Recensioni

Sitecom Wireless Mobile Router 150N WL-361: connettività condivisa in movimento

mar, 22nd marzo, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati

di Alberto Barban

Gli ultimi mesi sono stati un fiorire di soluzioni più o meno azzeccate sull’onda delle tendenze del momento: mobile e smart apps in primis.

Ma anche tablet, smartphone, cornici digitali e ancora notebook sempre più leggeri, gadget vari tutti con la loro bella connettività wireless, all’insegna della portabilità e della flessibilità di utilizzo.
Questo ci fa tornare al problema delle scorse volte, la connettività.

Se, come abbiamo visto, in casa le soluzioni wireless sono la normalità, quando ci spostiamo dal nostro edificio ultra connesso il discordo è diverso, anche se iniziano ad essere presenti nelle nostre città soluzioni di wireless gratuito (o meno), ancora non ci possiamo contare nella gran parte delle situazioni.

Per fortuna per tutte quelle occasioni nelle quali ci serve una connessione in mobilità, magari con la possibilità di condividerla oppure averla diversa da quella del nostro smartphone, ci viene in aiuto Sitecom con il suo nuovo WL-361.

Con la sua dimensione contenuta (9 x 6,2 x 3,2 cm), un’antenna interna, il peso al di sotto di 150 g (batteria compresa) e una discreta autonomia (6 ore con il 3G attivo), il Wireless Mobile Router di Sitecom si pone come buon compromesso sia nelle situazioni dove abbiamo la necessità di condividere una piccola rete wifi, magari privata, sia quando la connettività da condividere o meno è anche verso internet (tramite adattatore 3G USB).

 

wl 361 combined Sitecom Wireless Mobile Router 150N WL 361: connettività condivisa in movimento

 

 

Come sempre Sitecom si prende cura dei piccoli dettagli, che nella semplicità dei loro prodotti possono fare la differenza, infatti tutte le informazioni di “prima necessità” sono ben visibili tramite i led presenti sopra (per quanto riguarda lo stato dei servizi) e a lato (per quanto riguarda la batteria). Sempre presente l’opzione OPS per una facile configurazione dei device che integrano questa soluzione (ormai tutta la gamma Sitecom), un’antenna integrata ad alte prestazioni che garantisce ottima copertura sia in spazi chiusi che all’aperto (perché mobilità vuol dire anche parco, città o barca).

Ottima interfaccia per gestire al meglio il set di possibilità, dalla sicurezza WiFi ai NAT puntuali, dal firewall al DNS dinamico (bella l’idea di avere anche questo in mobilità) e buone le prestazione della wireless 150Mb che non ha nulla da invidiare ai router tradizionali.
Sempre inclusa la garanzia dieci anni (come tutti i prodotti Sitecom) e due anni per la batteria.

Dopo averlo usato per qualche giorno se ne possono apprezzare i molti usi, tanto da poterlo persino sostituire al router di casa e poi portarselo sempre dietro.
Una pecca è la necessità di un modem USB per avere la connessione verso internet. Perfetta la classica InternetKey che va tanto di moda, ma questo significa  un costo e un prezzo in più da portare in giro in caso non se ne possegga una, oltre che l’incognita della compatibilità (seppur ottima dai test effettuati).

Tirando le conclusioni, il WL-361 è un’ottima soluzione sia per il rapporto qualità/prezzo sia per la flessibilità d’uso, in particolar modo se avete già una InternetKey e volete sfruttarla al meglio in casa o fuori.

Sicuramente migliorabile in fatto di portabilità, magari includendo il modem e riducendo ulteriormente le dimensioni, chissà che non ci sarà una sua evoluzione a breve.

Ringrazio, come sempre, Sitecom Italia per l’opportunità della “prova su strada”.

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Geolocalizzazione + social web: un nuovo terreno da conquistare

mer, 12th gennaio, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 8 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Dallo scorso anno abbiamo assistito all’imponente avanzata di webtool per la geolocalizzazione di persone, business, brand e contenuti: entre Foursquare annuncia la release delle nuove pagine business, dove i gestori di brand e attività locali posso rivendicare il proprio negozio e attivare tips, promozioni e offerte speciali, Google fa sapere che da oggi le recensioni/raccomandazioni lasciate dagli utenti su Hotpot saranno integrate nelle mappe di Google.

Questo significa che, nel momento in cui andremo a effettuare una ricerca per un ristorante (o altro), oltre ai risultati “istituzionali” Google ci metterà a disposizione un ulteriore livello di informazioni “social”, rilevati dai contenuti pubblicati dai nostri amici iscritti a Hotpot.

Poiché più alto è il numero di contatti che aggiungiamo alla nostra rete sociale di Hotpot, più numerose saranno le recensioni che potremmo scoprire nelle varie località, chi si è iscritto a questo nuovo tool geo-social di Google farebbe bene ad ampliare la cerchia di “amici”.

La seconda riflessioni riguarda invece le attività locali, per le quali Hotpot diventa un ulteriore campo da monitorare, sia tenendo sotto controllo le opinioni dei clienti per verificare il loro livello di soddisfazione e rispondere ad eventuali critiche e domande, sia rivendicando il proprio negozio/locale/ristorante su Google Places in modo tale da migliorare il proprio ranking nei risultati locali di ricerca e avere uno spazio gestibile in maniera autonoma, per aggiornare le informazioni di business, aggiungere foto e video e, perchè no, sconti e coupon con le offerte del giorno.

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Una presentazione di un libro parecchio alternativa

mar, 23rd novembre, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

Metti una profe che diventa blogger e che dal blog ci ha fatto un libro, poi un secondo e poi questo terzo qua.
Metti un’altra profe, io, che son sempre blogger e che sono amica dell’altra profe blogger di cui sopra.

Metti che le due profe si sentano da sempre (saran 5 anni almeno) senza essersi mai incontrate ancora e che siano in contatto a prescindere dai rispettivi blog.

Metti che l’amicizia sia nata comunque, crescendo e rafforzandosi attraverso i potenti mezzi telematici a nostra disposizione perchè, come dicevano i latini, “similes cum similibus congregantur”.

Metti la profe che dopo aver scritto i libri abbia traslocato di blog da splinder al suo blog personale.

Metti una libreria della tua terra che invita un’autrice Mondadori a presentare il suo nuovo libro.
Metti l’autrice Mondadori che ti scrive “Mi vieni a presentare tu, vero?

Metti che l’autrice è la profe blogger che scrive libri e metti che la richiesta la faccia all’altra blogger, quella ricciola.

