Archive for agosto, 2007

Skype: tutto il mondo comunica con te

mer, 29th agosto, 2007 - Posted by - (2) Comment

Skype Logo Dal momento che la conversazione è alla base di ogni social network online, la conversazione su internet via chat, in audio e addirittura in videochiamata con i nostri contatti e i nostri social network non poteva che essere semplice ed utilizzabile praticamente da tutti, anche senza particolari competenze tecniche!

Skype è un software proprietario freeware di instant messaging e VoIP. E’ stato lanciato nel 2002 ed è al momento, insieme al messenger di MSN, il programmino più utilizzato per comunicare gratuitamente e mediante diversi canali con i propri contatti.

La vera rivoluzione del servizio offerto da Skype rispetto ad altri servizi di Instant Messaging è l’unione in un unico strumento delle caratteristiche dei client più comuni (chat, salvataggio delle conversazioni, trasferimento di file) in un sistema di che permette anche di telefonare realmente mediante il suo network Peer-to-peer.

In pratica abbiamo tra le mani e gratuitamente, uno strumento che ci permette, se ne anbbiamo necessità, di utilizzare anche un servizio a pagamento, chiamato SkypeOut, che ci fa anche effettuare vere e proprie chiamate telefoniche, e questo spiega perchè si è diffuso rapidamente tra i professionisti del web ma non solo, come programma competitivo in termini di costi rispetto alla telefonia tradizionale, soprattutto per le chiamate internazionali e intercontinentali. Con Skype è possibile anche inviare sms a basso costo verso tutti gli operatori di rete mobile.

Come funziona tutto ciò?

La tecnologia Voip

Il VoIP (Voice over IP – Voce tramite protocollo Internet), consiste nella trasmissione di flussi voce in tempo reale su una rete che opera sul protocollo IP (Internet Protocol), come la rete Internet o Intranet. In pratica ogni qualvolta un utente parla, il flusso voce proveniente dal microfono viene codificato in forma digitale ed instradato sulla rete, quindi inviato al destinatario; una volta raggiunto quest’ultimo, i dati vengono decompressi, decodificati e quindi riprodotti dall’apposito telefono VoIP o dalle cuffie o ancora dagli altoparlanti del PC dell’interlocutore. Attualmente i più diffusi software di messaggistica come MSN Messenger e Yahoo Messenger supportano questo tipo di comunicazione.

Cosa è gratis e cosa si paga (poco) con Skype

Gratis:

- Chiamate ad altri utenti Skype

- Inoltrare chiamate Skype ai tuoi contatti

- Video Chiamate ad utenti Skype

- Chat testuali a due o chat di gruppo

- Teleconferenze fino a 9 persone

- Scambiare file tra utenti Skype

- Inviare faccine ed emoticons nelle chat

A pagamento:

- Telefonate verso fissi e cellulari a partire da € 0.017 al minuto, segreteria telefonica, SMS

In pratica i servizi a pagamento corrispondono sicuramente ad un uso professionale, ma basta già tutto quello che viene offerto gratuitamente all’utente, per sfruttare al meglio questo potentissimo strumento che ci mette praticamente in comunicazione con tutto il mondo con una facilità estrema.

Social Networking con Skype

Mostra sul web il tuo stato Skype, così potrai essere chiamato direttamente dal tuo sito con i pulsanti Skype Me! I pulsanti Skype possono essere utilizzati sul tuo sito web, blog e addirittura nella tua firma e-mail, così potrai essere contattato con un clic. C’è anche una procedura guidata per i pulsanti Skype.

In questo modo tutti potranno vedere il tuo status, se sei o meno disponibile a conversare con la tua rete sociale e con i tuoi contatti.

Inoltre direttamente dal sito di Skype puoi diffondere messaggi ai tuoi amici chiedendo di scaricare a loro volta Skype e di aggiungerti fra i loro contatti.

Il sistema praticamente virale ed il fatto che la maggior parte delle funzioni di messaggistica sono praticamente gratuite ha prodotto una diffusione a livello mondiale di Skype che al momento conta miloni di utenti sul pianeta. Skype ha abbracciato la filosofia della condivisione sul web e la diffonde anche mediante simpatici video virali tipo questo che spiegano come “Condividere è bello” e che “Gli amici che condividono parlano gratis”.

Perchè è bello e utilie utilizzare Skype? Ecco alcune testimonianze prese dalle storie di Skype:

“Ci è di enorme supporto e semplifica moltissimo il nostro lavoro. E stando lontano da casa, è il massimo per rimanere in contatto con amici e parenti. Nel mondo frenetico di oggi, Skype è un mezzo stupendo per fare due chiacchiere o un saluto al volo senza dover perdere tempo con lunghe e-mail che nessuno ha mai il tempo di leggere o scrivere! – Ha veramente demolito la barriera transatlantica. Mi chiedo spesso: “ma come abbiamo fatto senza”?”

“Siamo andati sul sito e ci siamo detti: “questa è la soluzione”! Prima spendevamo una fortuna in bollette telefoniche, oppure non ci sentivamo affatto. Skype ha migliorato la qualità delle nostre comunicazioni ed ha aumentato la frequenza e la durata delle chiamate di ben dieci volte. È bello perché lui può condividere la sua giornata con me ed io posso fare altrettanto.”

“Con Skype posso sedermi nel parco e farlo letteralmente diventare un centro di comunicazione mobile. In pochi secondi ho a portata di mano e-mail, chat e telefono – e da quando ho installato Skype sui laptop dei miei soci è come se avessimo i cellulari gratis. Chiamare in Europa costa meno che chiamare gli amici negli USA con il cellulare. Quando l’ho installato mi sono sentito come un bambino in un negozio di caramelle!”

Skypecast: fino a 100 persone tutte insieme!

Con Skype è possibile creare delle conversazioni che includono fino a 100 partecipanti senza dover pagare nulla. Le Skypecast sono inoltre condivisibili e pubblicizzabili via internet con dei semplici widget copia incollabili sul tuo blog o dove vuoi. Gli Skypecast sono molto utilizzati nella blogosfera italiana per seguire e partecipare a distanza ad esempio ai vari BarCamp.

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Flickr – La Fotografia “Sociale”

mer, 29th agosto, 2007 - Posted by - (5) Comment

Articolo in cross-post, su DElyMyth e 2.0 per tutti.

Flickr e’ un sito nato nell’ormai lontano (almeno in termini “Internettiani“) 2004, con lo scopo di permettere ai propri iscritti di pubblicare le proprie foto su Internet, condividerle, e cosi’ scoprire altre persone che abbiano l’hobby della fotografia.
Il successo che ha avuto nel giro di un solo anno ha fatto si’ che, nel 2005, Flickr venisse acquistato da Yahoo!, e al giorno d’oggi la parola “Flickr” puo’ essere considerata quasi sinonimo di “Photo-Sharing” (condivisione fotografica).

Ma perche’ questo successo quando e’ sempre stato possibile, per chiunque, pubblicare le proprie foto sul proprio blog?
C’era proprio bisogno di un sito dedicato?
Evidentemente si.

Il vero “punto di forza” di Flickr infatti non sta solo nella possibilita’ di pubblicare foto (per gli account a pagamento lo spazio disponibile e’ tra l’altro infinito), bensi’ nella forte componente sociale che caratterizza il sito.
Le foto sono infatti pubblicamente commentabili, rendendo possibile la nascita di discussioni (ed amicizie) a partire da foto particolarmente significative.
La possibilita’ di inserire altri utenti tra i propri contatti rende piu’ semplice tenere d’occhio le ultime foto scattate dai nostri amici…
Creare “Photo-Set” (album fotografici) permette di raggruppare foto in modo tematico, e la possibilita’ di creare gruppi permette ad utenti che abbiano gli stessi interessi (fotografici) di incontrarsi e di scambiarsi opinioni sulla fotografia o sui soggetti da fotografare.
Per una distinzione meno “fine” che non quella resa possibile da Set e Gruppi, possiamo anche utilizzare dei “Tag“, per indicare, ad esempio, tutte le foto che riguardino la citta’ di “Firenze”; in questo modo le nostre foto di un soggetto verranno “associate” alle altre foto del medesimo soggetto, senza il bisogno di inserirle in un Set o in un gruppo.

