Archive for ottobre, 2007

Google Apps: registrazione e gestione mail

dom, 28th ottobre, 2007 - Posted by - (10) Comment

Possiedi un dominio e ti piacerebbe avere un indirizzo email con lo stesso dominio sfruttando le potenzialità di gmail invece dei servizi di posta sempre più scialbi offerti dal tuo provider?

Con Google Apps puoi fare gratuitamente questo e altro. Vedremo in questo articolo come configurare una casella di posta per ottenere alla fine un indirizzo di questo tipo: mail@tuodominio.it

La prima operazione da fare è registrare il dominio per poterlo utilizzare con google apps.

Una volta inserito il nome del vostro dominio nell’apposito spazio cliccate su “Utilizza il mio domino“. Nella pagina successiva compilate i campi obbligatori con le vostre generalità e le informazioni sul vostro domino. Nel campo utenti inserite il numero di utenti che potrebbero, presumibilmente, utilizzare il vostro dominio per la posta. Ad esempio potrete creare altre caselle di posta di questo tipo: info@tuodominio.it, tuonome@tuodominio.it, mamma@tuodominio.it, babbo@tuodominio.it, etc. Inserite anche un numero elevato, non si sa mai ;-)

Una volta confermate le vostre informazioni generali si aprirà una pagina che vi chiederà di specificare quale sarà l’account amministratore del vostro dominio di posta. Inserite il nome che utilizzerete come indirizzo principale e per gestire tutti gli altri account del vostro dominio. Nel mio esempio ho scelto “mail@tuodominio.it

Accettate e continuate con l’iscrizione.

A questo punto il vostro dominio è registrato e dovrete dimostrare di esserne realmente i proprietari. Cliccate su “Effettua la verifica della proprietà del dominio

Scegliete adesso il metodo di verifica. Se non conoscete benissimo il pannello di gestione del vostro servizio di hosting vi consiglio di sceglier la verifica tramite caricamento di un file html (se siete possessori di un blog saprete sicuramente come utilizzare un client ftp per caricare un file nelle vostre cartelle :-)

E allora:

 

  1. Create un file di verifica HTML (basta aprire il blocco note e salvare il file con estensione .html) denominato googlehostedservice.html , copiate il testo che vi verrà specificato (una serie di lettere e numeri), quindi caricate il file su http://tuodominio.it/ (utilizzate un client ftp e caricate il file creato nel vostro spazio sul server nella directory principale).
  2. Una volta apportate le modifiche, assicurati di riuscire a visualizzare il file alla pagina http://tuodominio.it/googlehostedservice.html.

Se riuscite a visualizzare la pagina potete cliccare sul pulsante “Verifica” per completare la procedura.

 

 

A questo punto non resta che attivare i servizi che ci interessano. Vediamo in dettaglio cosa fare per cominciare ad utilizzare la nostra nuova casella di posta mail@tuodominio.it:

Dal pannello generale di google apps per il vostro dominio cliccate su attiva mail.

Quindi:

  1. Accedete al sito web della società di hosting del tuo dominio (Google Apps è utilizzabile solo con una configurazione : Dominio con Gestione DNS e posta) utilizzando il nome utente e la password associati al tuo dominio.
  2. Andate nella pagina di gestione di record MX. I record MX sono record DNS (Domain Name Service) speciali e sono spesso situati in sezioni denominate “DNS Management,” “Mail Server Configuration” o “Name Server Management”. Per consentire la modifica di questi record MX potrebbe essere necessario attivare le impostazioni avanzate.
  3. Elimina qualsiasi record MX esistente prima di inserire nuovi record MX.
  4. Per ogni record MX, inserisci le informazioni in base alle voci della seguente tabella.Potresti non avere l’autorizzazione ad inserire i valori di priorità esattamente come compaiono nella tabella seguente; in tal caso, verifica solo che la priorità degli indirizzi del server rispecchi l’ordine della tabella (ossia la classificazione prioritaria [1, 3, 3, 5, 5, 5, 5] deve funzionare esattamente come [1, 5, 5, 10, 10, 10, 10], a condizione che gli indirizzi siano nell’ordine corretto).Se ti viene chiesto di specificare il tipo di ciascun record che aggiungi, inserisci “MX”.I record MX richiedono spesso il formato specifico dei record DNS, incluso il punto finale (“.”) dopo qualsiasi nome di dominio completo (ad esempio “server.example.com”).Imposta qualsiasi valore TTL sul massimo consentito.
    Indirizzo server MX Priorità
    ASPMX.L.GOOGLE.COM. 1
    ALT1.ASPMX.L.GOOGLE.COM. 5
    ALT2.ASPMX.L.GOOGLE.COM. 5
    ASPMX2.GOOGLEMAIL.COM. 10
    ASPMX3.GOOGLEMAIL.COM. 10
    ASPMX4.GOOGLEMAIL.COM. 10
    ASPMX5.GOOGLEMAIL.COM. 10

Una volta effettuate le modifiche tornate nella pgina di attivazione della vostra mail e cliccate su “Passaggi completati

Potrebbero passare 48 ore da questo momento per la verifica della modifiche da parte di google. La conferma di attivazione vi sarà comunicata via mail e per accedere alla vostra casella mail basterò andare su https://www.google.com/a/ e cliccare sul link in figura:

Digitate quindi il nome del vostro dominio e selezionate dal menù a discesa la voce “Vai alla posta

Per ulteriori chiarimenti o integrazioni ricordo che lo spazio commenti è sempre a vostra disposizione ;-)

Cross Post da blog.sachacatalano.it

Category : Articoli

Guida di Feedburner – ulteriori ottimizzazioni

ven, 26th ottobre, 2007 - Posted by - (1) Comment

Nel rinnovare la visone delle puntate precedenti, esaminiamo ulteriori componenti per l’ottimizzazione del nostro feed. In questa puntata vediamo come condividere con i lettori del proprio feed la collezione di link (social bookmarking). La funzione da attivare dal pannello di controllo della Ottimizzazione del nostro feed, si chiama Link Splicer. Questa funzione ci consente di scegliere il servizio di social bookmarking (del.icio.us, furl, ecc.) che utilizziamo per collezionare i nostri link e di proporlo, quindi, anche ai nostri lettori. L’unico parametro richiesto, ovviamente è il nome utente con il quale ci colleghiamo a quel servizio.