Metti che ci si veda a Lamezia Terme, per la prima volta.
Come se ci conoscessimo da sempre.

Questa la premessa, doverosa. Ora il racconto di un pomeriggio e di una presentazione “parecchio” alternativi.

Di solito la presentazione di un libro ha un copione scritto che vede l’autore e chi lo presenta alternarsi nella presentazione al pubblico del contenuto del libro oggetto della presentazione.

Questa no. Anzi, non solo.

Gioacchino Tavella (il proprietario della libreria) ha invitato anche un’altra prof, oltre me, a conversare con la Profe.
La prof Michela Cimmino ha invitato i suoi studenti.

E fin qui, direte voi, che c’è di strano?

Tutta colpa dei genitori: Antonella Landi - Caterina Policaro - Libreria Tavella - 20 novembre 201

La presentazione del libro è cominciata con gli studenti cantanti. Dopo aver letto il libro “Tutta colpa dei genitori” di Antonella Landi hanno pensato bene di accoglierci cantando nell’ordine: “Uno su mille ce la fa”, “Notte prima degli esami” e “Avrai”.
Bravissimi e perfettamente in tema con l’argomento scuola, genitori, alunni, professori.
Complimenti ancora, ragazzi!

I saluti di rito, le presentazioni, il chi è chi. Il libraio, l’autrice, la professoressa Cimmino di Lamezia e i suoi alunni, io la profe blogger amica dell’autrice al primo incontro di persona, il bello della rete, cosa ci facevamo là.

Interviene un genitore. Dato che si dice nel libro che sia tutta colpa loro.
Una mamma, Anna Cardamone, che è anche prof. E ci legge quello che potremmo chiamare “Tutta colpa dei professori!”: tipologie di docenti da cui è meglio scappare via, poveri studenti.

Interviene lo studente, cantante ecc. ecc. Salvatore Perri. Da grande vuole fare il prof. L’ha capito dopo aver letto il libro di Antonella. Salvatore, senti a noi: sei ancora in tempo per cambiare idea, eh!

Insomma poi la interrogo io, la profe.
Quale tipologia di genitore ha scatenato la scrittura del libro?
Raccontaci il genitore che fa sfoggio di cultura e quello che fa l’amicone dei figli.
Raccontaci del genitore “inniorante tennologgico” e di come invece sia doveroso per docenti e genitori parlare la stessa lingua dei ragazzi, conoscere gli strumenti che utilizzano, guidarli all’uso corretto ecc. ecc.

Racconta al pubblico, Antonella, le varie tipologie di genitori incontrati in anni e anni da profe ai colloqui scuola-famiglia.

Raccontaci delle tipologie di studenti che poi scopri è tutta colpa dei loro genitori.

Irrompe dalla prima fila il signor Alberto, anziano, non vedente (lo scopriremo poi) e poeta. Irrompe con una bellissima poesia a memoria sulla scuola ai suoi tempi, sulla fatica che facevano gli scolaretti a raggiungere il luogo in cui si imparava grazie a maestre e maestri.

Momento meraviglioso.
Scatta la sfida che lancio io ai ragazzi presenti: “Scommettiamo che nessuno sa recitare nulla a memoria come il signor Alberto?”
Una ragazza ci prova con il primo canto della divina commedia ma si interrompe quasi subito.
Colpo di scena! Il signor Alberto, prosegue lui il canto. Memoria di ferro, memoria d’altri tempi.

Antonella è commossa. Si ride, si scherza, si applaude, si sta bene insieme. Bel posto la Libreria Tavella, con la regia della prof.ssa Cimmino e con le sorprese dalla platea.

Una presentazione parecchio alternativa, non c’è che dire. Piacevolissima.

Antonella ci legge una tipologia di genitore tratta dal libro, Salvatore (lo studente) fa una richiesta di un altro brano, quello dello studente insicuro, quello che finisce il capitoletto e l’odore dell’insicurezza trapela dalle pagine, per capirci.

La lettura e l’accento toscano di Antonella riscuotono applausi.
Ci salutiamo. No, un attimo. Gli studenti vogliono ri-cantare “Avrai” e lo vengono a cantare insieme a noi. Tutti insieme appassionatamente.

Avrai avrai avrai il tuo tempo per andar lontanoooo….

Insomma, questo il racconto di una presentazione di un libro “parecchio alternativa”.
Qui di seguito qualche foto.
Esiste un video, non so se lo vedrete mai.

Serata riuscita, ottimo ospite Gioacchino Tavella che ringrazio anche per la cena insieme.
Libri se ne son venduti tanti.
Divertire ci siamo divertiti.

Che altro volevamo di più?

Ah, Antonella di persona è una persona splendida. E questo, pur essendoci conosciute e annusate di persona solo sabato, lo sapevo già.

– Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: Una presentazione di un libro parecchio alternativaCatepol 3.0

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Localizzazione e raccomandazioni: Google lancia Hotpot

mer, 17th novembre, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

ATTENZIONE: Questo articolo è stato scritto 7 mesi fa. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Insieme alla release di nuove funzioni per Google Places, tra cui l’upgrade delle recensioni per ristoranti e hotel, che ora sono dotate di “sentimenti” tramite emoticons e della possibilità di effettuare una prenotazione on the fly, Google sta lanciando l’ennesima nuova piattaforma.

Si chiama Hotpot e dovrebbe rendere più rilevanti i risultati delle ricerche locali attraverso le recensioni dei propri “amici”, o comunque della propria rete sociale:

[...]a local recommendation engine powered by you and your friends

Gli step che hanno portato allo sviluppo di Hotpot sono: voglio trovare una località nuova > sono sopraffatto dalla mole di informazioni disponibili > mi rivolgo a fonti di cui mi fido (le raccomandazioni degli amici).
In sostanza Google ha unito Places, il meccanismo del rating e ciò che piace alla nostra rete sociale per creare un tool che ci potrà offrire dei risultati personalizzati di attività di business per le ricerche locali.

Nella pagina di ricerca, selezionando l’etichetta Places potremo filtrare i risultati locali in base alle segnalazioni degli amici oppure alle località che noi stessi abbiamo votato e salvato in precendenza.
Oltre alla Hotpot Rating App, aggiornamento e fruizione dei contenuti potranno essere fatte anche da mobile, con l’app per Android.