E se i punti sopra descritti possono sembrare sufficienti per rendere un sito come Flickr piu’ che popolare, non bisogna dimenticare che ci sono anche altre funzionalita’ messe a disposizione degli utenti.
E’ infatti possibile, a partire da una foto su Flickr, inserirla in modo del tutto automatico sul proprio blog (se sulla pagina con la foto compare la dicitura “blog this“, e abbiamo avuto l’accortezza di configurare i dati del nostro blog su Flickr), piuttosto che creare un “widget” da inserire nel proprio blog per far vedere ai propri visitatori una parte delle proprie foto (scelte a caso, oppure le ultime pubblicate).

Flickr mette anche a disposizione vari tipi di “Feed RSS” per i propri utenti, che possono servire per tenere d’occhio i commenti alle nostre foto, le risposte ai nostri commenti alle foto di altri, le foto dei nostri amici o dei nostri gruppi, o anche le foto che abbiano determinati “tag”, a nostra scelta.
Per chi poi utilizzi per la pubblicazione del Feed del proprio blog un servizio come FeedBurner, c’e’ anche la possibilita’ di inserire le ultime foto pubblicate su Flickr all’interno del Feed del Blog, in modo del tutto automatico.

Insomma, se il termine “Photo-Sharing” puo’ portare a pensare, inizialmente, alla sola condivisione di foto, magari solo all’interno di Flickr, una volta esplorato il sito in modo piu’ approfondito scopriremo che, in realta’, le possibilita’ offerte sono molte di piu’.
Saremo infatti in grado, a partire da Flickr, di incontrare (almeno virtualmente) persone che abbiano la nostra stessa passione per la fotografia, piuttosto che per un soggetto particolare.

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Giochiamo online

dom, 26th agosto, 2007 - Posted by - (2) Comment

[Crosspost dall'originale]

Giocare online non significa altro che giocare con il proprio computer di casa mentre si è collegati ad Internet.
Il gioco online offre diverse sfaccettature al divertimento che il gioco stesso presuppone; infatti è possibile trascorrere il tempo giocando ad uno degli svariati giochi in flash o java che si trovano gratuitamente su diverse community di gioco, cercare la sfida contro altri videogiocatori iscrivendoci a siti quali Ogame o Hattrick, definiti anche giochi testuali, oppure possiamo decidere di entrare nel mondo del multiplayer per un approccio al gioco online più a 360°.
Ma scopriamo queste tipologie di gioco nel dettaglio:

LE COMMUNITY DI GIOCO

Esistono siti, come per esempio Yahoo Games o MSN Games, che offrono un numero svariato di giochi gratuiti di ogni genere, dai classici giochi di carte, a quelli da tavolo, giochi di sport e veri e propri rompicapo. Questa tipologia di giochi online è senza ombra di dubbio quella più immediata e varia. Per giocare non bisogna fare altro che registrarsi ( o utilizzare il proprio account nel caso ne abbiate già uno ), scegliere il gioco a cui partecipare e siamo pronti per il divertimento.
Oltre alla grande varietà di giochi proposta sulla rete dai vari network, esistono anche siti dedicati ad uno specifico gioco, come nel caso di Scacchisti, la più grande community italiana per gli amanti degli scacchi.
Ma dove nasce il successo di questi giochi? Il discorso è molto semplice. Dietro alle grandi community vi è sempre una vita sotterranea che per chi non la vive è difficile da comprendere. Questi siti offrono un’opportunità pressoché illimitata di conoscere persone nuove, trovare nuovi compagni di gioco e di rimanere in contatto con loro. Spesso il successo di un gioco piuttosto che dell’altro sta appunto nel tanto citato passaparola tra utenti, con le funzioni di invita un amico o segnala ad un amico. Diffondere un gioco è dunque veramente semplice, basta mandare una mail contenente il link al gioco stesso o addirittura in alcuni casi è possibile anche inserirlo nel proprio sito o blog. Giocare on line con i nostri amici è diventato veramente facile.

I GIOCHI TESTUALI

In genere si tratta di giochi strategici o manageriali dove il giocatore deve gestire al meglio le proprie risorse con lo scopo di sconfiggere l’avversario. Ogame e Hattrick sono due giochi che rendono bene l’idea. Nel primo il giocatore è spinto all’estremo delle proprie capacità gestionali con l’intento di costruire il suo impero intergalattico e conquistare l’universo, mentre il secondo è un gioco manageriale a sfondo calcistico, una sorta di fantacalcio online. Entrambi i giochi sono gratuiti, previa registrazione sul sito. Si tratta di giochi decisamente più complicati rispetto ai precedenti, qui bisogna entrare a pieni giri nella logica del gioco e nella vita del gioco stesso.
Anche in questo caso la linfa di questi giochi sta nella community che ne nasce sotto. Vengono a formarsi dei sottoinsiemi di amici, universi nel caso di Ogame, campionati nel caso di Hattrick, che sono in continua crescita. Nascono siti ad hoc e forum di discussione dove i diversi giocatori si radunano per discutere le tattiche da adottare per crescere insieme nel gioco.

IL MULTIPLAYER

Da wikipedia:

Multiplayer è un termine utilizzato nel mondo dei videogiochi per indicare la modalità di gioco in cui più persone possono giocare allo stesso gioco nello stesso momento utilizzando lo stesso o, più spesso, diversi terminali (computer) collegati tra loro.

Dalla definizione, si deduce che si tratta quindi delle partite a carte con i vari membri delle community citate sopra, così come si tratta di multiplayer quando parliamo degli attacchi spaziali di Ogame.
In realtà, nelle community di giocatori, si parla di multiplayer come antitesi del singleplayer, la modalità di gioco in solitario presente praticamente in tutti i videogiochi in commercio. Avvicinarsi a questo tipo di multiplayer è cosa ben più complessa rispetto alle due soluzioni già descritte. Infatti, ormai da qualche anno, nella maggior parte dei videogiochi esiste la voce Multiplayer nel menù di lancio, ma non esiste una procedura generale per iniziare la partita, diciamo che ogni videogioco meriterebbe una voce propria in capitolo.
Al momento, sono tendenzialmente quattro le tipologie di videogioco più giocate online, e sono la Strategia in tempo reale, gli Sparatutto in prima persona, i giochi di Simulazione e gli MMORPG ( simili ai giochi di ruolo ).
Le community che stanno dietro il multiplayer per videogiochi sono decisamente meno vaste di quelle viste prima. Nella maggior parte dei casi, infatti, si tratta di giochi di squadra, dove un’organizzazione gerarchica è pressoché fondamentale. I giocatori, infatti, si riuniscono appunto in squadre, comunemente chiamate clan. Dietro questa tipologia di gioco vi è un sistema competitivo decisamente predominante rispetto a quanto visto fino ad ora. Esistono classifiche in continuo aggiornamento, chiamate anche ladder, e i clan si preparano tutto l’anno per presentarsi pronti ai tornei più prestigiosi, siano essi on line o meno ( i tornei in loco vengono chiamati anche Lan Party ), come per esempio i World Cyber Games, le olimpiadi dei videogiochi.
Stiamo parlando di un ramo del gioco online sicuramente di nicchia, ma decisamente affascinante.