Ovviamente verranno divulgati SOLO i link che abbiamo definito nel servizio com “pubblici” e possiamo decidere se Feedburner dovrà diffonderli ogni volta che li aggiungiamo o con cadenza riassuntiva giornaliera. Il risultato sul lettore dell’utente potrebbe essere proprio quello illustrato dall’immagine che segue:

Un altra funzionalità che Feedburner mette a disposizione dei propri utilizzatori è Photo Splicer. Analogamente alla precedente, anche questa è un vero e proprio mash-up che aggancia i servizi di condivisione fotografica come Flickr piuttosto che Webshots e li propone sui nostri articoli pubblicati nel feed. Fare molta attenzione nel caso si scelga Flickr. Il codice da utilizzare non è il nome dell’account ma il codice numerico che si trova nelle url delle foto. Nel caso della foto che proverò a includere sarà quello compreso in questa stringa: http://www.flickr.com/photo_zoom.gne?id=1749124071&size=o quindi il numero: 1749124071

La funzione, molto restrittiva, che ho utilizzato per l’esempio, fonderà nel mio feed solo le foto con l’etichetta “feedburner”. L’ultima funzione che anlizziamo in questa puntata è Geotag your feed, che Feedburner mette a disposizione per georeferenziare i nostri articoli. Può essere curioso, ma questo ulteriore mash-up permette di inserire l’esatta locazione del nostro blog, del nostro posto di lavoro, della nostra vacanza o di qualsiasi posto vogliamo associare ai nostri feed. Per poter configurare questa opzione bisognerà prima collegarsi al servizio Google maps e trovare le coordinate di latitudine e longitudine della nostra locazione. Nell’esempio che segue ho inserito la mappa del mio posto di lavoro che è desumibile dalla url di Google Maps: http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&hl=it&msa=0&msid=117435306404201717542.00000111c70870581c5be&ll=45.470799,12.257073&spn=0.003416,0.007296&z=17&om=1> e, nello specifico dai due numeri che seguono il campo della url “ll”. Quindi 45.470799,12.257073 che andranno inseriti nel pannello di Feedburner.

Niente di più facile vero? Per vedere i risultati puntiamo ora al feed: http://feeds.feedburner.com/blogspot/DiDR. I commenti e le critiche, sono bene accetti anche per rafforzare la mia poca convinzione che questa guida serva a qualcuno. Oltre che a me :-)

Cross post da Webeconoscenza

 

Category : Articoli

Creare un unico feed con Yahoo Pipes: Feed Mix

ven, 26th ottobre, 2007 - Posted by - (2) Comment

I nostri spazi nel web diventano sempre più numerosi e tutti offrono la possibilità di essere seguiti attraverso la registrazione ad un feed. Se ancora non conosci cosa significa questa strana parola ti consiglio di fare un salto qui, o qui. Potrebbe essere utile aggregare in un unico feed tutti i servizi a cui si è iscritti in rete (blog, siti personali, album fotografici online, wiki, community, cms, etc.) in modo da offrire ai nostri lettori un modo semplice per seguire tutte le nostre tracce in rete. Grazie a Yahoo Pipes questa operazione non richiede la conoscenza di nessun codice e i risultati sono apprezzabili in pochi minuti.

Il primo passo è quello di accedere al pannello di Yahoo Pipes (è richiesta la registrazione gratuita a Yahoo) Quindi dal menù a sinistra selezionare Fetch Feed e aggiungere gli indirizzi di tutti i feed che vogliamo “mixare”.

Aggiungere quindi dal menù Operators il modulo Union e quindi il modulo Sort. In questo ultimo modulo selezionare le opzioni item.pubDate in Descending per visualizzare i vari feed in ordine di pubblicazione sul web. La figura sotto potrebbe aiutarvi nell’inserimento dei moduli.

my pipes

Unire quindi i vari moduli e collegare il modulo Sort a Pipe Output. Dopo aver salvato, cliccate su My Pipes per visualizzare il risultato e prelevare dalla voce dalla voce More options l’indirizzo del nostro nuovo Feed unico in formato RSS (Get as RSS).

Questo sarà il nostro nuovo feed unico da pubblicizzare in rete e da dare in pasto al sempre utilie Feedburner per tutte le ottimizzazioni desiderate.

Segnalo inoltre alcune risorse online per creare il mix di tutti i vostri feeds personali:

Il codice generato da questi siti potrebbe contenere degli errori che non permettono la sincronizzazione in caso di iscrizione a feedburner. Ulteriori test sono graditi e lo spazio commenti è tutto vostro :-)

In questa pagina trovate il mio Feed Unico creato con Yahoo Pipes, dal quale potete prendere spunto per le vostre creazioni e per realizzare il vostro “mix personale”. Cosa aspetti allora? Comincia a mixare come un vero dj i tuoi feeds preferiti e non dimenticare di aggiungere quello di 2puntozeropertutti.it ;-)

crosspost da blog.sachacatalano.it

Category : Articoli

Dal Web3.0 al Web4.0

gio, 25th ottobre, 2007 - Posted by - Commenti disabilitati

radarnetworkstowardsawebos.jpg

If Web 2.0 was all about harnessing the collective intelligence of crowds to give information a value … 

We have had the first decade of the web, or Web 1.0,” he says, which was about the development of the basic platform of the internet and the ability to make huge amounts of information widely accessible, “and we’re nearing the end of the second decade – Web 2.0 – which was all about the user interface” and enabling users to connect with one another…Now we’re about to enter the third decade – Web 3.0 – which is about making the web much smarter.

Web 3.0 is best defined as the third-decade of the Web (2010 – 2020), during which time several key technologies will become widely used. Chief among them will be RDF and the technologies of the emerging Semantic Web.

Web 3.0 is an era in which we will upgrade the back-end of the Web, after a decade of focus on the front-end (Web 2.0 has mainly been about AJAX, tagging, and other front-end user-experience innovations.)

( Nova Spivack)

stiamo attraversando un graduale passaggio, evoluzione del web, in cui alcune tecnolgie web1.0 e web2.0 sopravviveranno mentre altre scompariranno 

altri spunti su

Live Blog   

Web3.0 e beyond

Web 2.0 vs. Web 3.0

  

Category : 2puntozeropertutti / Blogolandia

Muovere i primi passi in Gmail

lun, 22nd ottobre, 2007 - Posted by - (3) Comment

Gmail è il nome del servizio gratuito di posta elettronica gestito da Google. Con oltre 3 GB di spazio di archiviazione free (oppure anche “pacchetti” a pagamento), la possibilità di inviare allegati pesanti fino a 20 Mb e perfino un sistema di chat integrato (GTalk), Gmail è stata, fin dal suo lancio nel 2004, uno dei più innovativi sistemi di gestione della posta online.

Non sono presenti cartelle per l’archiviazione della posta inviata e ricevuta: Gmail sfrutta il potente algoritmo di ricerca di Google per trovare i messaggi desiderati, utilizzando degli operatori per affinare le ricerche. Le email possono essere raggruppate tramite etichette (Label), oppure segnalate come speciali attraverso l’assegnazione di una stellina.

Gli indirizzi email ai quali inviamo/riceviamo posta vengono automaticamente salvati e memorizzati come nostri contatti, ciascuno dei quali conserva le informazioni date in fase di creazione dell’account Google (avatar compreso).

La versione principale di Gmail è realizzata in AJAX e a volte può essere davvero stressante tentare di effettuare il login: dico tentare perchè capita di non riuscire ad accedere affatto, ma di leggere l’odiosa frase che ci invita a ritentare più tardi; ma i pochi secondi sembrano un tempo interminabile, soprattutto se abbiamo urgenza di controllare qualche messaggio importante.

Da Digital Inspiration abbiamo imparato qualche “trucco” per accedere a Gmail anche quando le speranze sembrano perse, e li riproponiamo di seguito, sicuri di fare cosa gradita a tanti “colleghi di sventura”.

