mer, 28th luglio, 2010 - Posted by - (0) Comment
Duracell e DigitalPR mi hanno inviato un myGrid da provare in anteprima, prima del lancio sul mercato.
Il myGrid non è altro che un caricabatterie universale per telefonini formato da una piastra su cui si possono appoggiare e caricare più telefonini contemporaneamente.
Come funziona il caricamento dei dispositivi mediante la piastra?
Semplice: alcuni cellulari necessitano del guscio apposito, altri l’adattatore/connettore. No, non si tratta di una piastra magica, lo scrivo per sfatare ogni dubbio, subito.
Si tratta però di un unico dispositivo su cui caricare più di un cellulare contemporaneamente, utilizzando una sola presa di corrente.
La confezione che mi è stata inviata contiene un bel po’ di pezzi: alimentatore di rete per la piastra, la piastra, adattatore universale, libretto, quattro custodie/gusci neri in silicone rispettivamente per iPhone (3G, 3GS), iPod Touch, BlackBerry Pearl (8100, 8110, 8120), BlackBerry Curve (8300, 8310, 8320, 8330, 8350i), quattro adattatori per connettori USB, Micro USB, micro jack per i telefonini della Nokia e della Motorola.
Io sto provando il guscio nero per iPhone e il connettore con il Nokia E71. Tempi di carica nella media (pensavo più lenti, invece no). L’ho messo sul comodino e la comodità è proprio quella di poggiare vicino a me l’iPhone e sapere che non è solo appoggiato ma che si sta caricando, pronta a prenderlo in caso di chiamate, messaggi, mail.
Non c’è rischio di prendere la corrente toccando la piastra e non si corre alcun pericolo nemmeno se ci si versa del liquido sopra incidentalmente. Il guscio/custodia si può tenere insieme al telefonino (sembrano quelli normali in silicone, certo magari solo neri non è il massimo, esteticamente parlando) in modo da poggiare direttamente sulla piastra il telefonino quando serve senza pensare all’alimentatore, alla presa di corrente ecc. e senza rischio di rimanere con la batteria a terra. Telefonino pronto all’uso e carico, insomma, ogni volta che lo prendiamo in mano.
La confezione che hanno inviato a me non sarà quella in vendita, negli USA si trova a 60$ su Amazon. Non so il prezzo di vendita nè quando verrà distribuito in Italia, ma credo presto.
Sicuramente un oggetto utile per chi si porta indietro diversi dispositivi e telefonini, per caricare le batterie con un’unica presa di corrente, per chi viaggia e vuole alleggerirsi del peso di mille caricabatterie diversi.
Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: myGrid Duracell caricabatterie universale [prova prodotto] - Catepol 3.0
Catepol 3.0 by Catepol 3.0 is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5 Italy License.
Necessario il consenso per la pubblicazione dell'intero post altrove.
gio, 8th luglio, 2010 - Posted by - (0) Comment
Sai quei libri che compri per caso? Ecco, Lucani Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù di Angela Langone stava accanto alla cassa della libreria di Potenza dove io e husband stavamo comprando altri libri.
Vicino alla cassa e, mentre aspettavamo il nostro turno per pagare, cade l’occhio sul titolo e comincia lo sfottò. Amore ora me lo compro, voglio capirvi di più, a volte io da calabrese non vi riesco a seguire, oramai vivo qua…cose così. E lui: ma dai non ti basto io?
Amore, ma qui si parla dei difetti e delle peggiori virtù: è arrivato il momento di conoscerle per difendermi, prima che mi fagocitiate, qua in Lucania!
Ecco, un libro comprato per sfottò, orgoglio calabro che vuole approfondire difetti e virtù dei lucani che l’hanno adottata. Un libro agile e simpatico che si legge in pochissimo, un libro divertente, pieno di quei luoghi comuni che non pensavi fossero realmente così comuni da essere praticamente parte integrante del cosiddetto lucano DOC.
La giovane autrice, per scrivere un libro sui lucani, non poteva che essere figlia di lucani, pur vivendo nel milanese. E scrive benissimo. Ottimo stile.
