso di ‘Cool Water’.

Ho accettato quindi, di esprimere il mio giudizio nei confronti del nuovo arrivato all’interno del assortimento delle fragranze maschili: Davidoff Champion.
L’ho indossato in quasi tutte le occasioni, dal tempo libero agli impegni di ogni giorno, apprezzandone la freschezza ed il carattere deciso ma non invasivo. Ammetto il piacere quotidiano di sentire addosso un profumo che si sposa molto bene con le stagioni di mezzo come l’autunno che ci accingiamo ad affrontare proprio in questi giorni.

Il kit che mi è stato recapitato comprendeva una confezione da 90 ml, assieme a due simpatici pesi da 1 kg, un telo ed il pratico sacchetto pronto a raccogliere il tutto. Molto carina, la classica ‘boccetta’ che in questo caso è stata rivista proprio in forma ‘bilanciere’, per dare ancora di più quel senso di sportività e di dinamismo che trasmettono fragranze come questa. Consigliato per chi cerca un buon compromesso tra una fragranza decisa, ma che si lascia apprezzare a dovere.

Ringrazio quindi per l’opportunità i ragazzi di H-Art e Davidoff.

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Al loop al loop!

gio, 11th febbraio, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

Oggi vi tedierò ancora su Buzz.

Le considerazioni di questo post sono relative alle dinamiche degli abitanti della rete. Guardano più all’affermazione di modalità condivise fra gli early adopters che non ad un osservazione più generale sulla bontà degli strumenti e dei servizi per le organizzazioni (che tratterò più avanti). Quindi ce la suoniamo e ce la cantiamo fra di noi, per capirci fra quelli che fanno un uso quotidiano degli RSS e cercano di ricavare il massimo dall’interoperabilità fra i servizi del social web.

Del Lifestream, questo fenomeno che ci attanaglia e ci eleva lo status di “partecipante” ai livelli massimi, ho parlato spesso, al punto di postare anche un item su wikipedia: Socialsfera!

Lifestream

immagine di David Armano

Detto questo provo a definire un contesto che mi permetta di centralizzare i flussi, controllare le sorgenti, orchestrare le relazioni e, ovviamente, evitare il loop.

Da cosa partire? Cosa mettere al centro? Se stessi come hub o le sorgenti a cui si attinge? O entrambi? Direi entrambi!

Quindi, i due punti di partenza sono inevitabilmente il proprio “public profile” su Google: http://www.google.com/profiles/gigi.cogo (dite la verità, da quanto non lo controllavate?) e i contenuti condivisi nell’aggregatore di Rss: http://www.google.com/reader/shared/gigi.cogo . In pratica definisco chi sono e cosa leggo. Che per molti nella socialsfera corrisponde un po’ al detto “sono quello che leggo“. Ma a dir la verità, io sono anche quello che scrivo, per cui centrale diventa anche l’emittente primaria delle mie elucubrazioni: il blog.

Certo, qui la situazione si complica perchè da più parti si tende a sottolineare che le conversazioni “trasversali” nei sistemi di Lifestreaming tendono a svuotare le aree commenti dei blog. Io non sarei così talebano, anche perchè esistono diversi servizi che permettono di gestire i commenti attraverso un costante monitoraggio delle fonti blog e delle discussioni che ruotano sulle stesse. Cito Backtype oppure Intensedebate, solo per citarne alcuni.

Quindi per evitare il loop si tratta di fare ordine alle proprie idee e capire come indirizzare il flusso. Per quanto mi riguarda punterei proprio su Buzz in considerazione del fatto che la social search di Google privilegia sicuramente questa sorgente sia per le persone: http://www.google.com/s2/search/social che per i contenuti: http://www.google.com/s2/search/social#socialcontent.

Quindi si tratta di gestire con un certo ordine le sorgenti da inserire fra i propri “siti collegati” al profilo di Google.

Ponderare bene se sia davvero il caso di far convergere in questo aggregatore anche gli altri flussi (Twitter e Friendfeed fra tutti), scegliere il tipo di presenza: pubblica nel caso si intenda socializzare globalmente e far conoscere le proprie opere, i propri pensieri e le proprie relazioni, privata nel caso si scelga di moderare la presenza, renderla meno chiassosa e magari chiusa su alcuni cluster professionali o famigliari.

Certo, sempre contestualizzando l’ambito degli abitanti attivi della rete ed early adopters per antonomasia, va detto che ora non siamo più una sparuta avanguardia. Su Gmail c’è il resto del mondo che ci guarda, quindi la presenza pubblica va valutata molto seriamente.

Di Facebook che ne pensate? Io credo che porterà Friendfeed (dopo un anno quasi di sperimentazione dall’acquisizione del 2009) fin dentro la piattaforma madre, altrimenti rischia un calo rilevante.

Tecnicamente Buzz mi piace, apre un mondo di opportunità, non si distacca dai principi che hanno reso famosi i sitemi a 140 caratteri, ma li porta in contesti più ampi e più futuribili, lasciando agli utenti un ampia scelta di come gestire il proprio flusso e le proprie fonti. E non è poco.

Certo, Big G fa sempre più paura, la nostra wonder wheel è solo una rappresentazione di quello che LUI ci raffigura. Sta a noi lavorare di cesello. La partecipazione sul social web è fatica. Ma anche tanta attenzione.

attenzione

Ora, sarebbe il caso di capire come il post che state leggendo verrà commentato? Buzz ancora non prevede delle API di collegamento all’area commenti del blog, ma credo si tratti di aspettare poco :-) Intanto ecco il mio feed, fatene buon uso: feed://buzz.googleapis.com/feeds/gigi.cogo/public/posted

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