1. Quando appare la scritta Loading, premere Ctrl+F5 e Gmail si caricherà istantaneamente, senza dover aspettare.

2. Svuotare la cache del browser, i files temporanei ed i cookies; ma se non basta, procediamo ai prossimi tentativi.

3. Invece di digitare www.gmail.com, provare con https://mail.google.com/mail (URL sicuro).

continue

Category : Articoli

Consigli ai blogger (e non solo) per scrivere bei post

dom, 21st ottobre, 2007 - Posted by - Commenti disabilitati

Fonte Catepol

Consigli utili tratti dal libro di Beppe Severgnini “Italiano – Lezioni Semiserie”:

Cosa non dovete fare quando scrivete un post:

I

Usate dieci parole quando tre bastano.

 

II

Usate parole lunghe invece di parole brevi,

sigle incomprensibili e termini specialistici.

 

III

Considerate la punteggiatura una forma di acne:

se non c’è, meglio.

 

IV

Fate sentire in inferiorità il lettore:

bombardatelo di citazioni.

 

V

Nauseatelo con metafore stantie.

 

VI

Costringetelo all’apnea: nascondete la reggente

dietro una siepe di subordinate, e cambiate il soggetto

per dispetto.

 

VII

Infilate due o più che in una frase.

 

VIII

Non scrivete “Il discorso era noioso, e i relatori aspettavano

l’intervallo” ma “Lo speech era low-quality e il panel s’era messo

in hold per il coffee-break”.

 

IX

Usate espressioni come in riferimento alla Sua del…,

il latore della presente, in attesa di favorevole riscontro…

 

X

Siate noiosi.

Seguite queste regole e cadrete così in basso che, a quel punto, potete solo risalire.

Sedici semplici suggerimenti per scrivere un post:

1 Aver qualcosa da dire

2 Dirlo

3 Dirlo brevemente

4 Non ridirlo (se mai, rileggerlo)

5 Scriverlo esatto

6 Scriverlo chiaro

7 Scriverlo in modo interessante

8 Scriverlo in italiano (è più trendy, baby)

9 Non calpestate i congiuntivi

10 Non gettate oggettive dal finestrino

11 Spegnete gli aggettivi, possono causare interferenze

12 Non date da mangiare alle maiuscole

13 Slacciate le metafore di sicurezza

14 In vista della citazione, rallentate

15 Evitate i colpi di sonno verbale

16 L’ultimo che esce, chiuda il periodo

Lo stile nella scrittura di un post non è acqua:

SIATE CHIARI Pensosi editorialisti aprono il periodo con una scarica di subordinate esplicite e implicite. In terza media non la passerebbero liscia, ma i direttori dei giornali lasciano fare. Si tratta di sadomasochismo intellettuale, non prendetelo ad esempio. Ricordate, invece: chi scrive chiaro, sa scrivere; chi scrive difficile, di solito, non ha niente da dire. Oppure ha qualcosa da nascondere.

SIATE CONCRETI Scrivere non vuol dire sussurrare, alludere o mugugnare. Vuol dire comunicare. Non vi succeda MAI di pensare o di dire “Non avete capito!”. Se chi legge non capisce, la colpa è SEMPRE di chi scrive.

SIATE IRONICI (SE VI RIESCE) La cultura italiana diffida dell’ironia. Io vi invito a diffidare della cultura italiana.

SIATE ORIGINALI Se volete essere ricordati – almeno fino alla prossima email – cercate di evitare metafore bolse, formule retoriche, chiuse stereotipate. Distinti saluti è ridicolo: chi li distingue, i vostri saluti, se sono tanto prevedibili?

SIATE PAZIENTI Imparate a memoria questa frase di Truman Capote: “Scrivere ha le sue leggi della prospettiva, della luce e dell’ombra, proprio come la pittura, o la musica. Se sei nato conoscendole, bene. Se no, imparale. Poi sistema le regole perché facciano al caso tuo.”

NON SIATE PASSIVI E’ meglio se voi scegliete un film, invece d’aspettare che il film sia scelto da voi (o dalla vostra ragazza, fissata con Scamarcio).

LA REGOLA DEL P.O.R.C.O.

Pensa (aspetta a scrivere; prima decidi cosa dire)

Organizza (metti giù un piano d’azione, diviso per punti)

Rigurgita (butta fuori, senza pensarci troppo)

Correggi (rileggi con calma)

Ometti (togli tutto ciò che non è necessario)

 

VOCABOLARI Prendete l’abitudine di aprirli, ogni tanto. Non mordono, risolvono un sacco di problemi ed emanano un buon profumo di carta.


Category : Articoli

Spreadshirt – fenomeno di massa?

sab, 20th ottobre, 2007 - Posted by - (1) Comment

Fonte: webeconoscenza

Il servizio offerto dalla tedesca Spreadshirt é la risposta al desiderio di personalizzazione dei consumatori finali, e offre a tutti la possibilità di creare abbigliamento personalizzato unico e di alta qualità. Spreadshirt può essere utilizzato in due modi:
Acquirenti. Spreadshirt permette alle persone di stampare le proprie idee su magliette, felpe, borse e molto altro – offrendo prezzi contenuti, alta qualità, tempi di spedizione rapidi, e senza nessun minimo di ordine.

Venditori. Spreadshirt permette anche a tutti i siti internet di aprire gratuitamente un negozio che offre una gamma completa di prodotti personalizzati, occupandosi di ogni aspetto, dalla produzione alla spedizione dei prodotti, fino al servizio di customer-care.

Spreeadshirt

Fondata nel 2002 a Lipsia, Spreadshirt è stata premiata dal Business Week come una delle imprese europee dalla crescita più rapida. Più di 300,000 shop partner in tutto il mondo, tra cui privati, aziende e artisti hanno aderito all’offerta di Spreadshirt.

Appena ricevuto il comunicato dall’Ufficio Stampa italiano, in cui si enfatizzavano gli obiettivi del nuovo CEO di Spreadshirt Jana Eggers, sono andato ad aprirmi un conto!

test

Se i proclami di Jana Eggers tesi a raggiungere questo ambizioso obbiettivo per l’azienda:”Trasformare quello dell’abbigliamento personalizzato in un vero e proprio fenomeno di massa, facendo conoscere anche al grande pubblico quanto sia semplice e facile creare e vendere capi personalizzati con Spreadshirt!” verranno realizzati, assisteremo al B2B di massa e forse allo sviluppo del “Brand community”.

Spreadshirt, quindi, vuole far conoscere al grande pubblico il fenomeno dell’abbigliamento personalizzato, divulgando il verbo della personaizzazione anche in un contesto “mainstream”.

Jana Eggers afferma: “… siamo riusciti ad identificare il “chasm” che separa gli early adopters del nostro prodotto dalla early majority“. Il “chasm” è quella sorta di frattura teorizzata dal guru del marketing del hi-tech Geoffrey Moore all’interno ciclo di vita dell’adozione di ogni prodotto tecnologico e che è necessario superare per raggiungere un successo di massa.

Noi di Spreadshirt siamo stati in grado di compiere una crescita notevole, ma c’è ancora un grande potenziale da sfruttare”.

Ecco perchè, ora l’azienda è pronta ad adottare un nuovo claim: Your own label.

Questa frase riesce ad esprimere l’area di business all’interno della quale Spreadshirt è leader, quella del branding individuale e della personalizzazione. Con l’aiuto di Spreadshirt le persone possono infatti creare il proprio marchio d’abbigliamento.