Per concludere, l’industria videoludica sta attraversando un periodo di crisi che ormai prosegue da anni. La chiara intenzione è quella di spostare il divertimento sul web e il numero sempre crescente di giocatori è senza ombra di dubbio un incentivo a proseguire su questa strada.

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Cos’è e come si usa Twitter

gio, 23rd agosto, 2007 - Posted by - (130) Comment

Ne sentiamo parlare ormai ovunque e abbiamo deciso di provarlo anche noi.
Ma cos’è e come si usa Twitter ?
Twitter è un servizio che consente di lasciare un messaggio non più lungo di 140 caratteri tramite web, messenger o sms letto dalle persone che hanno scelto di seguire i tuoi aggiornamenti (“twits“ sarà il termine usato da qui in avanti)

Il primo passo da fare è andare sul sito http://www.twitter.com e registrarsi (1) gratuitamente per ottenere il proprio soprannome (nickname) da usare nel servizio

twitter1.jpg

Fatto questo potete già cominciare a lasciare i vostri messaggi dalla home page del sito (2) (i vostri colori saranno diversi.. questa è la mia pagina quindi personalizzata da me, ma l’impostazione è la stessa)

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Già.. ma cosa si scrive nei messaggi?
L’uso per il quale è nato Twitter è quello di comunicare a tutti quello che si sta facendo in quel determinato istante.. Questo permette di utilizzare il servizio in svariati modi: c’è chi lo usa per raccontare la sua giornata tramite brevi messaggi, chi lo usa per condividere links e applicazioni interessanti, chi per darsi appuntamenti, chi per puro “cazzeggio”, fino ad arrivare a siti di informazione che lo usano per dare le ultime notizie e via dicendo.
Pensate che i più recenti fatti di cronaca sono stati vissuti “in diretta” tramite i twits delle persone che si trovavano in quel momento sul luogo dell’evento.
L’uso che si fa di twitter è insomma limitato solo dalla nostra volontà e fantasia.

I Twits che si inviano verranno letti solo da chi ha deciso di seguirci, cioè dai nostri “Followers” (in realtà c’è una pagina, la Public Timeline, dove si leggono proprio tutti i twitters del mondo ma è quasi impossibile venire “notati” lì!!)

Come si fa allora per seguire i Twits di un utente e trovare altri utenti da seguire?

Per semplificare le cose vi consiglio di iniziare a seguire noi di duepuntozero.. Questi sono gli indirizzi delle nostre pagine su Twitter:

Blusfumato: http://twitter.com/blusfumato

Markingegno: http://twitter.com/markingegno

Catepol: http://twitter.com/catepol

Stefigno: http://twitter.com/stefigno

Elena: http://twitter.com/DElyMyth

Bayle: http://twitter.com/bayle

Matteo: http://twitter.com/mbg

Felter: http://twitter.com/felter

Blacko: http://twitter.com/blacko

GigiCogo: http://twitter.com/gigicogo (*)

Sacha: http://twitter.com/fidelio

Cliccando i links qui sopra arriverete alle nostre pagine: per seguirci basterà cliccare in alto dove vedete il pulsante “Follow” (3) e scegliere se ricevere i nostri twits anche attraverso il messenger (di questo ne parlerò più avanti).

twitter_3.jpg

Da questo momento potrete leggere i nostri Twits, ma attenzione: gli utenti che seguite (Following), non necessariamente seguono voi (Followers). Molto probabilmente un utente che seguite sceglierà di seguirvi a sua volta ma in ogni caso vi arriverà un email ogni volta che un utente avrà inserito il vostro nickname tra i suoi Following.

Noterete ben presto tra i vari Twits che alcuni hanno scritto “@nickname”. Questo significa che il twits è rivolto a quella persona in particolare. Questa è una funzione comoda e utile perché la forma “@nickname” viene automaticamente trasformata in un link verso la pagina di quell’utente.. In questo modo se volete potrete aggiungere tra i vostri followers anche quell’utente.

Twitter non si ferma al sito.. il suo successo è dovuto al fatto di essere istantaneo e utilizzabile in vari modi: andando nella sezione “Settings” del vostro profilo (che troverete in alto a destra) vi accorgerete che potete twittare anche attraverso messenger come Google Talk e anche mandando SMS dal vostro cellulare.
Da questa pagina poi (http://twitter.pbwiki.com/Apps ) potete accedere ad un lungo elenco di programmi da scaricare per usare twitter senza andare necessariamente sul sito.. i migliori per windows sono a mio parere twitteroo o tweetr, per Mac invece twitterrific.

Si possono anche scrivere twits privati (Direct Message) ad un altro utente.. nel campo dove si scrive il proprio twit basta scrivere “D nick messaggio” e leggerà solo lui.

Vediamo ora una panoramica della pagina principale di Twitter per spiegarne le varie funzioni.

twitters.jpg

Il campo in alto sotto la scritta “What are you doing?” abbiamo visto che è quello che serve per inserire i nostri Twits.. Dopo aver scritto un twit cliccando su “Update” questo verrà pubblicato.
Subito sotto si vedono gli ultimi twits degli utenti che abbiamo deciso di seguire. Si può arrivare a questa pagina cliccando sulla linguetta con scritto “Recent”.
In “Replies” vedremo invece i twits che sono stati scritti a noi nella forma “@nickname” che abbiamo visto prima, mentre cliccando su “Archive” vedremo tutti i nostri twits passati.

In alto a destra c’è la barra di navigazione del sito. Home serve per tornare alla nostra pagina principale, “Your Profile” per modificare i dati del nostro profilo, scegliere un’immagine che ci rappresenti e modificare i colori della nostra pagina.
Invite” serve ad invitare su twitter nostri amici mandando loro una mail.
Public Timeline” serve a leggere i twits mandati dagli utenti di tutto il mondo e non solo quelli di chi abbiamo deciso di seguire.
In “Badges” possiamo trovare simpatici accessori da inserire nel nostro blog o sito.
In “Setting” possiamo impostare il nostro numero di cellulare, il nostro messenger e altre opzioni. Da notare che le notifiche dei twits tramite sms in Italia non sono al momento disponibili.
(*) Sempre da questa pagina potrete proteggere i vostri twits come Gigi Cogo.. questo vuol dire che ciò che scriverete non sarà letto da tutti (non sarà nella Public Timeline) ma solo da quelli ai quali avete dato l’autorizzazione a seguirvi.

L’”Help” è la guida in linea del sito mentre “Sign Out” ci permette di disconnetterci dal servizio, una volta disconnessi “Sign In” ci permetterà di accedervi.

Nella colonna di destra possiamo leggere quanti utenti stiamo seguendo (Following) quanti ci seguono (Followers) i nostri twits preferiti (Favourites), Quanti messaggi diretti abbiamo ricevuto (Direct Messages) e quanti twits abbiamo inviato. Tutte queste voci sono approfondibili cliccandoci sopra.
Nel campo “Send Notification to” possiamo scegliere se ricevere i twits rispettivamente sul nostro messenger, sul cellulare o solo dal web.
Nel campo “Search” invece possiamo, scrivendo una parola chiave, trovare twits dell’argomento che ci interessa o utenti di una determinata località.
Sotto infine troviamo una lista (parziale) degli utenti che stiamo seguendo sotto forma delle loro immagini personali.

Noterete che la maggior parte dei twits sono scritti in terza persona. Questo perchè sul sito i vostri twits vengono mostrati nella forma “nick messaggio” quindi “blusfumato bevo una birra” suona peggio di “blusfumato beve una birra” no? Ma potete anche scrivere in prima persona se volete.. infatti gli altri modi per accedere a twitter (come ad esempio i programmi che si possono installare sul proprio pc) mostrano i vostri twit nella forma “nick: messaggio” e quindi la prima persona ci sta bene.. twittate come vi pare!

