Archive for gennaio, 2008

Twitter 100: Le conversazioni su twitter in un colpo solo

gio, 31st gennaio, 2008 - Posted by - Commenti disabilitati

(crossposted da catepol)

Un modo per seguire con un colpo d’occhio i contatti Twitter ed all’accesso capire cosa si sta dicendo negli ultimi 3 minuti, 10 minuti, 30 minuti. Twitter 100 ci dà questa possibilità (al momento mostra fino a 100 contatti contemporaneamente).

Si accede alla home page, si inserisce il proprio nickname e si clicca su 100:

 

Apparirà, in una sola schermata una pagina contenente gli ultimi 100 twit dei nostri friends come nel’immagine che segue :

Utilissimo per chi ha tanti contatti, soprattutto quando si è assenti dal web per diverse ore e non si vuole perdere neanche un minuto di conversazione su Twitter, oppure per comprendere subito di cosa si sta parlando. (segnalato dai Googlisti via Twitter, ovvio!).

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Guida di Feedburner – Versione 2.0

mar, 29th gennaio, 2008 - Posted by - (4) Comment

Quando ho pubblicato per la prima volta questa guida l’ho fatto con una certa fretta. La mia solita smania di condividere :-)

Per fortuna, oggi, ho trovato il tempo per revisionarla ed aggiungervi il capitolo di Andrea Romagnoli.

Questa versione 2.0 corregge diversi errori ortografici e riformatta un po’ meglio i capitoli.

Spero in altri contributi come quello di Andrea e altre collaborazioni. Intanto, diffondetela dove e come vi pare più opportuno.

Grazie

Cross post da webeconoscenza

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Disqus per commentare i Tumblr

ven, 25th gennaio, 2008 - Posted by - (7) Comment

crossposted da catepol 

Un Tumblr è una piattaforma semplificata (e gratuita) di blogging grazie alla quale tutti possono in pochi minuti mettere su un Tumblelog o miniblog o microblog dove da subito poter scrivere post brevi velocemente e senza particolari conoscenze tecniche. Il Tumblr permette di impaginare automaticamente e ripostare altri post presi da altri siti e blog con un sistema di citazione immediata di link, citazioni di parti di testo, video, foto ecc. E’ un blog ridotto all’osso, non ci sono commenti, trackback ecc. Non c’è al momento la possibilità di creare network se non mediante l’apertura di canali in cui invitare altri. Un Tumblr insomma è un blog ma con tutto semplificato al massimo. Una guida in Inglese per aprire un Tumblr la trovate qui.

Visto il limite intrinseco dei Tumblr sui quali le discussioni non proseguono se non mediante la pratica del re-tumblr sul proprio Tumblr perchè non c’è possibilità di rispondere ai mini-post, ho trovato lo strumento che fa al caso di tutti i tumbleristi che volessero provare a mettere i commenti sul proprio microblog/tumblelog ed aprirli così alla grande conversazione.

Il servizio che offre Disqus è utilissimo per fare del Tumblr un altro strumento di comunicazione 2.0 a nostra disposizione e quindi esplorare l’uso del tool.

Disqus è un un sistema di commenti organizzato in thread strutturati (come in un forum di discussione) applicabile ai Tumblr (che notoriamente non permettono i commenti). Presentato da Scoble tempo fa, Disqus è un sito per la gestione dei commenti per siti che normalmente, non li possiedono. Il servizio è pubblico e gratuito, utilizza le API di Tumblr per inserire i commenti grazie ad un’alleanza tra i due servizi, ed è quindi specializzato per i commenti nei tumbleblog.

Aprire l’account su Disqus è semplicissimo.

Con un paio di passaggi si ottiene il codice da copiare ed incollare nel template del Tumblr e si comincia a tenere traccia delle discussioni che avvengono. Disqus permette di inserire i commenti nel blog/tumblelog o sito che normalmente non li supporta. Inoltre la sua peculiarità è quella di creare un forum indipendente organizzato in thread che seguino i vari post dove i commenti vengono inseriti rendendo quindi le discussioni accessibili in un’altra modalità. Quindi, i commenti si leggono sia direttamente nel tumblr che nel forum che ha una URL propria. Si può rispondere ai commenti e tenerne traccia direttamente dal forum senza entrare nel tumblelog o viceversa. Ad esempio l’indirizzo dei commenti del Catepol 2.0 è http://catepol.disqus.com.