Fra l’altro, per supportare il nuovo claim, Spreadshirt ha lanciato l’Open Logo Project 1.6, un concorso per trovare il nuovo logo aziendale di Spreadshirt (http://olp.spreadshirt.net).

Category : Articoli

Intervista ai conduttori di Versionebeta

gio, 18th ottobre, 2007 - Posted by - Commenti disabilitati

Andrea Materia e Mario Bellina, conduttori di Versione Beta, trasmissione di Radio Due con cui 2puntozeropertutti collabora, si raccontano intervistati da Markingegno.

Come è nato il loro sodalizio, come si è arrivati e verso dove sta andando la trasmissione più sperimentale di Radio Due.

Buon Ascolto!

Parte1

Video thumbnail. Click to play
Click To Play

Parte2

Video thumbnail. Click to play
Click To Play

Category : Articoli

Guida di Feedburner – Ottimizzazione della presentazione

gio, 18th ottobre, 2007 - Posted by - Commenti disabilitati

La funzione Smart Feed, accessibile dal pannello Optimize, permette la conversione automatica della nostra sorgente di feed nello standard (RSS or Atom) compatible con la totalità delle applicazioni (feed readers, browser, client di posta, widgets, ecc) dei nostri utenti che usufruiranno dei nostri feed.

Fonte: Webeconoscenza

Alcuni esempi di compatibilità dello stesso feed:

A) Firefox

A) Outlook

A) Google Reader

La seconda funzionalità che permette a Feedburner di esporre in modalità compatibile e interattiva i nostri feed è FeedFlare.

FeedFlare permette di offrire ai nostri lettori una modalità, interattiva, che permetterà loro di scegliere una fruizione alternativa come ad esempio: la spedizione verso una mail box, l’invio a Digg, Technorati, Facebook ecc.

Oltre alle funzioni elencate suddette è possibile anche aggiugerne altre sviluppate da programmatori indipendenti. Sarà sufficente sfogliare la funzione “Browse The Catalog” e aggiungere la url sul campo indicato da Feedburner.

Il risultato sarà, più o meno una visualizzazine di questo tipo dove i servizi aggiunti verranno getiti dagli utenti a piacimento:

Sul feed

Sul blog

Nel rimandare l’attesa alle prossime puntate rinnovo l’interazione per chi ha commenti o suggerimenti

Category : Articoli

La Guida di Feedburner – smartcast

gio, 18th ottobre, 2007 - Posted by - (1) Comment

I nostri articoli sui blog o sulle pagine dei nostri siti web sono sempre più ricche di elementi multimediali.

La funzione di ottimizzazione associata al pannello di Feedburner che gestisce i contenuti multimediali dei nostri feed prende il nome di SmartCast.

Questa funzione permette di posizionare podcast e altri contenuti multimediali anche nei feed che, normalmente, non sono in grado di supportarli. I link agli MP3. ai nostri video, alle immagini e ai pdf verranno automaticamente gestiti da SmartCast creando degli enclosures (oggetti che automaticamente interpretano la struttura multimediale e l’associano al player che la deve attivare) per gli stessi.

L’apposita opzione di SmartCast permette una maggior flessibilita per gli utenti che desiderano pubblicizzare i contenuti multimediali su ambienti come iTunes Podcast Directory o Yahoo Media RSS.

Una volta attivati tutti i parametri per la configurazione del feed (1-tipologia dei mediafile, 2-categoria, 3-immagine di supporto ecc.) il nostro nuovo sorgente sarà pronto per essere gestito dai client appositi come ad esempio iTunes.

Attenzione, se il nostro blog o sito web contiene la maggior parte di contenuti testuali e grafici la scelta che stiamo facendo inibirà, forse, alcune delle funzioni amichevoli che avevamo in precedenza personalizzato per rendere amichevole il feed (tutto ciò dipende dalla potenza del client per la lettura dei feed).

La risultante potrebbe essere molto scarna visivamente e ambigua:


Sono spariti, nel mio caso, tutti gli effetti che abbiamo analizzato nelle puntate precedenti e che permettevano di ottimizzare il feed in modalità “Browser friendly“.

Vediamo, comunque, che cosa succederebbe con iTunes dando in pasto il feed ottimizzato per lo SmartCast. Semplicemente chiedendone l’iscrizione

potremo avere l’intero patrimonio multimediale del nostro blog o sito gestibile via iTunes

Sempre disponibile per commenti e migliorie. Alla prossima puntata!

Cross post da: webeconoscenza

Category : Articoli

Wikipedia, cooperazione e intelligenza collettiva.

mer, 17th ottobre, 2007 - Posted by - (1) Comment

Wikipedia è un’enciclopedia online con alcune caratteristiche che la rendono unica: è gratuita, tutti possono partecipare alla sua compilazione, i suoi testi possono essere liberamente riutilizzati (purché si rispetti la licenza con cui vengono rilasciati, la GFDL), è priva di un comitato editoriale e di una struttura gerarchica vera e propria.

La sua nascita risale al 2001: un filosofo, Larry Sanger, e un imprenditore, Jimmy Wales, entrambi americani, avevano avviato nel 2000 un ambizioso progetto:Nupedia, un’enciclopedia scritta da esperti, assoldati come volontari, e consultabile gratuitamente online. Ma Nupedia aveva un processo editoriale troppo rigido e stentava a crescere; così le venne affiancata una versione "povera", a cui tutti potevano collaborare: Wikipedia.

È il gennaio del 2001 quando vede la luce l’edizione inglese, a cui si affiancano nel giro di 4 mesi altre 12 edizioni, compresa l’italiana.

L’ispirazione di questi progetti arriva da modelli storici (l’enciclopedia di Diderot e d’Alembert), da idee contemporanee (Richard Stallman nel 1999 teorizzava la creazione di un’enciclopedia universale da realizzare online) e forse anche da qualche tema ricorrente della narrativa fantascientifica (l’Enciclopedia Galattica di Asimov e La Guida Galattica per autostoppisti).

Il cuore di Wikipedia è una pagina chiamata "Ultime modifiche" (http://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:Recentchanges) in cui vengono registrate in tempo reale tutte le operazioni effettuate: i nuovi articoli inseriti, le modifiche agli articoli esistenti, ecc. con diversi dettagli (autore della modifica, possibilità di evidenziare solo il testo inserito con quella modifica, ecc.). Questa pagina viene costantemente osservata dagli utenti più attivi, che si occupano di valutare, catalogare e talvolta etichettare il materiale che arriva. Agli articoli ritenuti non sufficientemente validi (perché incompleti, sospettati di parzialità, dal contenuto dubbio, ecc.) viene aggiunto un avviso che ha la duplice funzione di rendere noto al lettore che il contenuto potrebbe non essere quello atteso e nel contempo di renderli rintracciabili per successive migliorie.Uno dei concetti fondamentale in wikipedia è il NPOV, acronimo di Neutral Point of View (in italiano: punto di vista neutrale), è una delle due inderogabili regole di Wikipedia. Un’enciclopedia non deve assumere posizioni o interpretare fatti, deve limitarsi a registrare delle informazioni. È nostra cura cercare di rendere ogni articolo il più obiettivo possibile presentando, quando non esiste un approccio univoco, le varie posizioni esistenti sull’argomento. Il processo che porta alla "NPOVizzazione" di un articolo è basato sul confronto tra gli utenti di Wikipedia, che dibattono fino a raggiungere il consenso o a identificare le varie posizioni.La GFDL (Gnu Free Documentation Licence) è la licenza con cui vengono rilasciati i testi di Wikipedia. Si tratta di una licenza copyleft per contenuti liberi che prevede, in estrema sintesi, che i testi possano essere riutilizzati (anche a scopo di lucro) purché se ne citi l’autore e che l’opera derivata venga a sua volta licenziata in GFDL.