Spero questa guida all’uso di twitter possa avvicinarvi al servizio e, in caso di dubbi, noi di duepuntozero siamo qua :o)

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Scarica questa guida in PDF

Se non puoi aprire i files in PDF devi installare Adobe Reader che trovi QUA

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L’approccio dei nativi digitali ai servizi di eGovernment

mer, 22nd agosto, 2007 - Posted by - (2) Comment

Cross post dall’ originale:

Immaginare l’eGoverment fra una decina d’anni non è uno sforzo impossibile. E’ sufficiente osservare i comportamenti dei nativi digitali e il loro modo di usare gli strumenti multimediali.

Per strumenti multimediali intendo, ovviamente, cellulare e web in primis. Quegli strumenti che, anche secondo l’indagine Doxa commissionata da Save the Children, sono l’unico modo di interagire che gli adolescenti utilizzano in modo massivo. Dimenticate la tv quindi! Non è il media prediletto dai nativi digitali. Dispiace per chi prevede successi e gloria per il DTT ma è proprio così. I giovani stanno abbandonando la tv. E la ragione è semplice. Non potendosi crearsi il palinsesto migrano verso le tecnologie web che gli consentono una fortissima personalizzazione personale, e sociale, del palinsesto. You Tube docet!

Analizzando questi dati non è difficile prevedere che la convergenza totale fra i due media citati, sia la vera killer application dei prossimi anni e la chiave di volta per far decollare i servizi di eGoverment in modalità push/pull.

Qualcuno potrebbe obiettare che questa visione ammicca e si prostra alla futura creatura di Steve Jobs ma, non credo che il visionario di Cupertino sia cieco ai comportamenti dei nativi digitali anzi, probabilmente li studia e cerca di anticiparne le tendenze.

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Le abitudini, quindi, sono la chiave. Se i nativi usano il cellulare e il web per la comunicazione sincrona e asincrona perché non dovrebbero usarli per i servizi di eGoverment? Scalare il costo di un parcheggio dalla ricarica non è diverso che scalare il biglietto del cinema o della partita di basket. Pagare il bus con un sms è un servizio già possibile oggi e non è diverso che acquistare una canzone su iTunes.

Atac Roma, ad esempio, lo ha attivato con i tre principali operatori italiani. Per non citare tutti i comuni che hanno già adottato il pagamento dei parcheggi con sms.

Cosa c’è di più naturale che inviare, o ricevere, una foto o una canzone. E dare è naturale come ricevere, sempre con lo stesso mezzo.

La fidelizzazione con il mezzo è la chiave di volta. Negli USA è già possibile pagare la spesa al supermercato.
Sono i chip con tecnologia RFID che permettono questa azione di billing. Gli utenti americani possono già gestire sul proprio cellulare i numeri delle carte di credito e delle coordinate bancarie. Grazie alla memorizzazione di questi dati nelle nuove SIM a grande capacità, è ora possibile addebitare gli acquisti posizionando il cellulare davanti ad un sensore installato nei pressi della cassa.

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Ma anche il web dispone di apposite applicazioni che sfruttano il cellulare e il codice PIN per l’autenticazione forte.

Questa tecnologia chiamata “zero-footprint”, permette di realizzare sistemi di “Strong Authentication” per applicazioni web-based attraverso il supporto di telefoni cellulari.
La metodologia di autenticazione sfrutta due soli momenti/fattori i e necessita di un PIN e di un cellulare sul quale l’utente riceverà una OTP (One Time Password) via SMS.

Le transazioni testuali avverranno in sicurezza , attraverso la cifratura di tipo A5 per la trasmissione del messaggio. Successivamente l’applicazione web richiederà la digitazione del codice ottenuto via SMS all’interno di un istanza del browser. Lo stesso browser dove, precedentemente, è stata effettuata la richiesta.
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Nulla di più semplice per un nativo digitale. Quindi addio CNS, CIE, CRS e chi più ne ha più ne metta ? Forse si. Perché grazie a queste tecnologie l’utente pusher del mondo 2.0 userà il suo amato e fidelizzato cellulare anche per effettuare transazioni sicure sul web.

Sarà, forse, l’apoteosi della convergenza vera dei due media. E tutte le attività sociali e di business utilizzeranno lo stesso strumento. Il forse è d’obbligo perché le strategie industriali dovranno pur accettare queste logiche ed investire. Senza piani industriali tutto quanto enunciato rischia di restare pura accademia.

M forse, per la seconda volta negli ultimi 10 anni saranno le new company ad aiutare questi piani.

Forse proprio grazie a loro si abbatterà l’ultima barriera con un affascinante scommessa. Gli ambienti di social networking potranno inserire nei loro sistemi di provisioning elementi di identità legati al business e all’egoverment.

Si potranno prevedere, forse, delle identità “estese” e pre-autorizzate che permetteranno a questi nuovi provider 2.0 di erogare veri servizi ai membri delle proprie comunità.

L’obiettivo annunciato è quello di ricevere in modalità push avvisi, consigli e proposte, abilitando contemporaneamente sistemi di billing e di roaming in modalità federata.

Panorama affascinante certo. Con l’unica incognita degli ordinamenti nazionali e internazionali. Quanti elementi di “identità” saremo disponibili ad offrire e quanti lo Stato ci lascerà offrire per poterci, poi, erogare servizi di eGoverment in modalità push/pull?

Parafrasando e mescolando un paio di slogan direi: “Are we ready for the human network?”

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Mappe mentali e Wikipedia

mer, 22nd agosto, 2007 - Posted by - (5) Comment

Un strumento utile per fare ricerche su Wikipedia, l’enciclopedia online scritta dagli stessi utenti di Internet, ed ottenere non solo le pagine delle voci richieste ma, soprattutto, la mappa cognitiva e concettuale degli argomenti correlati.

Parliamo di WikiMindmap che è un mix tra un motore di ricerca per Wikipedia e una mappa concettuale.
Le mappe concettuali servono per rappresentare in un grafico le conoscenze che ruotano intorno ad un argomento, un po’ come se rappresentassero il percorso e le correlazioni che il pensiero fa nella nostra mente.

Le ricerche in Wikipedia assumono con WikiMindmap una nuova veste molto più utile. Inseriamo la parola da cercare e i risultati ci verranno restituiti collegati in una mappa di parole correlate all’argomento cercato.

Si può cercare anche sul Wikipedia Italiano, selezionandolo nel campo della ricerca.

Un esempio pratico: questa è la visualizzazione del concetto di Blog, nella quale come vedete si possono espandere i nodi e si ottengono altri rimandi ad altre voci correlate.

Questo è invece il concetto di Web 2.0 e la rete di tutto ciò che ad esso è correlato, a cui rimanda dai vari nodi:

Ecco, oltre che essere utile a chi naviga su internet alla ricerca di approfondimenti su determinati temi e concetti, per inquadrare bene tematiche, argomenti ecc. direi che, se ancora si usa far fare le ricerche a scuola…gli insegnanti potrebbero suggerire ai ragazzi di non copiare direttamente dalla prima pagina che trovano su Wikipedia…magari è più interessante che esplorino tutto il concetto o l’argomento no? E che lavorino per mappe mentali! (originalmete scritto qui)

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Pubblicizza il tuo blog (o il tuo sito)

ven, 17th agosto, 2007 - Posted by - (13) Comment

Ok, adesso che hai un blog non è automatico nè scontato che tu abbia anche i lettori, anche se scrivi contenuti eccezionali. Occorre armarsi di buona volontà e pazienza per pubblicizzare, soprattutto in rete, il tuo blog/sito in modo che i lettori possano innanzitutto sapere che ci sei e dove sei ubicato, ma anche come trovarti. Così potranno anche decidere se quello che scrivi e che posti è per loro utile, piacevole, godibile, interessante ecc. e tornare da te ogni volta che vorranno, anche con modalità diverse dal semplice digitare il tuo URL/indirizzo web.