La Basilicata, la regione che quando dici “sai io vivo a Potenza” nessuno riesce a collocarla bene tra Napoli, la Calabria e la Puglia. Si, da qualche parte sta. Là in mezzo. Regione inesplorata fino a poco tempo fa, un po’ meno forse dopo il film di Papaleo che, almeno qui a Potenza, ha fatto più incassi di Avatar, al botteghino.
Lucania che ancora non si capisce come ci si arriva (poi capisci perchè Cristo s’era fermato ad Eboli, non sarà mai passato il regionale per Potenza, si quello che ci mette così tanto tempo per fare Potenza/Salerno o viceversa che ad un certo punto ti sembra di non sapere più dove stai).
Quella sottile linea rossa che divide la Basilicata dal resto d’Italia.
I lucani, così diversi dagli altri meridionali, sicuramente diversi da noi calabresi, questo permettetemelo. I lucani non amano il luogo dove sono nati. No, i lucani lo adorano. La Basilicata più che una regione è una comunità e la lucanità oltrepassa i confini geografici. I lucani nel mondo riescono a ritrovarsi e riconoscersi (vabbè questo capita anche ai calabresi, diciamolo).
Pare ci siano 1.600.000 lucani nel mondo (fatti due conti, no non vivono in Basilicata quindi).
Lucani si nasce e si resta. E loro, modestamente lo nacquero. (Poi dici che non faccio bene a precisare sempre che son calabrese di nascita, lucana di residenza!)
Il libro passa dalla storia della popolazione a quella dei luoghi che non si può non visitare capitando da queste parti. Bellissime le perle di cultura locale e i detti popolari spiegati a chi lucano non è.
Il lucano non si dilunga in chiacchiere quando vede un amico, si limita a dire “Offro io!” e guai a chi protesta. “Haggia pagà ‘i!”
Si starebbe proprio bene in Basilicata…se non fosse per la gente! 600.000 persone, la gente lucana, probabilmente tutti imparentati fra di loro!
Avere 2000 parenti significa all’incirca 8 matrimoni l’anno, 18 tra cresime, battesimi e comunioni, 13 funerali e bè…2000 compleanni! Ai matrimoni si riuniscono almeno 300 persone, il che significa stringere almeno 300 mani sudaticce o ruvide, baciare 600 guance accaldate, ricordare 300 nomi e cognomi di persone di cui non si sa più neanche il grado di parentela!”
Tradizioni e costumi ripercorsi simpaticamente nel libro, vale la pena leggere e sorridere di tutto e pensare “E’ vero, sono proprio così!” Si trova poi nel libro “Lucani – Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù” un capitolo dedicato alla donna lucana, permalosa e fiera, a capo di famiglie matriarcali da sempre. La mamma non si tocca, per un lucano è ancora più vero.
“La mamma lucana è una mamma lupa: la padrona della tana, protettiva come una crema solare, intransigente come un direttore del personale.”
Segue un capitolo ovviamente immancabile sui cibi e la cucina lucana. E’ lampante anche solo a chi è passato per poche ore in Basilicata che la cucina locale è soprattutto tanta! E anche buona. Ogni prodotto tipico degno di nota viene raccontato nel libro e ti fa venire veramente appetito e voglia di assaggiare. Dai cruschi all’Aglianico passando per molto altro.
Venite a trovarci, il lucano è sempre ospitale e desideroso di farvi assaggiare (vabbè dai anche il calabrese è così, concedetemelo). Venite a trovarci. Il lucano non ama aver la casa vuota, il lucano deve sempre offrirti qualcosa. Guai a te se non accetti, forestiero.
Lucania terra di contadini, poeti, briganti ed emigranti ma raccontata con il cuore e l’orgoglio di discendere da genitori lucani.
In fondo al libro anche un piccolo manualetto di lingua lucana per sopravvivere in caso di permanenza sul territorio. Utilissimo anche a me che vi risiedo, mica è facile capire i lucani quando parlano fra loro senza considerare che te, magari, sei calabrese e non è che afferri proprio tutto dei discorsi.
“Sembrerete dei veri lucani se… al posto di chiedere “Come ti chiami?” direte “A chi sì figl’?”
Poi alcuni brevi simpatici ritratti dei lucani come noi, per meglio dire dei lucani famosi della storia passata e presente, da Orazio a Beniamino Placido, passando per molti altri.