La filosofia di fondo è la cooperazione l’ intelligenza collettiva, l’open source community e una buona struttura organizzativa, infatti Wikipedia è basata sul confronto:

* tutte le decisioni vengono prese tra i partecipanti attivi al momento (non esiste una redazione o un capo che decidano)

* la validazione degli stessi contenuti avviene tramite un processo esclusivamente interno, tra gli stessi partecipanti (con un meccanismo diametralmente opposto alla peer review)

* su Wikipedia è possibile discutere tutto (dal contenuto di un articolo al colore di sfondo della homepage)

Il valore di Wikipedia sta nella comunità intesa come un tutt’uno e non nell’insieme dei singoli partecipanti.

Crosspost da: Mentelab

Category : Articoli

Sandy, la segretaria virtuale

mer, 17th ottobre, 2007 - Posted by - Commenti disabilitati

Sandy, può prendere appuntamento con Frank per le 18:00 martedì prossimo al mio ufficio?

E Sandy prende appunti per te! IWantSandy.com è un servizio simile a RememberTheMilk, questa volta però si può chiedere in “plain english” a Sandy di prendere appunti o ricordare cose per noi. Sandy ha un nutrito set di comandi ed è in grado di comprendere buona parte delle richieste come:
- remember I’m parked in B3
- remind me to move my car in 15 minutes
Comprende date, range di date e date relative (così come gli orari) come ad esempio:
- remind me in 1 hour
- remind me tomorrow
Può conservare informazioni per voi:
- remind Antonio Manfredonio number is 1234567892
Può applicare tag come:
- remind to buy milk @todo
Può ricercare e fornirci le informazioni che ci interessano:
- lookup Antonio Manfredonio
Può aggiornare lo stato di un’informazione:
- update #1 @family
Può dimenticare (eliminare) informazioni che oramai non servono:
- forget #1

Bene! ma come funziona? Il tutto funziona via email, al momento dell’iscrizione viene fornito un’indirizzo email particolare e personale a cui scrivere (ed è quindi necessario salvarlo in rubrica!), da questo momento possiamo scrivere in plain english direttamente a Sandy o metterla in CC, in questo caso nell’email dovremmo riferirci a lei ogni volta che voglamo che “prenda appunti” la formula di attenzione è “Sandy, … .”. Sandy comprende anche tag riservati quando si chiede di prendere appuntamenti ricorrenti come @daily, @weekly, @monthly e @yearly utile per ricordare compleanni ed eventi! Sandy si preoccupa anche di farvi ricevere un “daily digest” per rinfrescarvi le idee sulle cose da fare che poi via via vi comunichera via email / sms. Sandy, da buona segretaria si preoccuperà inoltre di inviarvi una vCard per i contatti o un iCalendar da scaricare direttamente in rubrica e/o GoogleCalendar. IWantSandy è un ottimo strumento che renderà semplice gestire la propria vita quotidiana senza complicarsela, ho provato per circa una settimana il servizio che si è dimostrato sempre all’altezza (qui ulteriori informazioni). Speriamo che presto arrivi anche una versione che comprenda anche l’italiano, unico neo … IWantSandy è attualmente in closed beta ;-) !

Crosspost da: Manfrys.it

Category : Articoli

La Guida di Feedburner – ottimizzazione

sab, 13th ottobre, 2007 - Posted by - Commenti disabilitati

Cross post da: http://webeconoscenza.blogspot.com/2007/10/la-guida-di-feedburner-le-statistiche_10.html

Preciso, innanzitutto, che non farò distinzioni fra la versione base e la versione PRO. Considererò solo quest’ultima perchè, da quando Feedburner è stato acquistato da Google, la disponibilità della versione PRO è concessa gratuitamente a tutti gli utenti.

La sezione del pannello di controllo di Feedburner che permette l’accesso ai parametri di ottimizzazione è ben individuabili dell’etichetta "Optimize". Lo scenario che si apre all’accesso è molto nutrito e vediamo di analizzare tutti i parametri essenziali e quelli più utili per diffondere e rendere usabili i nostri feed a chiunque.

Consiglio di utilizzare l’accesso alle varie funzioni sfruttando l’elenco a sinistra del pannello, anche se Feedburner prevede delle scorciatoie direttamente nel corpo del pannello di ottimizzazione.
L’elenco delle funzioni è suddiviso in due macro categorie: View e Services

La categoria "View" permette di controllare (tipo un anteprima) gli effetti derivati dagli interventi sulle ottimizzazioni. La categoria "Services" permette l’accesso ai pannelli secondari che favoriscono le ottimizzazioni che andremo a vedere.
Iniziamo dal servizio "Browser Friendly".

Lo scenario che si apre permette di ottimizzare il rendering (generazione grafica) del nostro feed in modo da renderlo appetibile da un punto di vista grafico, localizzabile (per quanto possibile) nella nostra lingua e predisposto ad utilizzi avanzati per i più comuni lettori di feed.

Al punto 1 (in rosso) ho cercato di puntare l’attenzione sulla scelta del tema nella lingua italiana (questo, ovviemente, esclude la comprensione delle funzionalità agli utenti di lingua straniera) e sulla scelta di adattare la disposizione del feed al browser che lo visualizzerà. Notare, inoltre, la possibilità di effettuare un anteprima diretta (click to preview).

Al centro del pannello, belli in vista, tutti i servizi preconfezionati (embedded) che permettono all’utente di aggiungere il nostro feed ai più comuni e usati aggregatori. Tipo MyYahoo, Pageflakes, Bloglines, ecc.
Inoltre, al punto 2 (in rosso), è stata inserita una opzione per i programmatori che volessero aggiungere dei widget sviluppati autonomamente. Sarà sufficiente inserire il codice xml e Feedburner li esporrà sulla pagina assieme, o in alternativa, a quelli preconfezionati che abbiamo scelto.

Completando questo escursus sul rendering del nostro feed, possiamo ora scegliere se collassare e o espandere sia i titoli dei post che i contenuti e, inoltre, aggiungere un messaggio personalizzato come guida o benvenuto.

L’ultima opzione riguarda la possibilità di dirottare un feed nativamente ospitato su un server web. Opzione comoda perchè viene assemblata nel rendering appena personalizzato da Feedburner.

Alla fine di questa prima esperienza di ottimizzazione con la funzione "Browser Friendly" saremo in grado di offrire un feed già abbastanza "amichevole"(friendly) anche se nelle prossime puntate riusciremo a lavorare di cesello su ulteriori elementi che ne renderanno accattivante la forma.
Per oggi fermiamoci a questo livello, visualizzabile anche con il browser web con il quale stiamo (forse) leggendo questo articolo: http://feeds.feedburner.com/blogspot/DiDR

Category : Articoli

Ipernity social beta (Yahoo compliant) in italiano

sab, 13th ottobre, 2007 - Posted by - Commenti disabilitati

Cross post da:http://webeconoscenza.blogspot.com/2007/10/ipernity-social-beta-yahoo-comliant-in.html

Ricevo l’invito dall’Ufficio Stampa di Ipernity e non mi sottraggo al test di questo nuovo social network per provarne la localizzazione nella lingua di Dante.