Come inserire i commenti sul tuo tumblr:

1. Crea il tuo account su Disqus.com

2. Seleziona “Create a new Forum” e inserisci i dati (in sostanza la destinazione dei commenti, quindi indirizzo Tumblr ecc.)

3. Seleziona Tumblr per visualizzare i codici da copiare e incollare nel template (i codici sono 2). E’ possibile utilizzare Disqus anche su altre piattafarome di Blogging, come si vede dall’immagine del pannello.


4. Seleziona il primo codice e inseriscilo nel “theme” del Tumblr (Custom HTML) di Tumblr dopo la riga di codice:

Come mostrato dall’immagine che segue, che evidenzia il punto del theme dove inserire il codice.

5. Il secondo codice serve per far apparire in ogni post un link con il numero di commenti del post. Per visualizzare anche questo, prima di

va inserito

6. L’ultimo codice che ci dà Disqus, “Number of Comments Code” e che dobbiamo mettere nel nostro tema va posto prima del tag

7. Salva il tema del Tumblr così modificato e i commenti appariranno sul tuo Tumblr.

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Ezmo social music. Prova su strada!

sab, 19th gennaio, 2008 - Posted by - Commenti disabilitati

Nel panorama dei social network musicali Ezmo è una giovane società di Oslo che sta cercando la sua collocazione in un palcoscenico dove i vari Last.fm, Jango, Jamendo, Mediamaster o Anywhere.fm stanno già scaldando i muscoli da tempo.

Ho avuto alcune notizie più dettagliate su Ezmo in quanto sto trattando per una partecipazione ufficiale al Twittercamp di Aprile che favorirebbe un incontro “social” con la blogosfera italiana da parte di questa giovane azienda.

Il servizio, presentatosi in Italia a Novembre 2007 con il suo dominio IT (www.ezmo.it) è già sbarcato anche negli Stati Uniti e, come servizi analoghi, permette di avere sempre a disposizione la propria collezione di MP3 su web. Ad oggi, secondo i dati ufficiali che mi hanno fornito, dispongono di un numero di utenti superiore a 30.000 di cui quasi 4500 solo in Italia con un volume di brani caricati che supera i 5 milioni.

Tecnicamente il servizio supporta file musicali (.mp3, .wma, .ogg, .m4a, .aac) che possono essere caricati su uno spazio illimitato per essere riascoltati in streaming tramite un browser web e, entro il mese di Gennaio 2008 verrà annunciato il supporto sui alcuni telefonini cellulari.

L’utilizzo di Ezmo è semplicissimo. Subito dopo la registrazione si dovranno caricare i propri files tramite un client dedicato (il Music Uploader) che sarà poi in grado di interfacciarsi direttamente ad iTunes, piuttosto che a Windows Media Player o WinAmp.

Il servizio, come detto, è di condivisione e di socializzazione. Non di distribuzione. Quindi non è possibile scaricare i files degli altri utenti coni quali si è in contatto attraverso il servizio.
Questa modalità, da un punto di vista legale, non deve essere assolutamente confusa con i sistemi di scambio di file in Peer-to-Peer

Ecco il disclaimer integrale:

“Ezmo wish to make a music service which makes it easy for consumers to discover and collect the music they want, but at the same time ensures that the artists get remunerated for their work. We have therefore opened discussions with all the major record labels in order to be able to sell music inside Ezmo. This is very important, as users discover new music on Ezmo and frequently would like to buy it. The idea is to make this a one-click experience, and to make it easy to get the purchased music into the Ezmo account. Seeing that the negotiations with the record labels is a lengthy process, we are also working on implementing intermediate solutions. An example would be one-click links from tracks and albums on Ezmo to purchasing them on Amazon’s mp3 store”.

Detto questo, la cosa che mi ha più stupito è l’accordo con Last.fm che permette lo scrobbing fra Ezmo e Last.fm appunto. Un primo esempio “social” far social network tematici.

Cross post da: webeconoscenza

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Il live blogging da oggi si fa con CoverItLive

dom, 13th gennaio, 2008 - Posted by - (1) Comment

(Postato da catepol per 2puntozeropertutti – via)

CoverItLive e un nuovo servizio per fare blogging di event in tempo reale, cioè quello che siamo soliti chiamare “liveblogging.”