Libro gradevolissimo e che consiglio. Piacevole acquisto per caso, piacevole lettura.
Per chi avesse conosciuto lucani e volesse approfondire le caratteristiche peculiari di questa regione e dei suoi abitanti, per sorridere ed imparare. Per essere preparati quando passate da queste lande.
Cosa vuoi di più dalla vita? Ah io nulla. Il lucano già ce l’ho!
Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: [Recensione] Lucani Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù - Catepol 3.0
Catepol 3.0 by Catepol 3.0 is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5 Italy License.
Necessario il consenso per la pubblicazione dell'intero post altrove.
gio, 17th giugno, 2010 - Posted by - (0) Comment
Ringrazio @CFDP per la recensione sulla testata on-line de “Il Gazzettino”, il principale quotidiano del veneto.
lun, 10th maggio, 2010 - Posted by - (0) Comment

Venghino signori, venghino………da oggi si può acquistare on-line e, nei prossimi giorni, nelle librerie.
Il libro è già disponibile sul sito dell’editore, negli altri shop on-line, è questione di ore.
p.s. io devo ancora riceverlo, e credo che lo toccherò con mano il giorno 19 a Roma.
| Edizioni della sera | |
| Ibs | |
| Libreria Universitaria | |
| Webster |
gio, 8th aprile, 2010 - Posted by - (0) Comment
di Salvatore Valerio
Abbiamo ricevuto dall’Ufficio marketing di Smoothwall, le nuove versioni sw dei prodotti di sicurezza che, volentieri, recensiamo.
Smoothwall Express è un progetto open source: http://www.smoothwall.org/, ed è parimenti un’azienda commerciale che propone anche una versione avanzata di appliance di sicurezza con caratteristiche superiori: http://www.smoothwall.net/.
SmoothWall Express (versione software)
È nato come progetto open source nel 2000 e allora si poneva come obiettivo la realizzazione di un software firewall che:
Con queste premesse il progetto SmoothWall, da allora, è cresciuto in maniera molto rapida e ha raggiunto notevoli successi. Nel 2008 il progetto è stato indicato dagli editori di InfoWorld Test Center e da diversi analisti e recensori IT, come vincitore del premio InfoWorld’s annual Best of Open Source Software awards (meglio conosciuto come Bossie Awards) che ogni anno celebra i migliori prodotti open source. C’erano ben 60 prodotti divisi in 8 categorie fra i finalisti del premio 2008 e SmoothWall ha vinto nella categoria security software.

Il firewall SmoothWall Express possiede infatti le caratteristiche di un solido kernel Linux appositamente realizzato per la sicurezza, una soluzione di Intrusion Detection, una VPN IPSec, e garantisce molte altre funzionalità aggiuntive. Non ha, ovviamente, le capacità elaborative paragonabili a quelle di un firewall di fascia superiore come il SmoothWall Corporate, ma è comunque un firewall abbastanza facile da configurare e fa bene il suo lavoro.

SmoothWall Corporate Firewall (http://www.smoothwall.it)
SmoothWall Corporate Firewall è il fratello maggiore, ovvero la versione commerciale. Si tratta sempre di un software-firewall che però aggiunge caratteristiche di modularità maggiori della versione open ed è predisposto per una notevole espansione, la quale consente di creare “pacchetti su misura” in base alle proprie esigenze di sicurezza in rete.
E’ un sistema modulare a basso costo che converte in poco tempo un computer standard in un’apparecchiatura dedicata (appliance firewall) con un ingresso di base (gateway) molto sicuro per chi vuole proteggersi da attacchi esterni, script e hacker, e che supporta quasi tutte le strutture e le modalità di connessione alla rete.
L’azienda commercializza anche una vasta gamma di potenti dispositivi hardware (appliance) UTM, che non abbiamo provato e che hanno la caratteristica di gestire in maniera unificata le minacce (Unified Threat Management) e ideati per la protezione di reti di ogni dimensione. Un sistema UTM semplifica la gestione della sicurezza perché concentra la configurazione e il supporto su un unico punto in una singola apparecchiatura. Attraverso un browser web remoto, poi, si possono svolgere le gestioni avanzate di reportistica e gli aggiornamenti automatici.