Sarà perchè gli uffici di questa Start-Up si trovano a Sophia-Antipolis e perchè, appena ricevuto il comunicato, mi è tornato alla mente il periodo trascorso in questo splendido posto della Costa Azzurra. Vera e propria tecnopoli europea.

Questo Social Network nasce da un’iniziativa lanciata nell’Aprile del 2007 da due pionieri di internet francesi. I creatori dei servizi Voila.fr, Estat.com .

Grandissima integrazione con Yahoo. Lo si percepisce subito perchè, specialmente nella sezione foto, sembra di stare dentro a Flickr. L’interfaccia è la stessa, quindi utilizzo di API Yahoo a piene mani!

Non mi dilungo sui servizi base che sono molto simili ad altre piattaforme di SN. Ho cercato di iscrivermi con il mio ClaimID (offerto come sistema di federazione anche da questa piattaforma) ma non ci sono riuscito. Dopo la registrazione manuale ho provato il blog integrato e la possibilità di uploadare anche la mia musica e alcuni video.
Ulteriori funzionalità office-oriented (non tipiche dei social network) sono quelle legate alla gestione documentale e al lavoro di gruppo.

Insomma mi trovate qui e potete aggiungermi, se lo desiderate, come friend. Indovinate il primo contatto che ho trovato con la funzione dì search? Ma ovviamente @catepol :-)

L’attuale versione in italiano del sito è frutto di un lavoro collaborativo portato avanti dagli utenti. Quindi un bell’esempio di condivisione e collaborazione buttom-up!

Ci tengo a sottolineare che il team di Ipernity sembra disponibile ad ascoltare le richieste degli utenti. E questo lo si evince dal fatto che, oltre a permettere loro di tradurre la piattaforma, hanno aperto un blog-post dove gli utenti stessi possono avanzare richieste di migliorie.

Anche l’integrazione e lo sviluppo di terze parti sembra assicurato. La scelta è, ovviamente, molto orientata al mondo Yahoo e alla sua filosofia 2.0, nonchè all’utilizzo di Java che, sinceramente, per alcune funzioni potrebbe essere ben sostituito da Ajax.

Devo ammettere che non è semplicissimo il settaggio per l’integrazione con Flickr, che si basa su greasemonkey, la cui plugin è disponibile al link: https://addons.mozilla.org/firefox/748/

Per chi desideri davvero abitare questo network, l’account illimitato viene offerto a 2 Euro al mese e niente pubblicità! Ci penserò. Intanto mi riservo di utilizzare questo oggetto per capirne meglio le potenzialità e gli sviluppi futuri.

Category : Articoli

La Guida di Feedburner – le statistiche avanzate

gio, 11th ottobre, 2007 - Posted by - Commenti disabilitati

Cross posta da: http://webeconoscenza.blogspot.com/2007/10/la-guida-di-feedburner-le-statistiche_10.html

La parte sinistra del pannello di controllo del nostro feed, ci permette di accedere ad una serie di funzionalità avanzate relative alle statistiche che sono raggrupate in tre sezioni: Feed stats, Site stats e Headline animator stats.

Iniziamo dalla sezione Feed stats, tralasciando la funzionalità "Subscribers" che abbiamo già visto nelle puntate precedenti e soffermiamoci su "Live Hits".
Live Hits ci permette di accedere agli ultimi 25 hits che sono stati effettuati sul nostro feed. Per hit si intende l’azione che intraprende un client quando carica il nostro feed (compresi i client automatizzati). Il live hits mostra dunque, nell’orario della nostra time zone, gli ultimi 25 hits e il client utilizzato.
Gli hit non sono automaticamente associabili ai subscriber potrebbero, infatti, essere degli utenti che aprono il nostro feed semplicemente cliccando su un link senza poi sottoscriverlo.

Tralasciando "item use" che abbiamo già visto nelle puntate precedenti, analizziamo anche "uncommon uses".

Questa funzionalità si riferisce a quelle tipologie di client che Feedburner non riconosce e che attribuisce come non "catalogati"! In effetti Feefburner è in grado di catalogare centinaia di aggregatori, di lettori di email, di web browser ecc. Ma spesso programmi di terze parti o sviluppati da programmatori indipendenti non è in grado di catalogarli in modo appropriato.
Nella videata notiamo che, ad esempio, non è in grado di catalogare Twitter.

Sarà sufficiente cliccare sul box (quadratino vuoto a sinistra della stringa non catalogata) per dichiararlo come "conosciuto".

La funzione "Export (Excel o CSV)" permette, invece, di salvare sul nostro disco le statistiche per poterne fare analisi in locale o altri usi (ad esempio allegarle a una pubblicazione che marketizza il nostro sito.

Passando alla sezione Site stats avremo accesso a diverse funzionalità. Quella sui "visitors" ci permette di identificare diversi elementi:

  • Top Browsers (i client principali)
  • Top Cities (gli Ip di provenienza secondo la classificazione RIPE)
  • Top Languages (la lingua dei browser)
  • Top Operating Systems (il sistema operativo)
  • Top screen resolutions (la risoluzione del browser/schermo del client)

Sfogliando le varie forme di presentazione risulta molto simpatica la disposizione lineare paragonata a quella (più trendy) a nuvola dei tag:

lineare

Tag cloud

Tralasciando la funzione "pages" che abbiamo già visto nella puntata precedente, sfruttiamo le due funzioni "Incoming" e "Outgoing" per analizzare da dove arrivano i nostri visitatori (pagine di altri siti, motori di ricerca, ecc.) e quali link in uscita sono usi consultare.

Notiamo, nell’immagine che segue, la possibilità di filtrare i motori di ricerca e/o i siti web.

Ultimo elemento da analizzare è "Headline Animator Stats" un vero e proprio ticker (lista animata) dei nostri feed.
L’opzione va attivata e personalizzata attraverso il pannello di costruzione e personalizzazione che appare dopo aver cliccato sulla funzione "Headline Animator Stats" .

Alla fine del nostro impegno di costruzione e personalizzazione, possiamo catturare il codice ed ottenere un effetto tipo questo:

I feed del Blog di Gigi Cogo

↑ Grab this Headline Animator

Notare che è possibile incorporare questa funzione in ogni tipo di Blog supportato

e anche incorporarlo come firma della propria email (Email signature) oppure, catturando il codice (Just jimme the code), farlo diventare un widget da mettere davvero dove vogliamo sul web o sul desktop del Vostro computer.

Sempre disponibile a chiarimenti, integrazioni e critiche.
Alla prossima.

Category : Articoli

La Guida di Feedburner – le statistiche

mer, 10th ottobre, 2007 - Posted by - (1) Comment

Cross-post da: http://webeconoscenza.blogspot.com/2007/10/la-guida-di-feedburner-le-statistiche.html

Ci eravamo lasciati con la pagina relativa alle statistiche e la curiosità che alcuni link messi in evidenza da Feedburner possono suscitare.

