Archive for gennaio, 2009

Meemi: nuova versione e novità

mer, 28th gennaio, 2009 - Posted by - Commenti disabilitati

img

Breaking news, ecco le ultime novità in casa Meemi.

Non sai cos’è Meemi? ISCRIVITI ORA!!! è gratis!! (io ve ne ho parlato diverse volte di Meemi)

Vediamo le novità:
* Risposte veloci
Ora è possibile rispondere ad un meme velocemente con un semplice meme testuale

* Mobile
Nuova versione mobile con una nuova grafica, semplice e veloce – http://meemi.com/m/

* Preferiti
Chi ha il tuo meme tra i suoi preferiti?

* Condividi con una mail
Ora puoi condividere i tuoi testi e le tue foto con una semplice mail, scrivi nell’oggetto il tuo meme, allega una foto ed invia il tutto al tuo indirizzo mail personale su Meemi.com. Per settare/conoscere il tuo indirizzo personale: Impostazioni -> Notifiche & Posting

* Emoticons
Finalmente sono approdate su Meemi anche le emoticons per esprimere il proprio stato d’animo. Suggerisci nuove emoticons a emoticons@meemi.com – http://meemi.com/p/help#emotic…

* Comandi veloci
In un meme testuale puoi inserire alcuni semplici comandi veloci:

- per impostare la località da cui scrivi: @loc nuova località
– per inviare un meme privato: ##screenname meme da inviare
– per settare un canale: #chan meme da inviare

* Nuova home e maggiore velocità
Ridisegnata totalmente la home ed incrementata la velocità

* No Ads
Abbiamo deciso di eliminare totalmente gli Ads presenti su Meemi, in modo da non disturbare gli utenti con spazi occupati inutilmente.

Category : Articoli

VRM in Italia.

gio, 22nd gennaio, 2009 - Posted by - Commenti disabilitati

Il VRM, Vendor Relationship Management, intende ribaltare la logica che sta dietro al CRM: i clienti, cioè le persone, cioè noi, non sono più dati da inserire nei database delle aziende, ma attori consapevoli che gestiscono i propri fornitori, cioè le aziende.

Martedi prossimo a Milano si terrà la prima riunione per costituire una sezione italiana del progetto.

Chi è interessato a partecipare si può iscrivere direttamente sul wiki

Category : 2puntozeropertutti

Come cominciare ad utilizzare Friendfeed

mer, 21st gennaio, 2009 - Posted by - Commenti disabilitati

(crosspost di catepol)

I blogger, prima pazzi per Twitter, ci hanno messo veramente poco a diventare ora anche FriendFeed addicts.

Ovviamente mi trovate qui: http://friendfeed.com/catepol con la solita combriccola scalmanata di chattoni della blogosfera da contorno in mirabolanti discussioni…

Ora la gestione di due servizi potrebbe essere problematica, perchè non si sa più chi seguire e sopratuttto dove. Friendfeed sta diventando il luogo delle conversazioni e del cazzeggio, oltre che della condivisione del lifestream.

Suzukimaruti ha invitato tutti, qualche tempo fa, a provare FriendFeed spiegando che è un ottimo strumento per fare tante cose quali

1. aggregare i nostri contenuti di tutti i tipi in un unico luogo, in un unico flusso

2. conversare commentando contenuti propri o altrui, mantenendo le conversazioni correlate al thread

3. migliorare e/o filtrare le conversazioni utilizzando oltre che i commenti, il tastino like (oppure l’hide/nascondi per nascondere quelle che non ci interessano)

4. allargare la cerchia di amici che gravitano intorno ai nostri contenuti diffusi in rete (anche perchè il meccanismo degli “amici degli amici” ti permette di leggere e commentare anche chi non stai seguendo e quindi scoprire altre persone interessanti.

Akille ci spiega che molto del cazzeggio che prima avveniva nei commenti del blog ora avviene tutto su FriendFeed . Cosa che ha detto da subito anche Gigi Cogo.

In sostanza FriendFeed non fa altro che AGGREGARE quello che gli diciamo di aggregare: il blog, twitter, flickr, l’account facebook, youtube, lastfm, tumblr, lo status gtalk, qualunque feed e chi più ne ha più ne metta ecc. ecc. in una paginetta che si aggiorna con i nostri aggiornamenti ovunque li aggiorniamo (scusate il gioco di parole). Su FriendFeed possiamo anche, direttamente, postare foto, link, minipost.