Quello che Google non sottolinea è che, per poter utilizzare Hotpot in maniera efficace, dobbiamo prima avere una rete sociale tramite cui leggere le recommendations e con cui condividere le nostre recensioni. Hotpot ti fa accedere a questa applicazione standalone con un nick e ti costringe a creare una nuova lista di contatti con cui cominciare a interagire: non è in alcun modo integrato con i social networks esistenti e non sono previste (almeno per ora) possibilità di login con OpenID e condivisone su altri siti.
Sicuramente l’esperienza di Buzz ha insegnato a Google che ogni persona deve poter gestire autonomamente con quali e quanti contatti condividere informazioni e nuovi servizi, però la totale chiusura non è sicuramente la soluzione migliore, ma un gran bel “freno” perfino in questa fase di test.

[screenshot via Google Latlong]

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Tutta colpa dei genitori. Antonella Landi e Catepol a Lamezia.

mer, 17th novembre, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

Annunciazione, annunciazione.

Qui di seguito la locandina della presentazione del libro TUTTA COLPA DEI GENITORI – Mondadori 2010 di Antonella Landi. Voi direte embè? Tu che c’azzecchi con la profe?

Antonella Landi, già autrice di LA PROFE – Diario di un’insegnante con gli anfibi- Mondadori 2007 e STORIA (parecchio alternativa) DELLA LETTERATURA ITALIANA – Mondadori 2008, è al terzo libro.

Ambientazione scolastica, stavolta sotto torchio, ironicamente e non, i genitori.

«Mamma, quello di Filosofia mi ha dato tre.»
«Quello di Filosofia è un deficiente: domani ci vado a parlare io e gliene canto quattro.»
Ma dove vuoi andare? Ma cosa vuoi cantare?
Stai a casa tua, genitore,
e casomai canta a tuo figlio di studiare più.
Che male non gli fa.

Chiedete a un insegnante. Vi dirà che il vero nemico quotidiano del suo lavoro non sono gli studenti indomiti, i tagli di un nuovo ministro o il cattivo stato delle strutture scolastiche. Ma i genitori.
È tutta colpa loro se, oggi più di ieri, i ragazzi studiano poco, studiano male, non studiano affatto. Se è impossibile parlare con loro, farsi ascoltare, stabilire le regole e farle osservare.
È colpa loro se il ruolo e l’identità degli insegnanti sono stati degradati, la loro autorità delegittimata, la loro professionalità vilipesa.
Questo libro racconta la classe dei genitori dal punto di vista di una professoressa. Anzi, della Profe, “l’insegnante con gli anfibi” diventata nota con libri, blog, radio e giornali. In un ricevimento genitori tragicamente divertente, passa in rassegna le varie tipologie di papà e mamme italiche: il genitore assente, il genitore disarmato, quello delegante, quello ggiòvane, il genitore che fa finta di non esserlo e quello che “lasciamo che si esprimano!”. Il genitore che ha studiato e fa sfoggio di cultura e quello che “troppo studio fa male”, quello arrogante, competitivo, che fa i compiti al figlio e vuole un voto alto anche per sé. Il genitore che alla fine chiama i carabinieri e quello che picchia l’insegnante. Con altrettanta ironia, ma con molta più indulgenza, Antonella Landi disegna anche i ritratti dei ragazzi che di queste famiglie sono il prodotto, con il “sorriso verticale” che esce dai loro pantaloni a vita bassa e lo spaesamento cronico negli occhi: l’insicuro e la ribelle, il bullo e l’impudica, il figlio di papà e il figlio di puttana.

Questo è un libro che tutti i genitori dovrebbero (e gli insegnanti vorrebbero) leggere. Tutti quelli che hanno a cuore la scuola, e soprattutto i ragazzi. Dentro queste pagine c’è molto da sorridere, in effetti. Ma anche un messaggio, forse un appello, una richiesta d’aiuto: “Finché i genitori non andranno nella stessa direzione della scuola e non combatteranno dalla stessa parte della barricata, le fatiche di tutti saranno completamente sprecate”.

Ho l’onore di presentare il terzo libro di Antonella, collega e amica dai tempi del famosissimo blog laprofepuntoit.splinder.com (chi la ricorda? sono sicura che avete capito di chi parlo!!) che ora troviamo invece qua http://www.antonellalandi.com/blog/ sul suo sito.

Ho l’onore di conoscere di persona, finalmente, una gran bella persona, collega e amica.

Ecco perchè il bello della rete è anche questo: relazioni e amicizie che nascono grazie ai blog e si mantengono anche se non si riesce a incontrarsi di persona. Si, sono anni oramai che con Antonella c’è un’amicizia forte che si è alimentata e fortificata tra i commenti del suo frequentatissimo blog prima e via mail dopo.

Ci sentiamo così spesso che non sembra davvero vero che non ci si conosca di persona. Questo momento è finalmente arrivato.

Quando Anto mi ha chiesto di essere accanto a lei a moderare la presentazione nella mia terra, non potevo certo dire di no.

Se vi trovate da quelle parti (amici Calabresi, amici e colleghi Vibonesi…vabbè certo anche il mio parentado), sabato catepol e la profe presentano “Tutta colpa dei genitori”.

Siateci!

sabato 20 novembre 2010

Libreria ”Gioacchino Tavella”
via Crati
Lamezia Terme
ore 18:00
Incontro con l’autrice Antonella Landi

“Tutta colpa dei genitori”

introduce e modera la blogger
Caterina Policaro

– Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: Tutta colpa dei genitori. Antonella Landi e Catepol a Lamezia.Catepol 3.0

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[Collaborazioni] Catepol su Dettotranoi

mer, 3rd novembre, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

Da qualche tempo io, Clarita,  StefaniaMelly collaboriamo con Unilever su Detto fra noi, sito per il quale scriviamo articoli, idee, iniziative e progetti che possono aiutarci nella quotidianità rispettivamente per le aree cibo, delizie, casacorpo.

A  me è stata affidata l’area cibo in quanto buona forchetta che adora curiosare tra culture, cibi, odori e sapori, conoscere e sperimentare mischiando ingredienti e sensazioni, senza smettere di imparare. Bè, io ci provo, una bella sfida per me raccontare altro rispetto agli argomenti di cui mi occupo di solito.

Articoli miei già pubblicati su Detto fra noiLo sfizio si toglie a tavola, L’ottimismo e la fantasia sono il sugo della vita. Almeno a tavola, 10 consigli per preparare ottimi primi piatti, Idee e ricettine finger food per quando hai tanti amici a cena, Alla scoperta dei condimenti e del gusto, Preso in castagna.

Altri verranno pubblicati da qui a dicembre. Seguimi anche di là, se ti va.

– Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: [Collaborazioni] Catepol su DettotranoiCatepol 3.0

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Youschool: catepol anche su Wired.it

ven, 8th ottobre, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

Da oggi è online il nuovo sito di Wired.it, rinnovato completamente nella sua veste online e con esso anche un nuovo blog per me, ospitato tra le loro pagine.

Sono in buona compagnia. Siamo infatti in 18  blogger ad inaugurare questa nuova collaborazione con Wired, la testata diretta da Riccardo Luna: Nicola MattinaMatteo Bittanti,Paolo IabichinoLuca De FinoBernardo ParrellaFlavia MarzanoRiccardo Meggiato,Luca ContiMatteo BordoneAlessandro LongoLinnea PassalerGuido ScorzaCaterina PolicaroPaolo AttivissimoEmil AbirascidFrancesco FondiSimone Pieranni

Il mio blog su Wired chiama YOUSCHOOL, indovinate cosa ci scriverò sopra?

Nuovo blog, nuova avventura. Aggiornamenti, notizie, approfondimenti e novità dal mondo della didattica attraverso le tecnologie, dell’imparare anche attraverso la rete. A 360 gradi, ovviamente. Un po’ la costola di quello che continuerò a scrivere anche qua.

I primi tre post sono online:

- WordPress per i siti scolastici accessibili
- FacilitOffice: leggere e scrivere è più facile con il computer
- La storia d’Italia copiata da Wikipedia

– Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: Youschool: catepol anche su Wired.itCatepol 3.0

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myGrid Duracell caricabatterie universale [prova prodotto]

mer, 28th luglio, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

Duracell e DigitalPR mi hanno inviato un myGrid da provare in anteprima, prima del lancio sul mercato.

Il myGrid non è altro che un caricabatterie universale per telefonini formato da una piastra su cui si possono appoggiare e caricare più telefonini contemporaneamente.

Come funziona il caricamento dei dispositivi mediante la piastra?

Semplice: alcuni cellulari necessitano del guscio apposito, altri l’adattatore/connettore. No, non si tratta di una piastra magica, lo scrivo per sfatare ogni dubbio, subito.

Si tratta però di un unico dispositivo su cui caricare più di un cellulare contemporaneamente, utilizzando una sola presa di corrente.

La confezione che mi è stata inviata contiene un bel po’ di pezzi: alimentatore di rete per la piastra, la piastra, adattatore universale, libretto, quattro custodie/gusci neri in silicone rispettivamente per iPhone (3G, 3GS), iPod Touch, BlackBerry Pearl (8100, 8110, 8120), BlackBerry Curve (8300, 8310, 8320, 8330, 8350i), quattro adattatori per connettori USB, Micro USB, micro jack per i telefonini della Nokia e della Motorola.

Io sto provando il guscio nero per iPhone e il connettore con il Nokia E71. Tempi di carica nella media (pensavo più lenti, invece no). L’ho messo sul comodino e la comodità è proprio quella di poggiare vicino a me l’iPhone e sapere che non è solo appoggiato ma che si sta caricando, pronta a prenderlo in caso di chiamate, messaggi, mail.

Non c’è rischio di prendere la corrente toccando la piastra e non si corre alcun pericolo nemmeno se ci si versa del liquido sopra incidentalmente. Il guscio/custodia si può tenere insieme al telefonino (sembrano quelli normali in silicone, certo magari solo neri non è il massimo, esteticamente parlando) in modo da poggiare direttamente sulla piastra il telefonino quando serve senza pensare all’alimentatore, alla presa di corrente ecc. e senza rischio di rimanere con la batteria a terra. Telefonino pronto all’uso e carico, insomma, ogni volta che lo prendiamo in mano.

La confezione che hanno inviato a me non sarà quella in vendita, negli USA si trova a 60$ su Amazon. Non so il prezzo di vendita nè quando verrà distribuito in Italia, ma credo presto.

Sicuramente un oggetto utile per chi si porta indietro diversi dispositivi e telefonini, per caricare le batterie con un’unica presa di corrente, per chi viaggia e vuole alleggerirsi del peso di mille caricabatterie diversi.

Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: myGrid Duracell caricabatterie universale [prova prodotto]Catepol 3.0

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[Recensione] Lucani Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù

gio, 8th luglio, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

More about Lucani

Sai quei libri che compri per caso? Ecco, Lucani Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù di Angela Langone stava accanto alla cassa della libreria di Potenza dove io e husband stavamo comprando altri libri.

Vicino alla cassa e, mentre aspettavamo il nostro turno per pagare, cade l’occhio sul titolo e comincia lo sfottò. Amore ora me lo compro, voglio capirvi di più, a volte io da calabrese non vi riesco a seguire, oramai vivo qua…cose così. E lui: ma dai non ti basto io?

Amore, ma qui si parla dei difetti e delle peggiori virtù: è arrivato il momento di conoscerle per difendermi, prima che mi fagocitiate, qua in Lucania!

Ecco, un libro comprato per sfottò, orgoglio calabro che vuole approfondire difetti e virtù dei lucani che l’hanno adottata. Un libro agile e simpatico che si legge in pochissimo, un libro divertente, pieno di quei luoghi comuni che non pensavi fossero realmente così comuni da essere praticamente parte integrante del cosiddetto lucano DOC.

La giovane autrice, per scrivere un libro sui lucani, non poteva che essere figlia di lucani, pur vivendo nel milanese. E scrive benissimo. Ottimo stile.

La Basilicata, la regione che quando dici “sai io vivo a Potenza” nessuno riesce a collocarla bene tra Napoli, la Calabria e la Puglia. Si, da qualche parte sta. Là in mezzo. Regione inesplorata fino a poco tempo fa, un po’ meno forse dopo il film di Papaleo che, almeno qui a Potenza, ha fatto più incassi di Avatar, al botteghino.

Lucania che ancora non si capisce come ci si arriva (poi capisci perchè Cristo s’era fermato ad Eboli, non sarà mai passato il regionale per Potenza, si quello che ci mette così tanto tempo per fare Potenza/Salerno o viceversa che ad un certo punto ti sembra di non sapere più dove stai).

Quella sottile linea rossa che divide la Basilicata dal resto d’Italia.

Potenza: la sottile linea rossa

I lucani, così diversi dagli altri meridionali, sicuramente diversi da noi calabresi, questo permettetemelo. I lucani non amano il luogo dove sono nati. No, i lucani lo adorano. La Basilicata più che una regione è una comunità e la lucanità oltrepassa i confini geografici. I lucani nel mondo riescono a ritrovarsi e riconoscersi (vabbè questo capita anche ai calabresi, diciamolo).