Utilissimo per raccontare eventi, convegni, BarCamp, partite, seminari ecc. Anzichè utilizzare Twitter e/o fare update di un post sul blog, CoverItLive ci offre una soluzione per postare gli aggiornamenti e per non far allontanare i nostri lettori dalla pagina del blog e nemmeno costringerli a fare refresh della pagina di continuo per vedere se abbiamo inserito qualche aggiornamento.

Impostare un CoveritLive account è un’operazione rapida (registrazione immediata al servizio, senza neanche la validazione via e-mail) e soprattutto gratuita. I contenuti dei nostri Liveblog sono ospitati su CoverItLive, ma vengono portati facilmente sul tuo blog mediante un codice HTML da copiare e incollare.

Le funzionalità di pubblicazione includono una finestra di inserimento simile ad un IM, la possibilità di prendere i commenti interessanti dei lettori ed includerli nello stream, live polls/sondaggi ed anche l’opzione di postare immagini e video sia pre caricati che man mano che si prosegue con il Live Blogging. CoverItLive rende disponibili anche delle statistiche molto utili.
Una volta terminato l’evento, CoveritLive converte il live-blogging in un blocco di testo statico che gli utenti potranno allora leggere mediante scrolling. Le immagini e i sondaggi che appariranno come pop-up durante l’evento live che stiamo raccontando, verranno poi inseriti correttamente nella timeline.

E’ possibile inserire nel liveblogging anche audio e presentazioni, oltre che video e immagini.

Il servizio è free e non presenta pubblicità.

Ecco come si presenta la finestra di liveblogging stile IM:

Ecco invece il live blogging di prova embedded in questo post:

Questo invece un esempio di inserimento sondaggi durante il live blogging:

Le potenzialità di CoverItLive sono veramente enormi!

Raccontare in tempo reale eventi, convegni, BarCamp, partite, seminari ecc. in maniera ancora più rapida che con Twitter e anzichè fare update di un post sul blog diventa semplicissimo. CoverItLive è la soluzione da utilizzare per postare gli aggiornamenti stile chat, come se si utilizzasse un Istant Messenger potenziato con la possibilità di inserimento di audio, immagini, video. Ai nostri lettori segnaleremo il liveblogging che potrà essere seguito dalla pagina del blog sulla quanle non dovranno nemmeno fare refresh della pagina per seguire gli aggiornamenti. E’ possibile segnalare via mail direttamente da CoverItLive l’evento che stiamo racocntando in diretta e invitare i partecipanti.

Sono presenti degli ottimi e semplici video tutorial che spiegano come utilizzare al meglio questo strumento, disponibili una volta aperto l’account.

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Provato Marsedit

dom, 13th gennaio, 2008 - Posted by - Commenti disabilitati

Abbiamo provato Mars edit, un comodo blog-editor per Mac che, finora, sembra il miglior competitor a Live Writer: il miglior editor su piattaforma Windows.

1.png

L’oggetto provato è davvero duttile anche se, oggettivamente, è più adatto ai puristi del codice che ai fan del Wysiwyg.

Perfettamente integrato con l’interfaccia di Leopard, gestisce tutte le piattaforme di blogging e si integra, per la parte multimediale, con Flickr.

Istantanea 2008-01-13 20-25-20.png

Permette di salvare le bozze in locale e di avere un anteprima degli articoli davvero efficace.
Manca, purtroppo, l’integrazione con Youtybe, servizio che Microsoft Live Writer gestisce benissimo.

Resta però un fatto. E’ l’unico prodotto che ci ha permesso di lavorare bene con la piattaforma Blogger di Google. Cosa che Qumana ancora non riesce a fare.

Prima di acquistarlo, forse, è preferibile aspettare almeno l’inserimento di un editor grafico, come pwraltro già annunciato dai produttori.

Cross post da: http://webeconoscenza.blogspot.com/2008/01/ho-provato-marsedit.html

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Twitter Karma

dom, 6th gennaio, 2008 - Posted by - (2) Comment

Twitter Karma per Twitter è un servizio utile per chi ha molti followers e segue a sua volta molti contatti perchè l’interfaccia web di Twitter non rende semplice la visualizzazione e la gestione di Followers e Following.

Twitter Karma
è altro un’applicazione flash che raccoglie in un unica pagina graficamente pulita e usabile i dati relativi al proprio account twitter e tutta la lista dei contatti. Si accede alla home di Twitter Karma, si clicca su Whack! Ci viene chiesto username e password di Twitter perchè possano essere interrogate le API. ottimo da integrare a TweeterBoard per avere il quadro relazionale della propria rete sociale su Twitter.