Per ogni amico che decidiamo di seguire avremo la rispettiva paginetta dell’amico che si auto-aggiorna, a sua volta, con tutti i post, i commenti, le foto e i video preferiti, ecc. ecc. sia di questi amici che degli amici degli amici. Insomma, per capirci un gran feedreader molto più potente che ingloba tutto. Il tutto, entry per entry, commentabile da chiunque.

Vi spiegavo qualche post fa come utilizzare le nuove funzionalità di “repost su Twitter” che Friendfeed ha messo a disposizione, come regolare i propri flussi comunicativi da una parte all’altra (considerando anche Facebook) senza rischiare di andare in loop e di ammorbare ovunque i nostri contatti, e vi spiegavo inoltre come sincronizzare i contatti tra Twitter e Friendfeed.

Ora vi scrivo qualche altro consiglio utile (via) per utilizzare al meglio Friendfeed, sempre considerato integrato all’imprescindibile Twitter (che rimane lo strumento di microblog per eccellenza IMHO).

FriendFeed ha appena lanciato la nuova funzione che ti permette di  “find your Twitter friends” [FriendFeed link]: scoprire tra i contatti Twitter chi ha anche l’account Friendfeed in modo da fare un rapidissimo e cumulativo subscribe ai loro feeds. La trovate sotto Friends.

image  

E’ possibile fare il reply anche su Twitter dei commenti postati ad una entry Twitter di Friendfeed, semplicemente selezionando l’opzione, come mostrato nell’immagine:

image  

 

Conviene non utilizzarla sempre. Se la conversazione è cominciata su Twitter, però conviene che, commentando da Friendfeed, dove resta in forma di thread, arrivi anche il reply su Twitter, se il commento è inferiore ai 140 caratteri e soprattutto se può servire anche per chi ci segue solo su Twitter (ancora tanti) di che si parla.

Conviene anche, ripeto, valutare bene cosa deve essere postato ANCHE su Twitter, da Friendfeed e cosa no. Anche perchè Twitter non è Friendfeed e su Twitter la mitica funzione di hide non c’è. E siccome su Twitter ci deve essere SEMPRE la persona che conversa e non deve essere un account spara feed, io consiglio di limitare allo stretto indispensabile il re-post su twitter. Io reposto solo gli shared da google reader e delicious alla fine. Perchè ritengo che i post che mi segno possano interessare anche i miei lettori.

Pronta a cambiare il tiro anche di questo se a qualcuno dà fastidio.

image  

 

Consiglio Friend Deck che un po’ fa quello che  Tweetdeck fa per Twitter: in pratica una web-based application che mostra visualizazioni multiple per Friendfeed, contemporaneamente.

image  

 

Puoi usare http://www.ffholic.com/ per un’esperienza diversa di Friendfeed e da telefonino consiglio fftogo.

Ancora, se usi Greasmonkey ti fornisco un paio di script utili:

Category : Articoli

IMO.IM si rinnova

mer, 21st gennaio, 2009 - Posted by - Commenti disabilitati

Buone notizie per gli utenti del messanger web imo.im!

image

Il team di sviluppo ha rilasciato un nuovo set di funzionalità che permettono, fra le altre cose di:

  • spostare gli amici preferiti al gruppo di "favoriti"
  • caricare una foto personale / visualizzare le icone dei amici
  • ricercare per gli amici on-line e anche non in linea
  • cambiare come appare il nome di un contatto nella lista dei contatti
  • spostare gli amici tra i gruppi diferenti
  • bloccare e sbloccare gli amici
  • mettere il nome come invisibile
  • parlare con chiunque con il chat vocale

Considerato, inoltre, che la localizzazione in lingua italiana è ormai completata (97%) e che le nuove funzionalità descritte, sommate alle consolidate performance di client multi service rendono di fatto questo servizio web-based il più completo per soluzioni di IM client less, non resta che adottarlo e tenere a mente la url per tutte quelle situazioni nelle quali vi trovate sprovvisti del computer personale.

Category : Articoli

Social networking in azienda

mar, 20th gennaio, 2009 - Posted by - Commenti disabilitati

Immagino sia abbastanza ovvio pensare a concetti come Corporate Social Networking (Reti sociali aziendali?) o Enterprise Social Networking (Reti sociali per gli ambienti di business?) o Enterprise Social Software (Software sociale per le aziende?) o ancora “Enterprise 2.0”, come a delle dinamiche, delle filosofie. Meglio ancora a degli “approcci”!