Internet è grande è c’è spazio per tutti. Ma la presenza in rete ha senso se facciamo di tutto per essere trovati dalle persone che potrebbero essere interessate a quello che scriviamo. Occorre essere visibili, ma anche molto sociali. Perchè, ricordiamolo, la rete è fatta di persone, prima di tutto. Però, teniamo anche presente che oltre che dalle persone, dobbiamo essere cercabili e trovabili dai motori di ricerca. Inoltre, un buon numero di visitatori sul blog potrebbe anche farti guadagnare qualcosa grazie alla pubblicità online.

Come fare per pubblicizzare il tuo blog, per diffondere il tuo verbo in rete?

Come muoversi agilmente su questo doppio binario dell’acquisire visibilità da una parte (e magari guadagnare anche qualcosa dalla pubblicità) e della socialità del web 2.0 dall’altra?

Vediamo insieme cosa puoi fare.

Per essere cercati e trovati dai motori di ricerca è importante che:
- I titoli dei post contengano come prime parole le parole chiave del contenuto
- Aprire o continuare dibattiti e discussioni che si sviluppano nella blogosfera (linkarli, commentarli, riportarli ecc.)
- Usare parole chiave nei post

Per essere letti è importante essere accessibili da una parte e sociali dall’altra:
- Diventare promotori di sè stessi. Disseminare i post migliori nei vari social network ma senza spammare, cioè utilizzare gli strumenti sociali solo per segnalare insistentemente che abbiamo scritto un post sul blog. Le reti sociali su Twitter, Jaiku, Pownce, Facebook ecc. sono sicuramente utili per questa disseminazione. Ad esempio:


- Usare immagini, video e audio che possano catturare l’attenzione dei lettori
- Usare immagini leggere! Le immagini pesanti rallentano il caricamento della pagina e i possibili lettori interessati scappano se la pagina non si apre in pochi secondi.
- Commentare su altri blog . E’ di massima importanza dialogare con altri blogger ed essere attivi online.
Utilizzare i link in maniera adeguata, nessun blog è un’isola a sè:
- Linka i blog che leggi tu o che ritieni interessanti o che si occupano degli stessi argomenti (blogroll). I link ti saranno restituiti, verrai a tua volta linkato da altri ed il tuo indirizzo verrà pubblicizzato, gratuitamente, dai tuoi stessi lettori
- Costruisci una rete di link e di contatti
- Inserisci link esterni nei post: qunado citi un altro blogger, quando riporti un video, una foto ecc. presa da un altro blog, quando vuoi indicare una fonte per approfondire il discorso ecc., un po’ per etica, nel senso che è DOVEROSO citare sempre le fonti, un po’ perchè porterai sul blog altri blogger (ricorda che tutti guardano con attenzione il traffico generato dal loro blog e i link che lo hanno generato e tutti ricambiano la visita, di solito)
- Linka spesso i tuoi post precedenti se correlati all’argomento di cui stai parlando
- Linka spesso i post di altri blog

Per essere cercati e trovati in rete:
- Iscrivere il vostro blog alle directory di blog
- Iscrivere il blog alle directory di siti Internet (come DMOZ, Google, Yahoo) e su Technorati
- Iscrivere il blog ai network sociali e ai blog aggregator
- Utilizzare i servizi di social bookmarking

Ad esempio, segnaliamo i principali:

- su Google c’è il servizio “add url” sul quale aggiungere il blog

- su Yahoo! c’è il servizio aggiungi sito, ma occorre avere un account, cioè registrarsi

- Socialdust (gratuito dopo registrazione)

- BlogItalia, la principale directory dei blog Italiani (gratuito dopo registrazione)

- Bookcafè, l’aggregatore principale di Blog italiani organizzati per macrocategorie (gratuito dopo registrazione)

- Segnalo di Alice (gratuito dopo registrazione)

- Technorati, la directory mondiale dei blog (vedi la nostra recensione)

Massima importanza ai Feed RSS:
- I link alla sottoscrizione degli RSS devono essere ben visibili
- Rendi i feed RSS più semplici, inserendo le icone più comuni

- Offri anche una sottoscrizione via email per ricevere i tuoi aggiornamenti nella casella di posta elettronica

Farsi sempre riconoscere:
- URL del blog come firma quando si partecipa a discussioni su forum o si commenta un altro blog
- Usare l’URL come firma delle email
- Mettere sempre un link nel profilo dei servizi utilizzati (Facebook, Twitter, Flickr, YouTube ecc.)

- Passaparola, passaparola, passaparola…

Cose da Evitare
- Scambio di link attraverso software automatici o manuali.
- Pop-ups, Comment e trackback spam. Non inserire messaggi di vendita con commenti o via trackback.
- Blog automatici con contenuti da feed RSS creati solo per guadagnare con AdSense. Non funzionano. Le persone non sono stupide e a meno che tu non costruisca contenuti editoriali di valore avrai bisogno di farne centinaia per iniziare a guadagnare qualcosa.

- Tutto ciò che ti sembra scorretto, tutto ciò che non vorresti fosse fatto a te!!

Modi principali per guadagnare con il tuo blog grazie alla pubblicità:

Google Adsense
Adsense è la risorsa migliore e che paga di più per i blog, i siti di news ecc. E’ un servizio offerto da Google che permette di pubblicare annunci di pubblicità testuale correlati agli argomenti dei tuoi post in maniera totalmente automatica. Per ogni click sulle tue pubblicità contestuali riceverai una piccola somma di denaro. Piccola e rapportata ad un grande numero di visite sul blog/sito! Non pensare di diventare milionario, che non è che funziona proprio così!

Adsense è solo una delle possibilità. Vi rimando al post sulla pubbicità online e ad approfondimenti futuri al riguardo.

(Post scritto da catepol)

Category : Articoli

Pubblicita’ Online e Dintorni

gio, 16th agosto, 2007 - Posted by - (4) Comment

Crosspost qui e su DElyMyth:

Come si e’ gia’ detto (tra cui anche qui da me medesima), nel 2011, la pubblicita’ online, come volume d’affari, superera’ quella cartacea.
Questo e’ senza dubbio un segno del cambiamento dei tempi; viviamo infatti in un’epoca in cui le informazioni cominciano ad essere cercate prevalentemente online.

Le cause di questo fenomeno sono molteplici:
In primo luogo la possibilita’ di accedere alle informazioni con il semplice utilizzo di un Browser Web, in secondo luogo l’ingombro della carta, in terzo luogo la possibilita’ di effettuare ricerche all’interno delle pagine, ed in ultima istanza la gratuita’ dell’accesso agli articoli di giornale nella loro versione online.

Questo spostamento dell’informazione, dal cartaceo all’online, ha fatto si’ che anche le agenzie pubblicitarie spostassero online la loro attenzione.
Le possibilita’ offerte al giorno d’oggi dalla pubblicita’ online sono pero’ molto superiori a quelle offerte dal cartaceo.

Vediamone i dettagli principali:

BANNER
I banner (immagini che contengono grafica e slogan accattivanti) sono la piu’ vecchia e collaudata forma di pubblicita’ online.
Utilizzati solitamente all’interno di circuiti di rotazione (ad ogni caricamento della pagina viene mostrato un banner differente), attraggono l’attenzione del visitatore, portandolo a clickare sul banner per visualizzare la pagina del prodotto pubblicizzato.