Pare ci siano 1.600.000 lucani nel mondo (fatti due conti, no non vivono in Basilicata quindi).

Lucani si nasce e si resta. E loro, modestamente lo nacquero. (Poi dici che non faccio bene a precisare sempre che son calabrese di nascita, lucana di residenza!)

Il libro passa dalla storia della popolazione a quella dei luoghi che non si può non visitare capitando da queste parti. Bellissime le perle di cultura locale e i detti popolari spiegati a chi lucano non è.

Il lucano non si dilunga in chiacchiere quando vede un amico, si limita a dire “Offro io!” e guai a chi protesta. “Haggia pagà ‘i!”

Si starebbe proprio bene in Basilicata…se non fosse per la gente! 600.000 persone, la gente lucana, probabilmente tutti imparentati fra di loro!

Avere 2000 parenti significa all’incirca 8 matrimoni l’anno, 18 tra cresime, battesimi e comunioni, 13 funerali e bè…2000 compleanni! Ai matrimoni si riuniscono almeno 300 persone, il che significa stringere almeno 300 mani sudaticce o ruvide, baciare 600 guance accaldate, ricordare 300 nomi e cognomi di persone di cui non si sa più neanche il grado di parentela!”

Tradizioni e costumi ripercorsi simpaticamente nel libro, vale la pena leggere e sorridere di tutto e pensare “E’ vero, sono proprio così!”  Si trova poi nel libro “Lucani – Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù”  un capitolo dedicato alla donna lucana, permalosa e fiera, a capo di famiglie matriarcali da sempre. La mamma non si tocca, per un lucano è ancora più vero.

“La mamma lucana è una mamma lupa: la padrona della tana, protettiva come una crema solare, intransigente come un direttore del personale.”

Segue un capitolo ovviamente immancabile sui cibi e la cucina lucana. E’ lampante anche solo a chi è passato per poche ore in Basilicata che la cucina locale è soprattutto tanta! E anche buona. Ogni prodotto tipico degno di nota viene raccontato nel libro e ti fa venire veramente appetito e voglia di assaggiare. Dai cruschi all’Aglianico passando per molto altro.

Venite a trovarci, il lucano è sempre ospitale e desideroso di farvi assaggiare (vabbè dai anche il calabrese è così, concedetemelo). Venite a trovarci. Il lucano non ama aver la casa vuota, il lucano deve sempre offrirti qualcosa. Guai a te se non accetti, forestiero.

Lucania terra di contadini, poeti, briganti ed emigranti ma raccontata con il cuore e l’orgoglio di discendere da genitori lucani.

In fondo al libro anche un piccolo manualetto di lingua lucana per sopravvivere in caso di permanenza sul territorio. Utilissimo anche a me che vi risiedo, mica è facile capire i lucani quando parlano fra loro senza considerare che te, magari, sei calabrese e non è che afferri proprio tutto dei discorsi.

“Sembrerete dei veri lucani se… al posto di chiedere “Come ti chiami?” direte “A chi sì figl’?”

Poi alcuni brevi simpatici ritratti dei lucani come noi, per meglio dire dei lucani famosi della storia passata e presente, da Orazio a Beniamino Placido, passando per molti altri.

Libro gradevolissimo e che consiglio. Piacevole acquisto per caso, piacevole lettura.

Per chi avesse conosciuto lucani e volesse approfondire le caratteristiche peculiari di questa regione e dei suoi abitanti, per sorridere ed imparare. Per essere preparati quando passate da queste lande.

Cosa vuoi di più dalla vita? Ah io nulla. Il lucano già ce l’ho!

Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: [Recensione] Lucani Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtùCatepol 3.0

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Recensione “la cittadinanza digitale” sul Gazzettino

gio, 17th giugno, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

Ringrazio @CFDP per la recensione sulla testata on-line de “Il Gazzettino”, il principale quotidiano del veneto.

Recensione Gazzettino On Line

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Venghino signori, venghino

lun, 10th maggio, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

libro cogo

Venghino signori, venghino………da oggi si può acquistare on-line e, nei prossimi giorni, nelle librerie.

Il libro è già disponibile sul sito dell’editore, negli altri shop on-line, è questione di ore.

p.s. io devo ancora riceverlo, e credo che lo toccherò con mano il giorno 19 a Roma.

Edizioni della sera
Ibs
Libreria Universitaria
Webster
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Smoothwall firewall

gio, 8th aprile, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

di Salvatore Valerio

Abbiamo ricevuto dall’Ufficio marketing di Smoothwall, le nuove versioni sw dei prodotti di sicurezza che, volentieri, recensiamo.

Smoothwall Express è un progetto open source: http://www.smoothwall.org/, ed è parimenti un’azienda commerciale che propone anche una versione avanzata di appliance di sicurezza con caratteristiche superiori: http://www.smoothwall.net/.

SmoothWall Express (versione software)

È nato come progetto open source nel 2000 e allora si poneva come obiettivo la realizzazione di un software firewall che:

  • fosse essere abbastanza semplice da poter essere installato da un utente casalingo privo di conoscenze di Linux ;
  • sapesse supportare una consistente varietà di schede di rete, modem e altro hardware;
  • fosse in grado di lavorare con diversi metodi di collegamento e differenti ISP in tutto il mondo;
  • potesse gestire e configurare il software con l’ausilio di un browser web;
  • fosse in grado di funzionare in maniera efficace con hardware datato, come pure con quello più recente;
  • potesse contare su una vasta comunità sia di utenti che di sviluppatori;
  • disponesse di un supporto da parte di SmoothWall Limited (società commerciale) per favorire questi obiettivi

Con queste premesse il progetto SmoothWall, da allora, è cresciuto in maniera molto rapida e ha raggiunto notevoli successi. Nel 2008 il progetto è stato indicato dagli editori di InfoWorld Test Center e da diversi analisti e recensori IT, come vincitore del premio InfoWorld’s annual Best of Open Source Software awards (meglio conosciuto come Bossie Awards) che ogni anno celebra i migliori prodotti open source. C’erano ben 60 prodotti divisi in 8 categorie fra i finalisti del premio 2008 e SmoothWall ha vinto nella categoria security software.

award

Il firewall SmoothWall Express possiede infatti le caratteristiche di un solido kernel Linux appositamente realizzato per la sicurezza, una soluzione di Intrusion Detection, una VPN IPSec, e garantisce molte altre funzionalità aggiuntive. Non ha, ovviamente, le capacità elaborative paragonabili a quelle di un firewall di fascia superiore come il SmoothWall Corporate, ma è comunque un firewall abbastanza facile da configurare e fa bene il suo lavoro.