Però, diciamoci la verità: quanti manager riescono a capire cosa di cosa stiamo parlando?

Certo, il mercato dell’ICT è in pieno fermento e se l’anno 2008 è stato conclamato come quello dell’affermazione della Unified Communication, quello del 2009 (leggendo diversi blog tecnici americani) dovrebbe essere l’anno dell’Enterprise 2.0. Ibm, Sun, Microsoft, Bea, Oracle, e molti altri si stanno muovendo in questa direzione. Sembra che, nonostante la crisi economica, ci sia mercato.

Allora veniamo agli strumenti. Forse, elencando una serie di strumenti che potrebbero essere amalgamati e orchestrati, i manager potrebbero contestualizzare meglio questo paradigma. Provo a fare un elenco, aiutandomi con alcuni concetti mutuati direttamente da un indagine dell’Osservatorio del Politecnico di Milano a cui sto partecipando:

  1. Self provisioning: Sistema di approvvigionamento autonomo delle risorse aziendali. L’utente compila il proprio profilo on-line e chiede accesso alle diverse risorse aziendali;
  2. Blog personale: blog tenuto dalla singola persona che pubblica contenuti relativi alla propria attività lavorativa, progetti, esperienze e approfondimenti su alcune tematiche;
  3. Corporate blogging: possono essere di due tipi. Un blog interno all’azienda per veicolare informazioni di carattere istituzionale verso i dipendenti e ottenere feedback o promuovere discussioni. Un blog esterno pubblico per creare un canale di comunicazione diretto verso i clienti: di solito è utilizzato per annunciare nuovi prodotti o servizi, chiarire politiche aziendali e rispondere a particolari critiche;
  4. Wiki: sito web che permette ad ogni utente di aggiungere contenuti, come in un forum, ma anche di modificare i contenuti esistenti inseriti da altri utenti. L’esempio più noto sul web è Wikipedia;
  5. Videoconferencing e application sharing: possibilità di condividere audio e video in modalità sincrona condividendo le applicazioni su cui si sta lavorando;
  6. People search: sistema di indicizzazione e di ricerca basato sulla filiera organizzativa e quindi sulla filosofia del Directory, che permette di popolare i profili anche con campi non convenzionali, utili per aggregare skill, passioni, visioni, studi, ricerche;
  7. Social tagging/Folksonomie: categorizzazione collaborativa di contenuti e documenti mediante l’utilizzo di parole chiave scelte liberamente;
  8. Social Bookmarking: servizio di condivisione di segnalibri (bookmark) creati dagli stessi utenti per categorizzare pagine web e siti internet, tramite l’utilizzo di etichette (tag). In ambito web un esempio è delicious.com;
  9. RSS (Really Simple Syndication): uno dei più popolari formati per la distribuzione ed esportazione di contenuti Web. Gli aggregatori di feed RSS che permettono all’utente di scegliere le fonti informative da cui ricevere gli aggiornamenti;
  10. Podcasting: sistema che permette di scaricare in modo automatico documenti (generalmente audio o video) chiamati podcast, utilizzando un programma ("client") chiamato aggregatore o feed reader;
  11. Mercatino: ambiente di aste on-line (eBay interno) dove i dipendenti dell’azienda possono scambiarsi qualsiasi oggetto anche personale;
  12. Mash-up: un’ applicazione web ibrida che combina strumenti e dati da una o più sorgenti online sia dentro che fuori l’azienda;
  13. Personal aggegator: tipica dashboard web che permettono di personalizzare una homepage selezionando i contenuti desiderati da diverse fonti web interne ed esterne, incorporando anche applicazioni (tipicamente widget o business mas-up);
  14. Team aggregator: come sopra ma con l’idea di associarlo al workspace del team di progetto. E’ tipicamente l’aggregatore dei business-mashup del team, ovvero le applicazioni web 2.0 condivise dal gruppo di lavoro;
  15. P2P: ambienti di condivisione totale e disintermediata di qualsiasi risorsa utile ai progetti dell’azienda;
  16. Alerting: Sistemi di avviso on-demand basati sulla sottoscrizione volontaria. Permettono di ricevere un email quando viene aggiunto un contenuto, modificato un contenuto, ecc.
  17. Mondi virtuali: ambienti virtuali tridimensionali in cui gli utenti interagiscono attraverso avatar (come ad esempio Second life in ambito web);
  18. Social voting/ranking: classificazione dei contenuti e delle informazioni in base ad una valutazione da parte degli utenti;
  19. Prediction market: mercati virtuali in cui i partecipanti scommettono sull’accadimento di un certo evento. Secondo il principio dell’intelligenza collettiva la maggioranza tenderà a scegliere l’evento che effettivamente si realizzerà. Lo scopo dei mercati predittivi è di fornire informazioni utili agli analisti attraverso un meccanismo di incentivo (la scommessa) che stimoli i soggetti partecipanti su larga scala alla formazione delle previsioni;
  20. Idea management: piattaforme di social network per la generazione di nuove idee, prodotti e servizi a cui possono prendere parte non solo i dipendenti dell’azienda, ma anche attori esterni quali fornitori, partner, clienti…;
  21. Cooperative search: Possibilità di definire pattern di ricerca basati su contesti definiti (progetti, aree funzionali, temi) da mettere a disposizioen del team o dell’organizzazione;
  22. Real time communication: gli utenti condividono informazioni personali (interessi, preferenze, opinioni), informazioni sullo stato (disponibile, occupato, fuori ufficio…) e contenuti di diverso tipo utilizzando device mobili (cellulare o palmare);
  23. Microblogging: forma di pubblicazione costante di piccoli contenuti, sotto forma di messaggi di testo (normalmente fino a 140 caratteri), immagini, video, audio MP3 ma anche segnalibri, citazioni, appunti.