La lista che contiene diversi tipi di informazione può essere finalmente ordinata in base a diversi criteri (cosa che l’interfaccia web di Twitter neanche si sogna) tipo in base all’ultimo update o in ordine alfabetico. E’ inoltre possibile utilizzare filtri per la visualizzazione
1) dei soli nostri followers
2) dei soli utenti che seguiamo eliminando dalla schermata chi non ci segue,
3) solo quelli che seguiamo e che ci ricambiano, quindi quelli con cui realmente conversiamo (You Follow Them/ They Follow You)


4) gli utenti che non ci seguono e non ricambiano anche se da noi vengono seguiti (You Follow Them)

5) Gli utenti che ci seguono ma noi non ricambiamo (They Follow You)

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Twitter – Una Guida for principianti e non

dom, 6th gennaio, 2008 - Posted by - (2) Comment

(crossposted da catepol)

Prendo spunto da questo post di Dan York segnalato proprio via Twitter da GG, per tirarne fuori alcune considerazioni utili sui vari usi di Twitter. Non è una traduzione del post nè un adattamento. Anche perchè prima riprendo questo post di Yourdonreport e lo utilizzo per tirarne fuori una sorta di guida all’uso, una spiegazione utile per il vasto mondo dei non Twitters. Post lungo. Mettetevi comodi.

NB Altri post correlati a Twitter li trovate qui.

 

Su Twitter si contano circa 700000 utenti al mondo.

La cosa principale da ricordare è che ogni Twitterer sceglie personalmente il network di persone che vuole “followare”. Al contempo tutti e 700000 utenti di Twitter potrebbero decidere di seguire un utente, indipendentemente dal fatto che l’utente abbia o meno deciso di seguire a sua volta. Perciò ogni utente su Twitter ha il suo network personale di followers, e contemporaneamente un altro network di persone (potenzialmente identico come nel mio caso, ma anche no come nel caso di chi decide di seguire solo pochi e selezionati contatti) che si seguono personalmente.

In sintesi sicuramente il mio network su Twitter, a prescindere dal numero di utenti, è diverso dal tuo anche se ci troviamo diversi contatti in comune e diverse conversazioni a cui partecipiamo entrambi. (foto di matthewmcinerney)

Il termine “network” è perciò troppo formale, troppo astratto e troppo impersonale perchè su Twitter il discorso si fa più complesso. Basta guardare ai numeri associati ad ogni persona in termini di following e followers sulla home page di Twitter per averne idea. Alcune persone appaiono incredibilmente sole o isolate, con un paio di followers o tre, massimo una decina. Ma magari è una loro scelta. Si trovano meglio a Twittare con pochi intimi (anche se sotto i dieci direi che è il caso di utilizzare i normali Instant messenger no?) Chiamiamoli “loners,” e chiediamoci perchè utilizzano Twitter ianzichè un altro strumento? Oppure chiamiamoli “unpopular” — magari stanno bene così. Magari sono utenti che hanno aperto l’account e poi non lo usano, che non hanno compreso come fare o che semplicemente non attirano altri contatti.

La maggior parte dei Twitterers si colloca tra i 10 e i 100 followers(ok ok io non sono normale con 700, lo so, ma è una mia scelta e ho il mio metodo per gestire il flusso). Potremmo chiamare i nostri followers come le nostre “troops/truppe”… perchè gli utenti “social” come me hanno praticamente un piccolo esercito relazionale di followers. Diciamola però tutta: in Italia io, stefigno, pandemia e pochi altri abbiamo le truppe più grosse al seguito su twitter, ma siamo comunque formichine in confronto a Robert Scoble (TwitterID Scobleizer) che ha circa 6,890 followers — e segue allo stesos tempo 6,951 altri Twitterers. Però ad esempio il numero due su Twitter, Justine (Twitter ID “ijustine”) ha 6,712 followers, ma si limita a seguire solo 617 altre persone. (foto di ijustine)

 

In Twitterland, la “new person” che ci segue ci viene segnalata (meno male, altrimenti era impossibile davvero averne traccia) via email con un messaggio del genere che contiene il link dove andare a cliccare il “follow”:

 

 