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SmoothWall Corporate Firewall (http://www.smoothwall.it)

SmoothWall Corporate Firewall è il fratello maggiore, ovvero la versione commerciale. Si tratta sempre di un software-firewall che però aggiunge caratteristiche di modularità maggiori della versione open ed è predisposto per una notevole espansione, la quale consente di creare “pacchetti su misura” in base alle proprie esigenze di sicurezza in rete.
E’ un sistema modulare a basso costo che converte in poco tempo un computer standard in un’apparecchiatura dedicata (appliance firewall) con un ingresso di base (gateway) molto sicuro per chi vuole proteggersi da attacchi esterni, script e hacker, e che supporta quasi tutte le strutture e le modalità di connessione alla rete.

L’azienda commercializza anche una vasta gamma di potenti dispositivi hardware (appliance) UTM, che non abbiamo provato e che hanno la caratteristica di gestire in maniera unificata le minacce (Unified Threat Management) e ideati per la protezione di reti di ogni dimensione. Un sistema UTM semplifica la gestione della sicurezza perché concentra la configurazione e il supporto su un unico punto in una singola apparecchiatura. Attraverso un browser web remoto, poi, si possono svolgere le gestioni avanzate di reportistica e gli aggiornamenti automatici.

appliances 51 300x225 Smoothwall firewall

Leggiamo dalle brochure tecniche che tutti i modelli Corporate sono dotati di un set di funzionalità per la sicurezza della rete e combinano firewall, anti-virus, anti-spam e IDS con controllo degli Instant Messaging. A queste funzioni si associano, inoltre, la possibilità di aggiungere dei moduli specifici come lo Smooth Guardian, lo Smooth Traffic, lo Smooth Host e lo Smooth Tunnel. Questi moduli aggiuntivi forniscono il filtro web e Content Filtering per il blocco dei contenuti non desiderati (con soluzione dedicata per le scuole, School Guardian), il bilanciamento e la gestione del carico per ottimizzare la gestione della banda (QoS), il supporto per molteplici servizi web, e-mail e internet, nonché una connettività VPN con la massima garanzia di sicurezza.

Nostre considerazioni: SmoothWall, nella versione freeware e nella versione commerciale, si presenta come un firewall economico, versatile, facilmente installabile e performante. Consigliato per piccole organizzazioni e organizzazioni non-profit (la versione Open).

Per le organizzazioni più complesse, consigliamo di andare sul sito http://www.smoothwall.it/ e richiedere, compilando l’apposito form, una versione demo di SmoothWall Corporate Firewall alla smoothwall@K4dot.com, che ha l’esclusiva in Italia per la distribuzione, e quindi provarlo.

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Pulizie di primavera

sab, 27th marzo, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

Visto il proliferare di fuffa, cazzeggio e overload ormai fuori controllo, a volte è utile provvedere a radicali e profonde pulizie nella gestione dei social network a cui si è iscritti.

Con Twitter è abbastanza facile, basta utilizzare il servizio ManageTwitter: http://managetwitter.com/

manage twitter

Sono tantissime le funzioni che ci permettono di “ripulire” l’account. Fra queste:

  • la lista dei nostri seguaci più chiaccheroni
  • la lista dei nostri seguaci inattivi
  • la lista dei nostri seguaci che hanno smesso di seguirci ma noi continuiamo a seguire
  • la lista dei nostri seguaci che gli altri hanno già dismesso
  • e altre ancora

Ok, son raccomandazioni, poi la scelta sull’azione da eseguire ricade solo su di noi e Manage Twitter, con pochi click, ce l’ asseconda.

Enjoy

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La contribution nelle business directory: come saziare la voglia di spritz.

gio, 1st ottobre, 2009 - Posted by - (2) Comment

Questo è un mash-up. Sapevatelo :-)
Mescolo una marketta, alcuni deliri e delle suggestioni di un carissimo amico (insomma, non è tutta farina del mio sacco).

Enjoy!

Calsifer

Il termine 2.0, palese,è ormai abusato: tutto diventa 2.0, piu’ per una logica di marketing che di vera filosofia contributiva.

Come se 2.0 fosse "cool", roba da evento da PR, da frequentazione modaiola traslata al mondo digitale, da promenade tra le luccicanti vetrine di vecchie community che, con una mano di bianco, pensano di entrare a far parte di un mondo in cui o "ci sei" o "non ci farai", mai.

Devi saper masticare la folksonomia per farne parte, devi liberarti di categorizzazioni obslete, statiche, anacronistiche, di cui sono intrisi i biglietti da visita dei rappresentanti porta a porta di una visibilità macera di cellulosa.

Perchè siamo i nativi digitali e non abbiamo bisogno che qualcuno, fantomatico deus ex machina, crei il nostro bisogno per poi offrirne una rapida, fugace, soddisfazione: vogliamo trovare quello che stiamo cercando.

Ecco allora che il 2.0 avvolge il mondo delle business directory.
Strumenti che hanno subito il salto generazionale in modo profondo, con la comparsa di nuovi attori, protagonisti o comparse che siano, nel comune palcoscenico della partecipazione contributiva e folksnomika.
Si, perchè siamo passati da una ricerca a carattere prevalentemente di consultazione, che impegnava per lo piu’ nella comprensione di definizioni da Accademia della Crusca appioppate a professioni e attività quotidiane, alla possibilità di definire esattamente cosa stiamo cercando, di "taggare" un’azienda, un prodotto, di avvicinare prodotti e professioni alle persone.
Di "umanizzare" un elenco.
Folksonomia v/s pre-struttura. Volendo stare in tema, risultato 2-0.

Personalmente, ritengo di poter segnalare almeno due esempi di valida applicazione della "filosofia" 2.0 in questo settore: HotFrog e Calsifer: http://www.calsifer.it.

Entrambe si basano su un approccio democraticamente contributivo che permette ai titolari o delegati di azienda di registrare la propria impresa e creare un profilo descrittivo personalizzato, al di là di rigide logiche di pre-categorizzazione tipiche di altri strumenti.
L’azienda viene quindi indicizzata sulla base delle informazioni fornite al momento della compilazione della scheda personale, rendendola ricercabile in modo decisamente piu’ immediato e human-friendly.

Una peculiarità apprezzabile di Calsifer.it è la presenza, all’interno delle schede di ogni azienda, di TAG che vanno a dettagliare le attività dell’impresa, e che sono inseribili a piacere al momento della registrazione.
Cosi’ ogni impresa è indicizzata e ricercabile in base a principi folksnomici, aumentando esponenzialmente la semplicità di interazione con gli utenti.