Leggiamo dalle brochure tecniche che tutti i modelli Corporate sono dotati di un set di funzionalità per la sicurezza della rete e combinano firewall, anti-virus, anti-spam e IDS con controllo degli Instant Messaging. A queste funzioni si associano, inoltre, la possibilità di aggiungere dei moduli specifici come lo Smooth Guardian, lo Smooth Traffic, lo Smooth Host e lo Smooth Tunnel. Questi moduli aggiuntivi forniscono il filtro web e Content Filtering per il blocco dei contenuti non desiderati (con soluzione dedicata per le scuole, School Guardian), il bilanciamento e la gestione del carico per ottimizzare la gestione della banda (QoS), il supporto per molteplici servizi web, e-mail e internet, nonché una connettività VPN con la massima garanzia di sicurezza.
Nostre considerazioni: SmoothWall, nella versione freeware e nella versione commerciale, si presenta come un firewall economico, versatile, facilmente installabile e performante. Consigliato per piccole organizzazioni e organizzazioni non-profit (la versione Open).
Per le organizzazioni più complesse, consigliamo di andare sul sito http://www.smoothwall.it/ e richiedere, compilando l’apposito form, una versione demo di SmoothWall Corporate Firewall alla smoothwall@K4dot.com, che ha l’esclusiva in Italia per la distribuzione, e quindi provarlo.
sab, 27th marzo, 2010 - Posted by - (0) Comment
Visto il proliferare di fuffa, cazzeggio e overload ormai fuori controllo, a volte è utile provvedere a radicali e profonde pulizie nella gestione dei social network a cui si è iscritti.
Con Twitter è abbastanza facile, basta utilizzare il servizio ManageTwitter: http://managetwitter.com/

Sono tantissime le funzioni che ci permettono di “ripulire” l’account. Fra queste:
Ok, son raccomandazioni, poi la scelta sull’azione da eseguire ricade solo su di noi e Manage Twitter, con pochi click, ce l’ asseconda.
Enjoy
gio, 1st ottobre, 2009 - Posted by - (2) Comment
Questo è un mash-up. Sapevatelo :-)
Mescolo una marketta, alcuni deliri e delle suggestioni di un carissimo amico (insomma, non è tutta farina del mio sacco).
Enjoy!

Il termine 2.0, palese,è ormai abusato: tutto diventa 2.0, piu’ per una logica di marketing che di vera filosofia contributiva.
Come se 2.0 fosse "cool", roba da evento da PR, da frequentazione modaiola traslata al mondo digitale, da promenade tra le luccicanti vetrine di vecchie community che, con una mano di bianco, pensano di entrare a far parte di un mondo in cui o "ci sei" o "non ci farai", mai.
Devi saper masticare la folksonomia per farne parte, devi liberarti di categorizzazioni obslete, statiche, anacronistiche, di cui sono intrisi i biglietti da visita dei rappresentanti porta a porta di una visibilità macera di cellulosa.
Perchè siamo i nativi digitali e non abbiamo bisogno che qualcuno, fantomatico deus ex machina, crei il nostro bisogno per poi offrirne una rapida, fugace, soddisfazione: vogliamo trovare quello che stiamo cercando.
Ecco allora che il 2.0 avvolge il mondo delle business directory.
Strumenti che hanno subito il salto generazionale in modo profondo, con la comparsa di nuovi attori, protagonisti o comparse che siano, nel comune palcoscenico della partecipazione contributiva e folksnomika.
Si, perchè siamo passati da una ricerca a carattere prevalentemente di consultazione, che impegnava per lo piu’ nella comprensione di definizioni da Accademia della Crusca appioppate a professioni e attività quotidiane, alla possibilità di definire esattamente cosa stiamo cercando, di "taggare" un’azienda, un prodotto, di avvicinare prodotti e professioni alle persone.
Di "umanizzare" un elenco.
Folksonomia v/s pre-struttura. Volendo stare in tema, risultato 2-0.
Personalmente, ritengo di poter segnalare almeno due esempi di valida applicazione della "filosofia" 2.0 in questo settore: HotFrog e Calsifer: http://www.calsifer.it.