Non so esattamente quale sia il sistema migliore per studiare e analizzare i log dei propri visitatori. Molti sono gli strumenti analoghi a Feedburner per questo scopo: LLOGG, Mybloglog e Google tanto per accennare a qualcuno di questi servizi alternativi.
Non sono un esperto sugli algoritmi di analisi di log, per cui prendo per PARZIALMENTE buono quello che vede Feedburner. Da quello che percepisco, però, Feedburnar analizza in modo più dettagliato i log degli utenti che arrivano attraverso al lettura di un feed rss, quindi non dobbiamo ritenere le sue statistiche esaustive per tutto il traffico verso il nostro sito o blog.
Anche se i site visitors (quindi gli utenti unici del sito) che sto analizzando in questo momento risultano essere 74 per Feedburner e 73 per LLOOGG. Quindi non ci si discosta di molto anche sull’analisi di questo parametro che, ripeto, è diverso dal numero dei lettori di feed.

Tornando ai lettori del nostro feed rss, Feedburner li divide in SUBSCRIBERS e REACH. I primi sono una misura approsimativa sul numero di abbonati al nostro feed analizzando l’IP dell’utente che lo ha richiesto nelle ultime 24 ore. Il secondo è relativo al numero di utenti che hanno intrapreso un azione dopo aver letto il feed. Di solito hanno cliccato su link dello stesso. Ecco quindi che cliccando su "See more about your subscribers" appagheremo la nostra curiosità con un diagramma a torta

e una lista abbastanza esausiva sui vari client di lettura che hanno richiesto accesso al nostro feed rss

A fianco di ogni tipologia di lettore vi è una freccettina blu che, se cliccata, fornisce ulteriori informazioni relative alla tipologia del client visualizzato nella statistica.

Ovviamente il nostro sito o il nostro blog è una fonte inesauribile di elementi (items), articoli o post come vogliamo chiamarli. Feedburner ci permette di avere accesso, oltre che alle statistiche generali del feed appena presentate, anche a quelle dei singoli items (articoli). Il link che ci conduce a questa ulteriore analisi è "See more about your feed items".
Che ci propone, una volta cliccato, di analizzare le statistiche per singolo articolo

Ma non è finita. Se la curiosità è tanta, e io sono un curioso di natura :-) Perchè non approfondire cliccando sul titolo dell’articolo per vedere da quali client arrivano i lettori?

Siamo solo all’inizio dell’esplorazione ma la possibilità di giocarci dentro è infinita. Intanto cominciamo a cliccare su quella tendina "Show stats for" che ci permette di raggruppare gli istogrammi per mesi, settimane e giorni e determinare automaticamente le medie (average). Il resto al prossimo appuntamento.

Category : Articoli

La Guida di Feedburner – il pannello di controllo

mer, 10th ottobre, 2007 - Posted by - Commenti disabilitati

Cross-post da: http://webeconoscenza.blogspot.com/2007/10/la-guida-di-feedburner-il-pannello-di.html E’ necessario ricordare che dal momento in cui abbiamo generato il nuovo feed, questo sarà l’indirizzo ufficiale per sfruttare tutti i servizi offerti dalla piattaforma. L’indirizzo originale, servirà solo come fonte a Feedburner ma per i nostri scopi non servirà più. L’ottimizzazione, la pubblicizzazione e le altre funzionalità, saranno riferite al SOLO indirizzo generato da Feedburner. Eccoci, finalmente, al pannello di controllo principale.

Ho catturato, per comodità, la schermata con cui gestisco un paio di feed per dimostrare che Feedburner è in grado di gestire molte sorgenti e aggregarle in un comodo pannello che ci consente una facile gestione. In questa schermata sono presenti due feed attivi e uno dismesso. Vedremo più avanti come Feedburner gestisce anche il reindirizzamento quando si cambia host o dominio. La videata mostra dunque un account disattivato, un accont base e un account pro. L’account pro è quello seguito dall’etichetta blu “PRO”. Vedremo la differenza man mano che proseguiamo nella guida. Cliccando sull’account (base) “2puntozeropertutti” entriamo nel pannello contestuale a quel feed.

 

Il pannello è abbastanza ricco e denso e ci mostra in evidenza con un diagramma a barre verticali l’andamento delle sottoscrizioni al nostro feed nelle ultime settimane. Analizziamo ora le varie funzionalità associate alla schermata principale:

 

 

Cliccando sul bottone del feed avremo accesso all’indirizzo dello stesso e alla visualizzazione standard (in questo caso non ancora ottimizzata) ma già potremo percepire il layout proposto ai lettori/client da Feedburner: http://feeds.feedburner.com/2puntozeropertutti Quindi una vera e propria ANTEPRIMA. Cliccando invece sul bottone successivo avremo accesso al sito che genera il feed con la formattazione web e il layout del sito o del blog. Cliccando su “Edit feed details” potremo rivedere sia l l’origine del feed che il suo indirizzo attuale, anche per poterne cambiare eventualmente il suffisso finale. Operazione che abbiamo già fatto durante la creazione (burn dell’originale) presentata nella prima puntata. Il link “Delete feed” è abbastanza significativo e permette di cancellare il feed. Non preoccupatevi, se ci cliccate sopra inavvertitamente vi verrà proposto un messaggio di conferma e vi verrà offerta la possibilità di reindirizzare il vostro feed per 30 giorni.

 

Con questa simpatica opzione, Feedburner ci offre una scaletta così composta. a) I primi 10 giorni gli utenti vedranno ancora il feed che abbiamo cancellato. b) Dall’11 al 20° giorno gli utenti del feed cancellato verranno reinirizzati verso il secondo feed della nostra lista: http://www.2puntozeropertutti.it/?feed=rss2 In questo caso è UTILISSIMO già preparare il feed del nuovo sito, o blog, dove ci siamo spostati perchè sarà proprio Feedburner a lavorare per noi e a reindirizzare gli utenti proprio dove vogliamo. b) Dal 21° giorno e fino al 30°, i nostri utenti riceveranno un breve messaggio nel loro client: “This feed is no longer active. A new feed is located at http://www.2puntozeropertutti.it/?feed=rss2.” Comodo no? Il 31 giorno ci sarà, ovviamente un messaggio di errore HTTP! Domani, o comunque nella prossima puntata di questa guida, eploreremo cosa appare cliccando quel link sul pannello di controllo:

 

See more about your subscribers …….un invito a curiosare da dove vengono, cosa fanno e come si comportano i nostri utenti. Vostri pareri, come sempre, molto ben accetti.

Category : Articoli

La guida di Feedburner

lun, 8th ottobre, 2007 - Posted by - (1) Comment

La guida (cross post da http://webeconoscenza.blogspot.com/2007/10/la-guida-di-feedburner.html)

Feedburner è un servizio per la pubblicazione e l’ottimizzazione degli RSS (Really Simple Syndication) per la cui storia, struttura e standard rimando ad una lettura approfondita su Wikipedia.

Il successo di questa piattaforma acquistata da Google proprio nel 2007 (precisamente a Giugno) è dovuto alla enorme fidelizzazione con gli utenti che ha portato Feedburner a diventare lo standard di fatto per l’erogazione dei servizi di feed RSS.