In questo modo, quando verso sera vorrete avere un momento di piacere prima di rincasare non dovrete piu’ cercare "mescita al dettaglio di 1/3 prosecco, 1/3 selz soda, 1/3 Campari" ma semplicemente "spritz".

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Sposibook, il Social Network dedicato al matrimonio

mar, 3rd febbraio, 2009 - Posted by - (2) Comment

Anche in Italia nasce il primo social network dedicato a chi si sposa. Debutta, infatti, http://www.sposibook.com/ che si propone di diventare il punto di riferimento per chi vuol cimentarsi in un matrimonio via web.

Infatti, il network è figlio del già consolidato: http://www.networkmatrimonio.it/ che si avvale di un modello di business basato sull’aggregazione di tutti i soggetti commerciali che gravitano attorno alla più grande festa della vita.

 

 

 

 

 

http://www.sposibook.com/ punta ora sulla community per poter relazionare le varie coppie e, forse in futuro, anche i partner commerciali del settore.

Con SposiBook si può creare, editare e pubblicare un sito web del tipo: http://www.sposibook.com/agataemarco/ che diventerà la memoria di tutte le emozioni legate al matrimonio, dai preparativi al giorno del fatidico "SI", dalla scelta del vestito alla selezione del ricevimento, dal primo bacio alla luna di miele…

L’idea mi sembra buona anche se i più esperti potrebbero obiettare che con un blog e la destrezza con i mash-up si potrebbe fare in proprio. Certo, ad uso della coppia e del parentado. Ma il blog non soddisfa appieno l’idea di community che, nell’intento dei creatori, potrebbe essere utile se non altro per i consigli e………..magari, visti i tempi, CONSIGLI SUI PREZZI!

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Anche gli annunci diventano social. Anzi “AFFIDABILI”.

mer, 2nd aprile, 2008 - Posted by - (1) Comment

Via Webeconoscenza

Gliaffidabili è un servizio 2.0 tutto italiano.

Il servizio sta cercando un suo posizionamento come riferimento per chi cerca e offre sulla rete. La peculiarità, è quella di rivolgersi rigorosamente a privati, mettendo in circolo sul web “la fiducia”.

Gli utenti della rete che offrono un servizio di qualsiasi tipo (es. babysitter, idraulico, badante, dj, musicista, personal trainer, avvocato etc.) potranno inserire sul sito www.gliaffidabili.it il proprio profilo e la propria inserzione illustrando nel dettaglio cosa offrono.

Gli utenti della rete potranno quindi trovare un raffinato sistema di ricerche specifiche per tipologia di servizio, area geografica e parole chiave facilitato dalla localizzazione con l’ausilio delle mappe di Google.

La caratteristica peculiare del servizio, a differenza dei soliti siti di annunci gratuiti, é incentrata sulla fiducia e l’affidabilità delle persone che offrono.
Insomma, si torna a parlare di reputazione on-line basandosi sui feedback ricevuti dai propri clienti (vi ricorda ebay?).
Ch cerca un servizio può selezionare i fornitori in base alla loro reputazione, esprimere un feedback e suggerirli agli amici.

La redazione del sito mi informa che, al momento, si tratta del primo servizio nel suo genere in Italia ed uno dei primi in Europa. Un paio di mesi fa, ed in modo del tutto indipendente, é stato lanciato in UK un sito analogo www.setyourrate.co.uk

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Cosa stai cercando?

ven, 22nd febbraio, 2008 - Posted by - (3) Comment

Giovani start-up crescono.
Non c’è solo depressione e senso di sfiducia generalizzato perchè qualcosa di sfidante si può ancora fare.
Ma sulla rete è durissima. Molto dura. La rete è patrimonio di idee che germogliano quasi sempre negli States e in pochi altri luoghi di eccellenza.

Ma i ragazzi di Ggoal sembra abbiano le idee chiare. E ,soprattutto, un entusiasmo raro dalle nostre parti.
Il 19 gennaio hanno lanciato la beta e ora sono on-line con il loro palinsesto “sociale” e “partecipativo” e con uno slogan che è come il miele per il mio blog: con una sola, unica e inequivocabile parola d’ordine: condivisione.



Ggoal è una scommessa italiana nel campo della ricerca su web. Ancora molto basta su keywords ma molto, molto sbilanciata sulla condivisione delle informazioni con una dinamica partecipativa e, ovviamente, “dal basso”.
Per saperne di più è necessario leggere con attenzione la mission e le modalità di funzionamento. Solo dopo sarà tutto più chiaro.

“GGoal funziona come un motore di ricerca. Inserisci una parola chiave, ottieni dei risultati (link, altre parole chiave) con i quali puoi fare tutta una serie di cose: dal bookmark, all’invio, alla segnalazione di abuso.”

Ora questi ragazzi sono usciti dalla fase beta e si raccomandano che gli utenti italiani, i blogger per primi, diano il loro contributo di idee.


Cross post da: Webeconoscenza

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2Spaghi: il network italiano delle buone forchette

mer, 5th dicembre, 2007 - Posted by - (2) Comment

homepage di 2spaghiUno dei punti di forza del nostro Paese è rappresentato senza ombra di dubbio dal settore gastronomico: da Nord a Sud vantiamo specialità culinarie senza pari, non siete d’accordo?!

E proprio le buone forchette trovano pane per i loro denti su 2Spaghi, il primo network 2.0 di ristoranti e locali italiani, fatto dagli e per gli utenti.
Convinti sostenitori del social networking e della condivisione di saperi (e sapori), i creatori di 2Spaghi hanno realizzato nel 2006 un bellissimo sito di nuova generazione non solo per lo stile, ma anche e soprattutto per le tantissime attività di interazione con gli utenti.

Attraverso una ricerca per tag, si può trovare il posto giusto per le proprie esigenze “alimentari” digitando il nome del ristorante (se già lo conosciamo), della città oppure del tipo di piatto preferito. Questa sorta di ricerca “incrociata” ci pone di fronte ad un elenco di risultati localizzati su una mappa interattiva e, cliccando sull’icona che contrassegna ogni ristorante, possiamo visualizzarne la scheda completa di indirizzo, recapiti e così via.

ristorante su 2SpaghiLa semplice lettura diventa interazione se decidiamo di aprire un account (ovviamente gratuito) su2Spaghi: in questo modo ci si costruisce un profilo accessibile da una pagina personale con i propri dati, foto, preferenze culinarie, lista di ristoranti preferiti, voti, commenti, tags, SpagoFriends, insomma il riepilogo della propria attività nella community.
Si può persino creare un proprio blog 2Spaghi, scegliendo tra molti templates di WordPress personalizzabili!