Entrambe si basano su un approccio democraticamente contributivo che permette ai titolari o delegati di azienda di registrare la propria impresa e creare un profilo descrittivo personalizzato, al di là di rigide logiche di pre-categorizzazione tipiche di altri strumenti.
L’azienda viene quindi indicizzata sulla base delle informazioni fornite al momento della compilazione della scheda personale, rendendola ricercabile in modo decisamente piu’ immediato e human-friendly.
Una peculiarità apprezzabile di Calsifer.it è la presenza, all’interno delle schede di ogni azienda, di TAG che vanno a dettagliare le attività dell’impresa, e che sono inseribili a piacere al momento della registrazione.
Cosi’ ogni impresa è indicizzata e ricercabile in base a principi folksnomici, aumentando esponenzialmente la semplicità di interazione con gli utenti.
In questo modo, quando verso sera vorrete avere un momento di piacere prima di rincasare non dovrete piu’ cercare "mescita al dettaglio di 1/3 prosecco, 1/3 selz soda, 1/3 Campari" ma semplicemente "spritz".
mar, 3rd febbraio, 2009 - Posted by - (2) Comment
Anche in Italia nasce il primo social network dedicato a chi si sposa. Debutta, infatti, http://www.sposibook.com/ che si propone di diventare il punto di riferimento per chi vuol cimentarsi in un matrimonio via web.
Infatti, il network è figlio del già consolidato: http://www.networkmatrimonio.it/ che si avvale di un modello di business basato sull’aggregazione di tutti i soggetti commerciali che gravitano attorno alla più grande festa della vita.
http://www.sposibook.com/ punta ora sulla community per poter relazionare le varie coppie e, forse in futuro, anche i partner commerciali del settore.
Con SposiBook si può creare, editare e pubblicare un sito web del tipo: http://www.sposibook.com/agataemarco/ che diventerà la memoria di tutte le emozioni legate al matrimonio, dai preparativi al giorno del fatidico "SI", dalla scelta del vestito alla selezione del ricevimento, dal primo bacio alla luna di miele…
L’idea mi sembra buona anche se i più esperti potrebbero obiettare che con un blog e la destrezza con i mash-up si potrebbe fare in proprio. Certo, ad uso della coppia e del parentado. Ma il blog non soddisfa appieno l’idea di community che, nell’intento dei creatori, potrebbe essere utile se non altro per i consigli e………..magari, visti i tempi, CONSIGLI SUI PREZZI!
mer, 2nd aprile, 2008 - Posted by - (1) Comment
Via Webeconoscenza
Gliaffidabili è un servizio 2.0 tutto italiano.
Il servizio sta cercando un suo posizionamento come riferimento per chi cerca e offre sulla rete. La peculiarità, è quella di rivolgersi rigorosamente a privati, mettendo in circolo sul web “la fiducia”.
Gli utenti della rete che offrono un servizio di qualsiasi tipo (es. babysitter, idraulico, badante, dj, musicista, personal trainer, avvocato etc.) potranno inserire sul sito www.gliaffidabili.it il proprio profilo e la propria inserzione illustrando nel dettaglio cosa offrono.
Gli utenti della rete potranno quindi trovare un raffinato sistema di ricerche specifiche per tipologia di servizio, area geografica e parole chiave facilitato dalla localizzazione con l’ausilio delle mappe di Google.
La caratteristica peculiare del servizio, a differenza dei soliti siti di annunci gratuiti, é incentrata sulla fiducia e l’affidabilità delle persone che offrono.
Insomma, si torna a parlare di reputazione on-line basandosi sui feedback ricevuti dai propri clienti (vi ricorda ebay?).
Ch cerca un servizio può selezionare i fornitori in base alla loro reputazione, esprimere un feedback e suggerirli agli amici.
La redazione del sito mi informa che, al momento, si tratta del primo servizio nel suo genere in Italia ed uno dei primi in Europa. Un paio di mesi fa, ed in modo del tutto indipendente, é stato lanciato in UK un sito analogo www.setyourrate.co.uk
ven, 22nd febbraio, 2008 - Posted by - (3) Comment
Giovani start-up crescono.