Osservando il comportamento degli altri Twitterers per tirarne fuori una sorta di consuetudine e di buona pratica non scritta, ma condivisa, ecco cosa fare quando aggiungiamo o veniamo aggiunti da altri utenti. Una sorta di galateo condiviso anche se non scritto da nessuno:

 

  1. Controllare la Twitter page del nostro nuovo follower e leggere cosa ci dice di lui/lei per capire chi possa essere il contatto (eventualmente se presente un link, andare a fare una capatina sul suo blog) e quindi avere subito idea se ricambiare o meno il “follow”.
  2. Restituire la cortesia cliccando su “follow”. Dopo tutto che c’è di male, se lui/lei ti stanno seguendo, ti hanno scelto come persona che vale la pena seguire, nell’ottica della conversazione bidirezionale, dovresti seguirlo a tua volta.
  3. Visitare la pagina web o il blog del tuo nuovo follower, se c’è, per saperne di più su di lui/lei e magari scoprire cose nuove ed interessanti che non pensavi di trovare (si chiama serendipity in termini tecnici ed è una cosa straordinaria).
  4. Postare un “welcome” tweet con un messaggio tipo “Saluto il mio nuovo follower @zzz …” Questo sarà anche utile per suscitare curiosità in altri tuoi follower che andranno ad aggiungere il tuo nuovo contatto facendolo sentire parte di una allegra combriccola che non rimane chiusa in se stessa. Insomma la conversazione così si allarga.

Se qualcuno monopolizza la conversazione su Twitter, non è un problema: infatti se il nuovo follower comincia a bombardarti di tweets che non ti interessano o ti infastidiscono — per un qualunque motivo — tutto ciò che dovrai fare è “un-follow” ; il bello è che neanche lo saprà che tu non lo segui più a volte, a meno che non sta lì a controllare. Se veramente un utente ti annoia, puoi anche “block” bloccare i suoi messaggi completamente.

 

Il “Blocking” a volte può essere importante, anche perchè la maggior parte dei nostri tweets sono diffusi ed inviati a tutta la lista dei nostri followers, ed è da tenere presente che sono due modalità principali di “personalizzazione” della propria comunicazione verso gli altri utenti (che è del tipo uno a molti quando si Twitta qualcosa).

La forma più utilizzata è “@zzz blah blah blah,” che è una sorta di risposta “pubblica” ad un tweet precedente dell’utente @zzz. E’ però possibile inviare un “direct message” tweet ad un altro Twitterer, e questo messaggio è privato e diretto esclusivamente all’altro utente. Ecco, un utente che ci bombarda di messaggi diretti è forse peggiore di quello che utilizza la pubblica timeline, perchè invade realmente uno spazio privato. La timeline pubblica invece, è pubblica per cui sta solo a me decidere se seguire o non seguire un utente. Certo se è un utente che produce un grande traffico e conversa molto, parte della conversazione che intercorre sarà letta nei twits degli altri utenti che seguiamo, se comuni con l’utente che abbiamo deciso di non seguire. La difesa più ovvia in questa situazione è quella di bloccare questo utente. ma non possiamo certo impedire ad altri di seguirlo per non cenerare conversazioni di ritorno. Dobbiamo però anche dire che questo accade raramente, perchè sicuramente si può chiedere all’altro utente di darsi una calmata con una buona possibilità di essere esauditi (dopotutto si sta conversando no?).

(foto di 10e)

 

Qui di seguito alcune raccomandazioni e consigli da tenere in mente nel caso decidessi di diventare un Twitterer:

 