LINK TESTUALI
La forma meno invasiva di pubblicita’ online sono i Link Testuali.
Possono “mimetizzarsi” infatti all’interno delle pagine di un sito, nascondendo la loro natura per venire scambiati in alcuni casi per semplici suggerimenti fatti dal webmaster ai suoi visitatori.

BACHECHE DI ANNUNCI
Cosi’ come nel cartaceo esiste la possibilita’ di inserire annunci in “Bacheche”, questa possibilita’ e’ stata “esportata” anche nell’editoria online.

DIRECTORY
Raccoglitori tematici di siti e servizi, le Directory permettono al visitatore di visualizzare solo siti appartenenti a determinate categorie.

RECENSIONI, BLOG, PASSAPAROLA
Si puo’ parlare, in questo caso, di “Social Marketing“, dove vengono sfruttate le caratteristiche della “Rete Sociale” per ottenere pubblicita’ a costi inferiori.
E’ sufficiente infatti ottenere che il proprio prodotto venga recensito su un sito/blog molto seguito per ottenere non solo la visibilita’ immediata data dalla comparsa sul sito, ma anche visite e valutazioni da parte di altri blogger, che a loro volta scriveranno del prodotto, fornendo cosi’ maggiore visibilita’ al prodotto stesso.
E se e’ possibile che la prima recensione/segnalazione debba essere richiesta a pagamento, quelle che ne seguiranno saranno spontanee e gratuite.

Data la relativa novita’ del mezzo, risulta piuttosto chiaro che le vere potenzialita’ della pubblicita’ online non sono ancora state scoperte ed esplorate in modo approfondito.
Ma, soprattutto, per quanto riguarda il “Social Marketing“, le potenzialita’ sono senza dubbio molto vaste, e permettono di ottenere visibilita’ a costo relativamente contenuto, con articoli e recensioni scritti in modo spontaneo da utenti che hanno la reale intenzione di fornire valutazioni oggettive dei prodotti recensiti, senza lasciare che le loro opinioni vengano veicolate ed alterate da strategie di marketing.

Category : Articoli

Cos’è il trackback

mer, 15th agosto, 2007 - Posted by - (1) Comment

Poco dopo la comparsa dei blog, soprattutto da quando sono stati usati da sempre più persone, è nato il trackback, un utilissimo strumento per farsi conoscere e far conoscere un determinato articolo.

Mi spiego meglio. Ipotizzando che su un blog, non importa se conosciuto o meno, si parli di una determinata notizia che ti ha colpito così tanto che ti ha indotto a parlarne anche sul tuo blog, magari offrendo un diverso punto di vista della situazione.
Una volta che hai scritto tutto, vorresti trovare un modo di notificare al gestore del blog (e a coloro che lo leggono) che in rete è presente un ulteriore approfondimento, il tuo.

Ci sono due casi possibili: il primo, più macchinoso, è andare sul blog in questione e scrivere un commento dove pubblicizzi anche il tuo articolo. Questo però potrebbe venire considerato SPAM, non a tutti piace la pubblicità, così rischi di fare una figuraccia. Il secondo metodo, invece, ti preserva del tempo utile e ti garantisce rispetto e fiducia, infatti solo immettendo l’indirizzo (la URL) dell’articolo in un campo apposito sul suddetto blog apparirà magicamente un commento dove viene ripreso parte del tuo articolo, così da farti un poco di pubblicità e dare, proprio come volevi tu, un ulteriore punto di vista ai lettori.

Facile, no? Presto scriverò la procedura con tutti i passi da seguire per le varie piattaforme, come WordPress o Blogspot. :)

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Aggregatori

lun, 13th agosto, 2007 - Posted by - (1) Comment

Abbiamo messo a disposizione due aggregatori per la trasmissione di stasera in collaborazione con RADIO2/Versionebeta.

widgets

Abbiamo scelto due, delle molte piattaforme presenti sul web che, a nostro modo, permettono di aggregare notizie, servizi e applicazioni web 2.0 per rendere interattivo e convergente un programma come Versionebeta.

Eccole:

startstart

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Multicanalità: un contenuto, tanti modi per ottenerlo

lun, 13th agosto, 2007 - Posted by - (19) Comment

Una delle caratteristiche fondamentali del Web 2.0 è la multicanalità. Questo termine sta ad indicare il fatto che un singolo contenuto, o contenuti derivati da esso, possano essere fruibili da parte del pubblico attraverso diversi canali di informazione. Ad esempio, gli articoli di un blog possono essere letti attraverso l’uso dei feed RSS oltre che collegandosi al blog stesso, le foto del blog possono essere presenti anche su Flickr e i video su Youtube.

Potrebbe sembrare un esempio banale, ma questa realtà esiste solo da poco tempo. Fino a qualche anno fa, infatti, i contenuti presenti su un sito web erano accessibili unicamente collegandosi a quel sito: l’ottica di condivisione su cui si era basata la nascita del world wide web, infatti, si era scontrata con limitazioni sia tecniche che commerciali: da un lato le connessioni degli utenti non erano adeguate, sia dal punto di vista della banda che del tempo a disposizione per la navigazione, dall’altro le grandi società presenti sul web trattavano i loro contenuti come qualcosa di esclusivo, basandosi su concetti di copyright che, con i nuovi strumenti a disposizione ormai di tutti, hanno seriamente bisogno di essere rivisti.

LA MULTICANALITA’ NEI MASS-MEDIA TRADIZIONALI:

La multicanalità non è però un concetto nuovo, nè creato dalla rete: da molti anni, infatti, il concetto di multicanalità esiste e viene sfruttato per gli eventi più popolari che la gente segue e a cui è interessata. Procedendo per esempi, un caso classico è la finale di Champions League. Fin dai giorni precedenti, gli appassionati leggeranno gli articoli sui giornali e le trasmissioni televisive che ne parlano. La partita, poi, può essere seguita in diversi modi: dalla classica diretta televisiva a quella radiofonica, fino ad arrivare alle trasmissioni che, non avendo i diritti per la trasmissione, raccontano quello che succede in campo attraverso gli ospiti in studio. Nei giorni successivi si continuerà a leggere giornali e a guardare trasmissioni per avere un quadro più completo della situazione, basandosi su moviole e commenti di ogni genere.

La multicanalità si svolge quindi sul “quando” e sul “dove” relativi all’evento: il “quando” riguarda i momenti precedenti, contemporanei e successivi all’evento; il “dove” si riferisce alle modalità di trasmissione e friuzione dei contenuti (giornali, televisione, radio).

Multicanalità nei vecchi mass-media

LA MULTICANALITA’ IN RETE:

Su internet, dal punto di vista concettuale, non cambia molto: un evento può essere seguito in diretta video (grazie a servizi come uStream o Mogulus), in diretta audio (da anni ormai è possibile creare e ascoltare senza difficoltà vere e proprie radio online), o in modo testuale (attraverso blog, twitter o servizi di chat). Anche il concetto di “quando” non è molto diverso: esistono modalità di fruizione dei contenuti che precedono l’evento interessato (articoli di presentazione, ad esempio), modalità che sono contemporanee all’evento (dirette video e audio, chat) e modalità successive all’evento stesso (articoli di commento, video registrati, clip audio e fotografie).

Quello che cambia realmente fra i mezzi di comunicazione precedenti e la rete è il rapporto fra chi crea i contenuti e gli spettatori: se nel modello classico si ha un numero basso di soggetti che trasmettono contenuti (radio, televisione, giornali) e un numero altissimo, nell’ordine anche dei milioni di unità, di soggetti che i contenuti li ricevono (spesso passivamente), nel modello di comunicazione della rete questi numeri si bilanciano. Chi legge, ascolta o guarda i contenuti può facilmente diventarne, a sua volta, produttore, portando a una situazione in cui il numero di soggetti che trasmette è quasi pari al numero di soggetti che riceve.