FeedBurner è una vera e propria piattaforma di servizi per la gestione, manutenzione, ottimizzazione e presentazione di feed. La sua determinante azione ci viene in aiuto quando decidiamo di rendere disponibile un feed in modalità decisamente standard in modo che lettori di feed (feed readers), aggregatori, siti web, widget e altri client siano in grado di leggere in modo ottimale e sicuro il feed che intendiamo distribuire.

La videata principale del servizio è questa qui sotto. Da notare che il menu “languages”, purtroppo, non consente di accedere alla traduzione nella nostra lingua. Non sono a conoscenza, al momento, di quali siano i piani di traduzione di Google.

Ovviamente è necessario registrarsi al servizio per poter usufruire di tutte le potenzialità. Quindi bisogna cliccare sul menu “Register” per accedere alla schermata di profilazione. Qui la prima sorpresa. Chi possiede un account di Gmail (o altri servizi Google) non viene facilitato. Infatti, pur essendo Feedburner a tutti gli effetti un prodotto Google, il Single Sign On non è stato ancora implementato.

Non mi dilungo sulla schermata di immissione dati, anche perchè senza l’immissione, e la conseguente registrazione, non è possibile accedere alle funzionalità di Feedburner.

Ecco quindi, una volta terminato il processo di immissione dati, che Feedburner ci presenta la maschera di prima accoglienza, pregandoci di inserire subito l’indirizzo del nostro feed da “bruciare”. To burn (letteralmente bruciare) è un modo per enfatizzare il processo di ri-codifica del feed originale.

Provando a tradurre l’invito scritto in rosso e il resto delle indicazioni: “Non ci sono dei feed impostati sul tuo Feedburner. Forza, brucia il tuo feed ora! Inserendolo nel campo sottostante l’indirizzo del tuo feed, ecc.”. Attenzione che, da subito, Feedburner ci mette a disposizione un opzione. “Are you a podcaster?” Sei anche un distributore di audio o video via rete?

Procediamo quindi inserendo una sorgente. Io ho utilizzato il feed della home page di Repubblica.it: http://www.repubblica.it/rss/homepage/rss2.0.xml

Ecco che Feedburner mi ri-processa il feed e mi da la risultante

Notare che due sono gli elementi fondamentali. La corretta validazione del titolo della sorgente (primo indicatore di successo dell’operazione) e la proposta di un estensione personalizzabile. Posso infatti attribuire al nuovo indirizzo l’estensione che segue: http://feeds.feedburner.com/ con un suffisso più parlante. Ad esempio “homerepubblica” per farlo diventare quindi: http://feeds.feedburner.com/homerepubblica

Attenzione, se l’operazione non va a buon fine, il problema sta nella sorgente che si vuol processare che, probabilmente, non è strutturata in modalità ottimale.

Fatto questo non ci resta che attivare (attraverso il bottone “Activate Feed”) il nuovo feed per accedere a tutte le funzionalità.
La nuova videata ci darà la risultante e il successo finale dell’operazione

Siamo ora pronti a cliccare su Next (una buona lettura delle opzioni pubblicizzate non è comunque male) per accedere al pannello di controllo che vedremo nel prossimo articolo.

Category : Articoli

Wixi, il nuovo filesharing?

gio, 4th ottobre, 2007 - Posted by - (1) Comment

Wixi è un nuovo (che novità!) servizio web 2.0.

Wixi è un Media Center On line, dove si possono “uploadare” varie tipologie di media files: musica, filmati, photo etc.
Il desktop si presenta con alcune cartelle preimpostate ma è comunque possibile crearne di nuove, la potenzialità sta nella possibilità di condividere con gruppi di amici alcune cartelle o file. Attualmente prevede tre tipi di account, Free (3gb spazio, file max 100mb, 500mb di streaming al giorno), Premium Plus (5gb spazio, file max 1gb, unlimited streaming), Premium Pro (10gb spazio, file max 2gb, unlimited). Uno dei punti di forza è la sua semplicità di utilizzo, massiccio uso del drag’n'drop e dei visualizzatori/player direttamente on-line. E’ possibile curiosare nelle cartelle pubbliche degli amici oppure effettuare delle ricerche mirate e “aggiungere” file ai propri (praticamente un file sharing senza la necessità di aspettare il download!). Attualmente è in fase closed-beta e quindi la possibilità di accedere è solo su invito, io ne ho ricevuto uno insieme ad un “unlimited storage”, grazie Wixi!
Il desktop:

Il box di ricerca:

Category : Articoli

Beta 3 per Windows Live Writer

lun, 1st ottobre, 2007 - Posted by - (1) Comment

Cross-post da: http://webeconoscenza.blogspot.com/2007/09/beta-3-per-windows-live-writer.html
Il desiderio di poter utilizzare un programma versatile per pubblicare sul blog può accompagnarsi alla necessità di svincolarsi dagli editor (spesso spartani) che le piattaforme di blogging mettono a disposizione.

Chi si trova a gestire diversi blog (personali, didattici, aziendali, ecc.) vorrebbe dotarsi di un client intelligente e versatile. La mia attenzione, sinora, si era tutta concentrata su Qumana.

Il buon Qumana è l’editor che, sinora, ho utilizzato a casa per la mia attività di blogging personale ma, ormai, i blog aziendali e didattici che proliferano in azienda mi costringono ad interessarmi anche di Live Writer, il prodotto beta di Microsoft che, forse, potrebbe integrarsi nelle realtà aziendali che utilizzano l’infrastruttura di servizi della azienda di Redmond (Active Directory, Exchange, Sharepoint, ecc.)

Lo avevo provato nelle prime versioni beta e già mi era sembrato un ottimo approccio.
Ora mi appresto a censirlo perchè, secondo me, Microsoft non lo ha ancora enfatizzato abbastanza e, forse, questo prodotto potrebbe essere un buon veicolo per implementare il corporate blogging.

Google, dicono i rumors, è quasi pronta con la versione Blogger per le aziende quindi, il colosso di Seattle è avvertito.

Windows Live Writer è, effettivamente, un prodotto che si predispone nell’ottica WYSIWYG (What You See Is What You Get) e permette, quindi, un controllo più snello rispetto agli editor on-line.

Oltre alla compatibilità assicurata con le maggiori piattaforme è interessante l’utilizzo con Blogger (piattaforma dove risiede il blog che state leggendo) Infatti, possiamo agevolmente inserire, in locale, le immagini dei nostri articoli sicuri che Windows Live Writer andrà a inserirle nel nostro spazio di Google Picasa. Chissà cosa ne pensa Google di questa invasione di campo?

Inoltre, cominciano ad apparire una serie di plugin (segno che lo sviluppo interessa diverse comunità anche extra Microsoft) e una versione (per me discutibile) portabile su USB.

Sul fronte del Collaborative Writing le funzionalità permettono la condivisione con più account e questo mi interessa anche per la parte corporate. Se ci fosse un motore di work-flow a cui agganciarsi, sarebbe il massimo.

L’installazione non è proprio facile ma il suporto Microsoft si è dimostrato disponibile e, on line, ci sono delle raccomandazioni da seguire alla lettera. E’ una beta, ovviamente!

Category : Articoli