  1. Puoi linkare Twitter a Facebook, in modo che ogni Twitter post diventi su Facebook il tuo “status update.” Se sei già un utente Facebook, puoi anche utilizzare l’applicazione Facebook chiamata Twittersync.
  2. Puoi linkare Twitter al tuo blog, e su alcune piattaforme tipo WordPress, ogni nuovo post genererà anche automaticamente (con il plugin adatto) un tweet con link su Twitter oppure utilizzare TwitterFeed.
  3. Impara ad utilizzare i TinyURL, cioè come abbreviare URL lunghe in modo da linkare nei 140 caratteri di Twitter anche le URL più lunghe e complesse.
  4. Organizzati con i vari device (notebook, telefonino, palmare, Blackbarry, iPod Touch ecc.) in modo da poter avere sempre accesso a Twitter e poter twittare quello che ti accade e quello che stai facendo dovunque ti trovi e da qualunque piattaforma. Grazie alla apertura delle API praticamente puoi usare Twitter su tutto. Certo è sempre possibile utilizzare Twitter direttamente dalla sua Home Page, ma è sicuramente consigliato utilizzare i vari client desktop, meno invasivi e più gestibili come i vari Twitterific, Snitter, Twhirl, e molti altri. Peccato che in Italia non sia possibile ricevere gli aggiornamenti via SMS.
  5. Presta sufficiente attenzione al flusso della messaggistica e delle conversazioni tra gli utenti che segui e quelli che ti seguono in modo da comprendere il giusto equilibrio da tenere tra i messaggi strettamente personali (che possono andare in DM) e i messaggi correlati al tuo business ed al tuo interesse (quindi le varie segnalazioni, risorse ecc.), i messaggi casuali da quelli informativi. L’osservazione delle dinamiche e delle conversazioni tra utenti su Twitter dà il giusto senso di come partecipare al flusso continuo di comunicazione e soprattutto di come trarne i maggiori benefici in termini di conversazioni e conoscenze informali distribuite da tali conversazioni. Twitter o si ama o si odia. Ricorda anche questo.

Vediamo in che modo può essere utilizzato Twitter.

1. Twitter come Risorsa per le News

 

Twitter è ottimo per venire a conoscenza di eventi, nuovi servizi e nuovi siti e notizie dal mondo in tempo reale man mano che vengono postati dagli utenti nel flusso. Molte delle persone che seguiamo su Twitter sonu utenti che conosciamo e per cui il senso percepito del “know and trust”, della fiducia è molto alto, per cui ci fidiamo e andiamo a leggere le notizie e le segnalazioni che essi inviano. Molte di queste persone sono esperte in vari campi e amano condividere le loro informazioni e i link a varie risorse di interesse su argomenti e tematiche specifiche.

 

Capita di non leggere i feed RSS in alcuni giorni di particolare impegno, ma le informazioni principali e più rilevanti sono sicuramente passate attraverso il Twitterstream. Per cui sarà facile leggerle immediamente anche senza aprire il nostro feed reader di fiducia.

 

2. Twitter come Knowledge Network

 

Twitter è un “knowledge network”. Un “network” di persone a cui si possono fare domande e porre questioni con immediatezza e – con la stessa rapidità – ottenere le risposte e l’aiuto che stavamo cercando. A volte sono questioni fondamentali, magari tecniche, oppure son questioni esistenziali, simpatiche, di puro cazzeggio. In tutti i casi otteniamo delle risposte rapidissime dagli altri utenti. Quando si seguono tante persone questa dinamica ha un valore incommensurabile di utilit e praticità. La cosa sorprendente è che c’è tanta gente che risponde gratuitamente perchè ha voglia di farlo, che aiuta, che sostiene, che suggerisce.

E’ un atteggiamento di relazione che appartiene anche me e che mi piace veramente tanto. Quando so qualcosa e posso essere utile partecipo subito con i miei twits. Quando ho bisogno di qualcosa c’è sempre qualcuno che mi risponde alla velocità della luce. Se non è conoscenza condivisa questa?

 

3. Twitter come un Virtual Water Cooler (per gli italiani non il boccione dell’acqua ma la macchinetta del caffè)

 

Se lavori in un ufficio, entrambi i casi #1 e #2 si verificano con meno velocità. Sono sicura che la mattina in cui l’ufficio allargato dei Twitter mondiali si è passato di Twit in Twit piuttosto che di postazione in postazione la notizia dell’assassinio di Benazir Bhutto, forse i colleghi si sono meravigliati “Come lo sai? Chi te l’ha detto?”. Così come è più facile avere risposta rapida alla domanda “Hey, quale editor grafico per il Mac?” via Twitter che dal collega che lavora alla scrivania di fronte.

 

Il grosso delle conversasioni negli uffici è risaputo passa dal ritrovarsi davanti alla macchinetta del caffè (gli americani davanti al boccione dell’acqua), i fumatori negli spazi loro dedicati, camminando nei corridoi, andando in bagno, al bar o in mensa per la pausa pranzo ecc. Incontri e conversazioni a volte casuali con persone da cui apprendiamo diverse informazioni che riguardano le loro vite. Ed è dalle piccole cose che riguardano la loro vita, che sappiamo tante cose dei nostri amici e colleghi, le loro passioni, le loro preoccupazioni. Ma anche siamo esposti a nuovi argomenti e nuove idee che scaturiscono da queste conversazioni, informazioni che non avremmo mai potuto conoscere diversamente. Conosciamo quindi giorno dopo giorno le persone che stanno a contatto con noi in questo modo.