Non c’è solo depressione e senso di sfiducia generalizzato perchè qualcosa di sfidante si può ancora fare.
Ma sulla rete è durissima. Molto dura. La rete è patrimonio di idee che germogliano quasi sempre negli States e in pochi altri luoghi di eccellenza.
Ma i ragazzi di Ggoal sembra abbiano le idee chiare. E ,soprattutto, un entusiasmo raro dalle nostre parti.
Il 19 gennaio hanno lanciato la beta e ora sono on-line con il loro palinsesto “sociale” e “partecipativo” e con uno slogan che è come il miele per il mio blog: con una sola, unica e inequivocabile parola d’ordine: condivisione.

Ggoal è una scommessa italiana nel campo della ricerca su web. Ancora molto basta su keywords ma molto, molto sbilanciata sulla condivisione delle informazioni con una dinamica partecipativa e, ovviamente, “dal basso”.
Per saperne di più è necessario leggere con attenzione la mission e le modalità di funzionamento. Solo dopo sarà tutto più chiaro.
“GGoal funziona come un motore di ricerca. Inserisci una parola chiave, ottieni dei risultati (link, altre parole chiave) con i quali puoi fare tutta una serie di cose: dal bookmark, all’invio, alla segnalazione di abuso.”
Ora questi ragazzi sono usciti dalla fase beta e si raccomandano che gli utenti italiani, i blogger per primi, diano il loro contributo di idee.

Cross post da: Webeconoscenza
mer, 5th dicembre, 2007 - Posted by - (2) Comment
Uno dei punti di forza del nostro Paese è rappresentato senza ombra di dubbio dal settore gastronomico: da Nord a Sud vantiamo specialità culinarie senza pari, non siete d’accordo?!
E proprio le buone forchette trovano pane per i loro denti su 2Spaghi, il primo network 2.0 di ristoranti e locali italiani, fatto dagli e per gli utenti.
Convinti sostenitori del social networking e della condivisione di saperi (e sapori), i creatori di 2Spaghi hanno realizzato nel 2006 un bellissimo sito di nuova generazione non solo per lo stile, ma anche e soprattutto per le tantissime attività di interazione con gli utenti.
Attraverso una ricerca per tag, si può trovare il posto giusto per le proprie esigenze “alimentari” digitando il nome del ristorante (se già lo conosciamo), della città oppure del tipo di piatto preferito. Questa sorta di ricerca “incrociata” ci pone di fronte ad un elenco di risultati localizzati su una mappa interattiva e, cliccando sull’icona che contrassegna ogni ristorante, possiamo visualizzarne la scheda completa di indirizzo, recapiti e così via.
La semplice lettura diventa interazione se decidiamo di aprire un account (ovviamente gratuito) su2Spaghi: in questo modo ci si costruisce un profilo accessibile da una pagina personale con i propri dati, foto, preferenze culinarie, lista di ristoranti preferiti, voti, commenti, tags, SpagoFriends, insomma il riepilogo della propria attività nella community.
Si può persino creare un proprio blog 2Spaghi, scegliendo tra molti templates di WordPress personalizzabili!
Ogni SpagoFriend può cercare e, soprattutto, aggiornare, aggiungere e modificare le informazioni sui ristoranti, secondo le proprie conoscenze ed esperienze, creare un elenco personale di ristoranti preferiti, classificare per tags, commentare, votare, salvare le coordinate gps e così via.
Da qualche settimana, poi, il team di 2Spaghi ha aggiunto alcune nuove funzionalità per coinvolgere ancora più attivamente gli utenti:
continue
ven, 28th settembre, 2007 - Posted by - (0) Comment
Mybaggy è un servizio web 2.0 fornito dalla Freetravel S.r.l di Milano.
Lo spirito del servizio è quello di creare una comunità fra viaggiatori/turisti che possa scambiare informazioni, esperienze e passioni.
In pratica, MyBaggy vuol essere la prima comunity online per il turista, fatta dal turista.
Il servizio permette di caricare e visionare filmati dei viaggi, ovviamente foto e recensioni (esperienze) testuali e sottoforma di podcast.