Ogni SpagoFriend può cercare e, soprattutto, aggiornare, aggiungere e modificare le informazioni sui ristoranti, secondo le proprie conoscenze ed esperienze, creare un elenco personale di ristoranti preferiti, classificare per tags, commentare, votare, salvare le coordinate gps e così via.

Da qualche settimana, poi, il team di 2Spaghi ha aggiunto alcune nuove funzionalità per coinvolgere ancora più attivamente gli utenti:
continue

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MyBaggy – dichiaratamente beta ma con ambizioni

ven, 28th settembre, 2007 - Posted by - Commenti disabilitati

Mybaggy è un servizio web 2.0 fornito dalla Freetravel S.r.l di Milano.

Lo spirito del servizio è quello di creare una comunità fra viaggiatori/turisti che possa scambiare informazioni, esperienze e passioni.

In pratica, MyBaggy vuol essere la prima comunity online per il turista, fatta dal turista.
Il servizio permette di caricare e visionare filmati dei viaggi, ovviamente foto e recensioni (esperienze) testuali e sottoforma di podcast.

My Baggy

Il servizio, che è partito ufficialmente il 1° giugno 2007, può vantare un discreto numero di pionieri che hanno caricato le loro esperienze (al momento della scrittura di questa recensione ci sono ad esempio 182 video sul sito).

Buona parte dei contenuti che sono presenti su MyBaggy ruotano attorno al concetto di destinazione. Per ogni destinazione sono presenti video (prodotti dagli autori e dai viaggiatori), immagini, diari di viaggio, informazioni turistiche e tanto altro. Ecco che viene naturale l’uso di un mash-up con Google Maps che permette di raggiungere le destinazioni e quindi i contenuti nel modo più semplice.

Quando sulla mappa compare una valigetta arancione, allora possiamo curiosare foto, video e suggerimenti di un viaggiatore che ha già frequentato quel posto e ci ha donato la sua esperienza.

La home page del servizio è intuitiva perchè presenta subito la mappa e una serie di tag dove navigare in pieno stile folksonomico fra le destinazioni più gettonate.

Sembra poi che lo sviluppo porterà a una profilazione più spinta e a un servizio “My Baggy” che permetterà agli utenti di gestirsi una propria “agenzia di viaggi virtuale”.

Le premesse son tutte buone, pochi intoppi legati alla lentezza con cui arriva la email di conferma della registrazione (mi hanno assicurato che stanno rimediando) e un bel blog di supporto: http://mybaggy.splinder.com in coerenza con lo spirito 2.o di tutto il progetto.

p.s. una cosa interessante trovata nel blog degli autori che mi sembra auspicabilissima:”…Stiamo sviluppando inoltre un sistema di messaggistica permybaggy.png permettere ai viaggiatori di comunicare tra loro ed un componente denominato “travelmate” che permetterà di trovare compagni di viaggio per i propri itinerari….”

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PlugADPlay – recensione.

gio, 20th settembre, 2007 - Posted by - (1) Comment

Il servizio

PlugADPlay è un servizio italiano che si posiziona nel promettente mercato del video advertising.

Secondo uno studio di eMarketer questo mercato crescerà fino a 2,9 miliardi di dollari entro il 2010, solo per quanto riguarda gli Stati Uniti. Inserire pubblicità all’interno dei video sembra essere il modello di business a cui guarderanno nell’immediato futuro le piattaforme di distribuzione on-line, quali YouTube, in una logica di condivisione delle revenues con gli utenti generatori di contenuti.

Come funziona il servizio di PlugADPlay?

In modo piuttosto semplice: si carica sul loro sito un proprio video, la redazione lo vede e propone una serie di inserzionisti coerenti con il contenuto del video stesso. L’utente dovrebbe essere in grado di scegliere gli inserzionisti (al momento la pubblicità è relativa allo stesso servizio PlugADPlay) e la posizione degli annunci sul proprio video (all’inizio, alla fine, in sovrimpressione, ecc.) A questo punto il team di PlugADPlay procede a produrre una versione del video integrato con le pubblicità, informando tramite e-mail della fine del processo. Ricevuta la mail, l’autore può scaricare il video arricchito di pubblicità e caricarlo in tutte le piattaforme di condivisione, linkarlo sul proprio sito, sul proprio blog ecc. dando comunicazione a PlugADPlay di ogni indirizzo web a cui il video è visibile. Per facilitare questa operazione il servizio ha predisposto un form con link a 30 piattaforme di condivisione video (YouTube, GoogleVideo, ecc. ecc.)

PlugADPlay paga una certa cifra, inferiore a 1$, per ogni piattaforma in cui il video viene caricato e tiene traccia di tutte le volte che il video viene visto, pagando per ogni impression e ogni click. Prevede poi sostanziosi extra-bonus se il video dovesse diventare il più visto su una determinata piattaforma. L’utente può verificare l’andamento dei guadagni collegandosi al proprio account PlugADPlay e, non appena raggiunge la cifra di 50$, ricevere un assegno o un pagamento Paypal.

La nostra prova.

Abbiamo effettuato il percorso indicato e tutto si è svolto come preannunciato, a parte alcuni problemi o imprecisioni che elenchiamo di seguito:

  • non è stato possibile scegliere la posizione degli advertisement, che sono stati posizionati in basso su ogni frame;
  • l’interfaccia non è risultata sempre intuitiva;
  • abbiamo avuto qualche problema tecnico nel download del video, risolto grazie ad uno scambio di e-mail con il supporto di PlugADPlay;
  • non è sempre chiaro come vengano valutati i pagamenti: nella documentazione si dice fino a 1 $ per il caricamento su ogni sito e, coerentemente, nell’esempio relativo ai potenziali guadagni si dice: caricamento su 30 siti = 30$. Nel form con l’elenco dei siti la cifra più alta, attribuita al caricamento su GoogleVideo, è 0,6 $ mentre le altre 29 piattaforme riportano cifre inferiori (allora quando viene pagato 1 $?). Una volta caricato il video su GoogleVideo, nel report relativo al mio account, compare 0,2 $ (non doveva essere almeno 0,6 $?)

Le nostre conclusioni.

Idea interessante e mercato di riferimento dalle grandi potenzialità.

Servizio migliorabile, curando meglio l’interfaccia e la comunicazione con gli utenti.

(by tech&roses)

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