 

Ecco con Twitter è la stessa cosa: interazioni sociali che partono da piccole cose, notizie condivise, segnalazioni, stati d’animo racchiusi in 140 caratteri. Conversazioni digitali mediante le quali apprendiamo cosa stanno facendo gli altri utenti da quello che scrivono nei loro twits. Ricordo che siamo noi a decidere chi seguire e chi non seguire. Perciò l’overload di informazioni possiamo tranquillamente regolarlo e quindi seguire esattamente le vite di chi vogliamo senza essere inondati di informazioni.

Anche perchè interessarsi alle persone richiede impegno personale e sociale.

 

4. Twitter per aggiornare gli amici

 

Molti tra gli utenti che seguo sono amici “friends” reali e Twitter allora diventa un modo rapido e veloce di tenersi in contatto e di sapere cosa stanno facendo. Anche di chattare pubblicamente nei momenti più rilassati. Perchè no? Certo potremmo leggere i loro blog e vedere le nuove foto postate su Flickr. Ma Twitter è il tool dell’immediatezza, del real time, del qui e ora, dell’hic et nunc.

 

5. Twitter come Travelogue

 

Oggi se siamo in viaggio lo raccontiamo con Twitter. Se il treno è in ritardo, se in aeroporto incontriamo tipi strani, se c’è neve sulla Salerno Reggio lo scriviamo anche con un SMS o dal Blackberry… Perchè? Perchè è semplice, è facile, perchè ci va.
E ciò che accade è abbastanza utile ed interessante. Si combinano viaggi, si riescono ad incontrare persone in stazione, si recuperano passaggi in caso di necessità (Giovy tu ne sai qualcosa vero?). Si scopre chi va allo stesso seminario o allo stesso BarCamp, si danno consigli sui posti dove andare a mangiare, si condividono anche le imprecazioni nel caso di voli cancellati e treni soppressi.

La portata di questo utilizzo è vastissima.

 

6. Twitter per seguire Conferenze

 

Twitter è validissimo per seguire i racconti in tempo reale dei partecipanti a convegni, conferenze, eventi, BarCamp a cui fisicamente non partecipiamo. Praticamente se va bene si riesce a seguire in real time come se si fosse là. Se va male, comunque si sapranno tante cose dalla percezione diretta dei partecipanti e da quello che condividono.

(foto di Microblogging)

 

7. Twitter come PR/marketing Tool

 

Twitter è spesso utilizzato (da me in primis) come strumento che porta traffico sul blog quando scrivo un post. Certo, non bisogna twittare ogni post che scriviamo ma magari solo quelli che possono interessare chi ci segue su Twitter. E’ il caso di Twittare però i post dove ci piacerebbe che gli altri lasciassero un commento alla discussione che si intavola, o i post che possano essere d’aiuto ad altre persone per qualunque motivo.

 

8. Twitter come Learning Tool

 

Io uso tantissimo Twitter per imparare nuove cose, per saperne di più di argomenti che magari non sono il mio forte, per approfittare del capitale di conoscenza che le altre persone vogliono codividere coi loro followers e quindi con me se sono anche io tra essi. Anche dai twits in maniera random degli altri utenti si possono apprendere nuove aree di conoscenza e di sapere informazioni che non pensavamo ci potessero interessare. Twitter amplifica le nostre conoscenze per il gusto di imparare nuove cose, anche in serendipity. Essere esposti a quello che gli altri conoscono e noi non conosciamo è sempre arricchente, anche se al flusso di informazioni veicolate attraverso i twits diamo poca importanza o poco tempo.

 

9. Twitter come Fun, Divertimento in compagnia

 

Si, divertimento. Chiacchiere, battute scambiate, momenti di relax. Ma c’è chi non comprende che Twitter è anche questo. Vabbè prima o poi collasseranno, visto che non sono l’unica a pensarla così. Rilassatevi, take it easy, anche Twitter. Cazzeggiate e condividete. Sorridete. E anche la vita vi sorriderà.