Multicanalità in rete

GLI EFFETTI DELLA RETE SULLA COMUNICAZIONE:

Un effetto collaterale di questo bilanciamento è che l’audience totale è sicuramente più basso, nel senso che è fisiologicamente difficile sia gestire che seguire una conversazione, perchè è di questo che si tratta, in cui è convolto un numero troppo grande di persone. Ognuno tenderà quindi a filtrare le fonti disponibili in modo da ottenere il giusto compromesso tra quantità e qualità delle informazioni.

L’audience, oltre che più basso, sarà però anche più attento e partecipe: produrre contenuti è molto più difficile che utilizzarli in modo passivo, richiede una riflessione che non è invece richiesta per la sola fruizione. Il pubblico della rete, nel momento in cui produce e rielabora contenuti, sarà quindi un pubblico che ha la possibilità di creare opinioni e di decretare il successo o l’insuccesso di un contenuto.

Gli operatori della comunicazione tradizionale dovrebbero dunque fare attenzione a questi fenomeni, e vederli come complementari (e non contrapposti) alle loro attività. L’esperimento di questa sera a Versione Beta, in cui verrà presentato un aggregatore di contenuti web, paralleli alla trasmissione e generati dagli utenti, darà una prima idea delle potenzialità del mezzo: alla trasmissione tradizionale, diffusa alla radio, farà da spalla un sistema che permette agli utenti di scambiarsi opinioni su quello che succede in onda prima, durante e dopo la trasmissione.

Può essere un’arma a doppio taglio o una grande opportunità, questo dipenderà in buona parte dall’atteggiamento dei grandi media nei confronti della rete: Versione Beta, fino ad oggi, sembra muoversi nella direzione giusta e, se gli esperimenti avranno successo, può darsi che in un futuro questo genere di esperimenti diventeranno un’abitudine. A quel punto, forse, ci chiederemo come avevamo fatto fino a quel momento… :)

Matteo Moro – www.MatteoMoro.net

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Pubblicita’ Online, Dal Nanopublishing a Twitter

gio, 9th agosto, 2007 - Posted by - (6) Comment

Twitter

Sembra che, nel 2011, la spesa per la pubblicita’ online superera’ la spesa per la pubblicita’ fatta su giornali e riviste cartacee.
Le aziende stanno infatti vedendo (finalmente?) che Internet e i Blogger sono una enorme risorsa per far parlare di se’.

Il fenomeno e’ iniziato tempo fa, quando le aziende, per la propria pubblicita’ online, hanno scoperto che avrebbero potuto ottenere di piu’ che non solo qualche accesso portato da banner e link.

I blogger infatti sono per natura loro opinionisti, e non si tirano certo indietro quando si tratta di esprimere la propria opinione su prodotti e servizi.

Dall’incontro tra aziende e Blogger nascono, qualche anno fa, i primi network di “nanopublishing”, insiemi di blog tematici, tenuti da gruppi di blogger che, spesso a pagamento, scrivono in relazione ad un unico tema.
Articoli brevi, incentrati su un unico prodotto, servizio od argomento, dove il blogger esprime la propria opinione mettendola a disposizione delle “masse”.
Il piu’ famoso network di questo genere e’ l’americano Weblogs Inc (su Wikipedia), il cui Blog piu’ seguito e’ forse Engadget, ma anche in Italia abbiamo parecchi di questi network, tra cui ricordo Blogo, Blogosfere e OneBlog.

E cosi’, il Blogger, da semplice “Webmaster”, ovvero persona che cura un sito (in questo caso il suo personale), passa a “redattore”, ad “opinionista”, pagato per scrivere recensioni di prodotti e servizi.

Purtroppo, dato il successo dei siti sopra menzionati, comparire su uno di quei siti all’avvio di un’attivita’ online non e’ facile.
Perche’ mai un blogger dovrebbe infatti scrivere qualcosa di un servizio nuovo e sconosciuto, quando ha gia’ tante altre opinioni da pubblicare?
E, soprattutto, come fare, da perfetti sconosciuti, magari squattrinati, a far conoscere la propria idea?

E’ proprio qui che si nota uno degli usi che alcuni definiscono “impropri” di un servizio quale Twitter.
Twitter e’ infatti un semplice sito che permette, tramite l’invio di brevi messaggi (inviati anche tramite sms o instant messenger, oltre che dal sito apposito), di raggiungere centinaia di persone in un colpo solo.
Utilizzato nei modi piu’ svariati, dalla forma “sociale”, come una grande chat, ad utilizzi decisamente piu’ utili e produttivi.

Dato il successo avuto da Twitter, e’ abbastanza logico che alcune persone pensassero di utilizzarlo per promuovere il proprio sito o servizio.
Ma come fare?
Se per promuovere il proprio sito tramite un blog appartenente ad un network di nanopublishing e’ infatti necessario contattare il blogger redattore del blog e convincerlo a scrivere qualcosa, per Twitter la cosa appare piu’ complicata.
Se nessuno ci legge, come facciamo a far sapere della nostra nuova trovata?
Molto semplicemente, e’ possibile fare in modo che il nostro profilo di Twitter venga letto da tante persone, e questo risultato si ottiene aggiungendo, su Twitter, le persone con piu’ “Followers” come “Amici”.
A questo punto, loro andranno a visualizzare il nostro profilo su Twitter e, incuriositi, visiteranno il nostro sito.
Se gli piacera’, ne scriveranno, sul blog personale o su un blog di nanopublishing.

E’ logico che tutto questo pero’ non piaccia a molte persone.
Internet infatti non e’ nata come strumento pubblicitario, bensi’ come strumento per la condivisione di informazioni, per l’aggregazione.

Entrambe le cose (nanopublishing e Twitter come strumento pubblicitario) possono essere viste come “degenerazioni” (secondo alcuni) o “evoluzioni” (secondo altri) di quello che e’ la “Rete Sociale”.
In un luogo infatti (Internet) dove le persone vogliono condividere informazioni ed esperienze in liberta’, sembra diventare ogni giorno piu’ difficile distinguere le persone “reali” da chi utilizza gli strumenti solo a scopi promozionali.

twitter

E’ bene quindi, per tutti, tenere a mente alcune informazioni di base.
Un blog, di qualunque genere sia (personale o appartenente ad un network) dovrebbe sempre esprimere le opinioni del blogger, senza che queste vengano in qualche modo “filtrate” per piacere al “soggetto” dell’articolo.
Per quanto riguarda Twitter invece le “regole” di convivenza possono sembrare piu’ complesse, ma diventano comprensibili nel momento in cui ci si trovi a “seguire” tante persone, e si cominci a fare fatica a “tenere il passo” di quanto viene scritto.

Non dimentichiamo mai, quando scriviamo, di metterci anche dalla parte di chi ci legge.

Riferimenti ed approfondimenti:

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Social bookmarking (segnalibri sociali)

gio, 9th agosto, 2007 - Posted by - Commenti disabilitati

Tutto in un video “doppiato” da Antonangelo De Martini

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=9TrvWew9EMk]

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Information overload

mer, 8th agosto, 2007 - Posted by - (1) Comment

http://www.flickr.com/photos/dragonhide/349826520/

(  flickr-dragonhide )

Negli ultimi 30 anni è stata prodotta più informazione che nei precedenti 500 anni , una copia di un giornale contiene più informazione di quanto una persona colta del XVIII secolo potesse accumulare nell’arco di una vita, ( Ignacio Ramonet).

C’è in giro troppa informazione nell’era della rivoluzione digitale .

Siamo sopraffatti da molteplici stimoli sensoriali, molteplici fonti informative (Internet, Web, cellulari, televisione, video), dobbiamo fare i conti con un crescente rapidità di accesso alle informazioni.