Il servizio, che è partito ufficialmente il 1° giugno 2007, può vantare un discreto numero di pionieri che hanno caricato le loro esperienze (al momento della scrittura di questa recensione ci sono ad esempio 182 video sul sito).
Buona parte dei contenuti che sono presenti su MyBaggy ruotano attorno al concetto di destinazione. Per ogni destinazione sono presenti video (prodotti dagli autori e dai viaggiatori), immagini, diari di viaggio, informazioni turistiche e tanto altro. Ecco che viene naturale l’uso di un mash-up con Google Maps che permette di raggiungere le destinazioni e quindi i contenuti nel modo più semplice.
Quando sulla mappa compare una valigetta arancione, allora possiamo curiosare foto, video e suggerimenti di un viaggiatore che ha già frequentato quel posto e ci ha donato la sua esperienza.
La home page del servizio è intuitiva perchè presenta subito la mappa e una serie di tag dove navigare in pieno stile folksonomico fra le destinazioni più gettonate.
Sembra poi che lo sviluppo porterà a una profilazione più spinta e a un servizio “My Baggy” che permetterà agli utenti di gestirsi una propria “agenzia di viaggi virtuale”.
Le premesse son tutte buone, pochi intoppi legati alla lentezza con cui arriva la email di conferma della registrazione (mi hanno assicurato che stanno rimediando) e un bel blog di supporto: http://mybaggy.splinder.com in coerenza con lo spirito 2.o di tutto il progetto.
p.s. una cosa interessante trovata nel blog degli autori che mi sembra auspicabilissima:”…Stiamo sviluppando inoltre un sistema di messaggistica per
permettere ai viaggiatori di comunicare tra loro ed un componente denominato “travelmate” che permetterà di trovare compagni di viaggio per i propri itinerari….”
gio, 20th settembre, 2007 - Posted by - (1) Comment
Il servizio
PlugADPlay è un servizio italiano che si posiziona nel promettente mercato del video advertising.
Secondo uno studio di eMarketer questo mercato crescerà fino a 2,9 miliardi di dollari entro il 2010, solo per quanto riguarda gli Stati Uniti. Inserire pubblicità all’interno dei video sembra essere il modello di business a cui guarderanno nell’immediato futuro le piattaforme di distribuzione on-line, quali YouTube, in una logica di condivisione delle revenues con gli utenti generatori di contenuti.
Come funziona il servizio di PlugADPlay?
In modo piuttosto semplice: si carica sul loro sito un proprio video, la redazione lo vede e propone una serie di inserzionisti coerenti con il contenuto del video stesso. L’utente dovrebbe essere in grado di scegliere gli inserzionisti (al momento la pubblicità è relativa allo stesso servizio PlugADPlay) e la posizione degli annunci sul proprio video (all’inizio, alla fine, in sovrimpressione, ecc.) A questo punto il team di PlugADPlay procede a produrre una versione del video integrato con le pubblicità, informando tramite e-mail della fine del processo. Ricevuta la mail, l’autore può scaricare il video arricchito di pubblicità e caricarlo in tutte le piattaforme di condivisione, linkarlo sul proprio sito, sul proprio blog ecc. dando comunicazione a PlugADPlay di ogni indirizzo web a cui il video è visibile. Per facilitare questa operazione il servizio ha predisposto un form con link a 30 piattaforme di condivisione video (YouTube, GoogleVideo, ecc. ecc.)
PlugADPlay paga una certa cifra, inferiore a 1$, per ogni piattaforma in cui il video viene caricato e tiene traccia di tutte le volte che il video viene visto, pagando per ogni impression e ogni click. Prevede poi sostanziosi extra-bonus se il video dovesse diventare il più visto su una determinata piattaforma. L’utente può verificare l’andamento dei guadagni collegandosi al proprio account PlugADPlay e, non appena raggiunge la cifra di 50$, ricevere un assegno o un pagamento Paypal.
La nostra prova.
Abbiamo effettuato il percorso indicato e tutto si è svolto come preannunciato, a parte alcuni problemi o imprecisioni che elenchiamo di seguito:
Le nostre conclusioni.
Idea interessante e mercato di riferimento dalle grandi potenzialità.
Servizio migliorabile, curando meglio l’interfaccia e la comunicazione con gli utenti.
(by tech&roses)