 

10. Twitter come Lezione Quotidiana di Umiltà (e Brevità)

 

Scrivere in 140 caratteri quello che deve poter interessare il tuo lettore richiede brevità e capacità di sintesi. La sfida è proprio quella: incuriosire, intrigare, coinvolgere i lettori, i followers in quello che stiamo facendo. fari ridere, farli riflettere, farli arrabbiare…Andare al nocciolo delle cose, al cuore della comunicazione e della rapidità. Stare nel flusso e con il flusso scorrere.
Twitter, con il suo limite dei 140 caratteri (che diminuiscono quando si inserisce una URL) funziona proprio in questa direzione. Non è il caso di dividere un periodo su più twits. In questo caso è meglio scrivere direttamente il post sul tuo blog no?

 

Altri usi di Twitter

 

E “Twitter come Conversazione continua” dove lo lasciamo? E’ scontato! Twitter è la conversazione continua! Twitter è il neverending present continous! Se avete letto tutto e vi ho convito (oltre che spiegato) ad utilizzare twitter, aggiungetemi subito!

(foto di Mark Jaquith)

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Internet TV

gio, 3rd gennaio, 2008 - Posted by - Commenti disabilitati

Ultimamente sento molto parlare della tv su Internet. Ancora più spesso leggo articoli che confondono, non poco:

  • IP-TV
  • WEB-TV
  • NET-TV

Vorrei provare ad andare con ordine e utilizzando, a supporto, un po wikipedia per provare a capirci meglio. Daltronde anche, per chi scrive, questi sono argomenti abbastanza di nicchia. Ma questo blog dedicato alla conoscenza non può esimersi da un analisi sul fenomeno :-)

L’IP-TV è una tecnologia. Permette di trasportare video e audio tramite il protocollo internet. In questo caso è il carrier (l’azienda di telecomunicazioni che spesso fa anche da Internet Service Provider) che lo gestisce e lo propone come un servizio ai suoi utenti. Quasi sempre a pagamento.
Il miglior campo di applicazione, per ora, è il video on demand. Per esempio Fastweb o Tiscali.
Con questa soluzione i programmi si guardano sulla TV non sul Web!
Sarà un apparato che, analogamente a quelli usati per la tv digitale, ci permetterà di collegare la nostra televisione alla rete IP e di usufruire dei servizi. Verremo dotati quindi di telecomando e di software per poter, talvolta, interagire con i servizi che lo permettono.
Nulla di diverso da Sky, per capirci. Cambia il canale di trasmissione.

La WEB-TV è un servizio. Esso permette di vedere i canali televisivi (analogici o satellitari) attraverso il computer connesso a Internet a larga banda. Quindi, in questo caso, si tratta di particolari accorgimenti (quasi sempre software) che permettono di gestire questi servizi.
La web-tv è comodissima quando si vogliono seguire canali stranieri che, ovviamente, non sono raggiungibili via etere.
Alcuni esempi: Coolstreaming, LiveTV, Channelchooser
La qualità, è generalmente scarsa, ma gli algoritmi di compressione promettono miracoli.

Per la Net-TV vi rimando all’articolo di Tessarolo.
E’ quella che, al momento, è forse più indietro dal punto di vista culturale. Non è facile predisporsi a fare TV o convergere i flussi di informazione anche verso paradigmi di audio e videostreaming che alle masse sono sconosciuti.
Insomma se è vero che la Tv generalista, e convenzionale, perde pubblico a favore del web, allora facciamoci pure un pensierino alla tv sociale.
Questo aspetto, secondo me molto interessante, permetterà a quasi tutti di diventare dei broadcaster personali o sociali ed è una prospettiva stimolante per la YouTube generation che non si accontenta più di appendere video in bacheca ma, forse, vorrebbe diventare regista, attore, produttore e chissà cosa in un futuro nemmeno molto lontano.
Ovviamente tutto ciò sarà più evidente con l’apertura del rubinetto da parte dei carrier. Ad oggi con le velocità “tappate” anche nell’adsl è un po dura rivolgersi a palcoscenici vasti. Ma forse è questo il bello. Pochi ma buoni. Reti di produttori e di fruitori legate da un “appartenenza sociale”.
Provate Mogulus o Ustream per farvi le ossa.

Previsioni per il 2008? Aumento dell’interesse per tutte queste metodologie. Aumento degli investimenti e, speriamo, maggior presenza della Pubblica Amministrazione.
Alla fine questa erosione di pubblico convincerà anche i grossi player a rivedere i loro modelli di busines. E’ inevitabile.

Cross post da: webeconoscenza

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