” Una strategia di sopravvivenza fondamentale della società dell’informazione consiste nel sapersi proteggere dal 99% delle informazioni ricevute indesiderate” ( Eriksen).

La linea che separava il messaggio significativo dal suo opposto , il rumore di fondo, sembra ormai quasi scomparsa generando l’ information overload .

Trasformare il rumore di sottofondo ( overload) in un messaggio significativo per alcuni autori risulta un processo aleatorio. (Zygmunt Bauman ).

Dobbiamo sviluppare capacità di saper operare rapide valutazioni e selezioni delle informazioni sia con strategie cognitive , sia con strumenti informatici come le applicazioni web2.0.

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Technorati, Una Finestra sulla Blogosfera

dom, 5th agosto, 2007 - Posted by - (1) Comment

Technorati

I blogger sono, per natura loro, un po’ narcisisti, e proprio per questa ragione sono sempre interessati a sapere chi li abbia citati, quando e in che termini.
Non solo, i blogger, essendo come ho gia’ scritto narcisisti, vogliono anche avere un’idea di quante persone in totale abbiano fatto riferimento al loro sito e sapere se sono piu’ o meno famosi di altri.
Un’altra cosa che interessa molto i blogger, e’ sapere di cosa si parli nel resto del mondo, e quali siano gli argomenti piu’ “gettonati”.

Ebbene, a tutte queste esigenze risponde Technorati, il primo e piu’ grande sito che raccoglie tutte le novita’ della “blogosfera” mondiale.
Una raccolta di post, citazioni, video e foto, dotati di tutti i riferimenti del caso e di funzioni di ricerca degne di nota.

Insomma, Technorati e’ diventato uno dei siti di riferimento dei blogger nel mondo, che lo utilizzano principalmente per sapere quanto sono “famosi” (autorevoli), in relazione ad altri.
La “fama” , secondo Technorati, e’ data dal numero di citazioni (meglio se da fonti diverse) che hanno i vari blog.
Piu’ citazioni si hanno, piu’ si e’ autorevoli, secondo Technorati.

Il modo per sapere il posizionamento in “classifica” di un blog, e quindi la sua autorevolezza, nonche’ per sapere chi lo abbia citato e quando e’ piuttosto semplice, ad esempio, per sapere le citazioni ricevute da 2.0 per tutti, e’ sufficiente andare all’indirizzo:
http://technorati.com/blogs/2puntozeropertutti.wordpress.com/?reactions
oppure inserire l’indirizzo del blog nella casella di ricerca di Technorati.

E’ anche possibile avere maggiori dettagli sul singolo blog, omettendo il “?reactions” finale dall’indirizzo di cui sopra.
In questo modo sara’ possibile vederne non solo l’autorevolezza, ma anche i dettagli sull’autore e gli ultimi post pubblicati.

Tra le altre cose, per i blogger piu’ esigenti, Technorati mette anche a disposizione una serie di strumenti da utilizzare sul proprio blog.
Dal semplice “Widget” per mostrare la propria autorevolezza ad un intero blocco che permette di integrare anche una comoda funzione di ricerca.
Purtroppo il servizio e’ disponibile solo in lingua inglese, cosa che lo puo’ rendere meno comprensibile alle “masse”, ma una volta imparate le basi e girato un po’ il sito, sara’ facile per tutti capire come utilizzare al meglio Technorati e i suoi strumenti.

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Folksonomie: queste sconosciute conosciute.

ven, 3rd agosto, 2007 - Posted by - (3) Comment

La folksonomy è…
• …il peggior ordine possibile
• …il miglior disordine possibile

Definizione di Wikipedia: Folksonomia è un neologismo derivato dal termine di lingua inglese folksonomy che descrive una categorizzazione collaborativa di informazioni mediante l’utilizzo di parole chiave scelte liberamente.

La folksonomia è comunemente intesa in senso restrittivo come l’operazione di etichettatura (tagging) di contenuti.

L’origine dell’unione delle parole folk (o folks) e sonomy (contrazione di tassonomia) è stata attribuita a Thomas Vander Wal.

Definiamo “folksonomy” come una classificazione spontanea e collaborativa, adatta ad ambienti non gerarchici che viene creata dagli stessi utenti e, di conseguenza, riflette i modelli concettuali degli utenti.

Ecco perchè la Folksonomia presenta alcuni limiti evidenti quali:

• l’ambiguita: persone differenti classificano risorse differenti in modo differente
• la formattazione delle parole: differente uso degli spazi e delle abbreviazioni in parole composte
• i sinonimi: concetti simili possono essere rappresentati con etichette differenti
• le lingue: concetti simili possono essere espressi in linguaggi diversi

Le folksonomie funzionano meglio quando un gran numero di utenti descrive la stessa informazione nello stesso modo.

In questo caso le folksonomie mostrano enormi potenzialità in termini di:
• classificazione rapida, distribuita e scalabile delle informazioni che possono essere facilmente ricercate e trovate

• conversazioni: indicizzando gli argomenti (anche sottointesi) vengono favorite le conversazioni attorno ad essi. Tutti si parla allo stesso modo degli stessi argomenti

• serendipity: scoprire un contenuto mentre se ne sta cercando un altro, possibilità questa che viene enormemente amplificata

• scorciatoia nell’accesso ai contenuti: indice analitico contro lettura (finding vs. browsing)

E questo spiega la diffusione delle folksonomie su tutti i servizi di social network.

Folksonomy significa infatti mettere delle etichette ai nostri contenuti su Internet perchè diventino più facilmente ricercabili e condivisibili con altre persone. E’ come mettere l’etichetta zucchero e l’etichetta sale su due barattoli uguali per non sbagliare “contenuto” quando ci facciamo un caffè.

Tutti siamo capaci di organizzare per parole chiave un contenuto e per quanto ognuno di noi possa fantasiosamente generare miliardi di etichette (tag), accade su internet, che invece del caos si generano categorie più o meno omogenee tra gli utenti che vogliono organizzare i contenuti in modo che possano essere condivisi. Zucchero e sale, su Youtube come su Flickr, su de.lici.ous come su Technorati, indicheranno il più delle volte lo stesso concetto, la stessa parola chiave che la maggior parte delle persone ha in mente cercando quella determinata parola chiave.

Se ho una tazzina di caffè in mano cercherò il barattolo con l’etichetta zucchero, se devo condire l’insalata quello con scritto sale…

In pratica mettere tag per indicare il contenuto di un video, di una foto, di un post sul blog ecc. mediante parole chiave non è un esercizio di fantasia e creatività, ma è semplicemente mettere in atto il funzionamento del nostro cervello e rispondere alla domanda: “Se io dovessi cercare questo video, questa foto, questo articolo, queste slides, cos’è che cercherei?”

Non dobbiamo quindi inventare nulla.

Per approfondire il discorso sulle folksonomie e sul loro utilizzo nel social web consigliamo di leggere anche:

- Folksonomies: power to the people di E. Quintarelli

- Folksonomie: condividere etichette per le idee di S. Maistrello (che trovate anche qui sotto)

- Folksonomy. Ci faremo largo con i tag di S. Maistrello

- Le proprietà di connessione derivate dall’uso delle folksonomie di G. Cogo

[slideshare id=86721&doc=001-folksonomy4349&w=425]

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La Tecnologia al Potere

gio, 2nd agosto, 2007 - Posted by - Commenti disabilitati

la-tecnologia-al-potere.jpg

Pubblicato il libro “La tecnologia al Potere, come si cresce innovando efficacemente”

da Guerini ed Associati frutto del V Salone d’Impresa,

a cura di Ferdinando Azzariti

con mio contributo dalo titolo “Social Networking, dalle reti sociali al Digital Network

molti altri contributi interessanti sul tema.

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