Ovviamente tutti questi strumenti/servizi sono in evoluzione e trasformazione. Alcuni si integreranno, altri cambieranno e forse scompariranno. Una visione utile sui prossimi scenari, potrebbe essere quella presentata da Emanuele su Social Enterprise.
Speriamo che questo aiuti. Altrimenti i manager, fortemente influenzati da Facebook, potrebbero pensare ad altro quando si parla di Enterprise 2.0

image

Category : Articoli

Da Facebook non c’è ritorno

lun, 19th gennaio, 2009 - Posted by - Commenti disabilitati

Avendo tre figli, di cui una maggiorenne e una quasi, entrambe con account su Facebook, sto cercando di stimolare con loro una discussione costruttiva sugli strumenti del web, ben oltre la curiosità e puntando, se possibile, sull’uso consapevole. Credo che questo sia un preciso compito dei genitori.

Infatti, se gli stili di vita sono condizionati dagli strumenti del web, i genitori devono farsene carico. IMHO.

Ieri, parlando con loro, ho chiesto se mai avessero letto il disclaimer di Facebook, ma anche di Netlog o di altri cazzabubboli sociali. La risposta è ovviamente no!

Riprendo il tema trattato anche da Dario per convenire che la miglior cura è la prevenzione e per prevenire è necessario conoscere. Leggere con attenzione i termini d’uso di ogni servizio web e chiedere in giro quando si è insicuri o indecisi.

Ma tornando ai figli, sono molto preoccupato sulle priorità. Ieri cazzeggiavo con mia figlia sull’uso del cellulare e sulla capacità di quest’ultimo di essere usato come terminale web. La sua preoccupazione, ovviamente, era tutta rivolta al “credito residuo”!

L’attenzione al “credito residuo” è molto alta, mentre quella relativa alla pubblicazione di contenuti personali è bassissima. Anzi, assente! Forse l’assunto potrebbe riassumersi così: “L’adsl è già pagata in bolletta e quindi ci faccio di tutto senza farmi particolari problemi. Il cellulare è a traffico, quindi ci penso su due volte!

Ho provato poi a far notare che gli atteggiamenti ammiccanti che tutte (o quasi) le ragazzine tamarre postano su Badoo o Netlog (la bocca a culo di gallina per capirsi) possono indurre illustri sconosciuti a reazioni assolutamente non controllabili. Prima fra tutte il salvataggio della foto e la riproposizione su altri circuiti.

foto linkata da Google Images Search

Non credo sia un discorso da bacchettoni il mio, piuttosto è una constatazione reale, confutata dai fatti. Ma le avete viste le foto su Netlog e Badoo? Non ce ne una, dico una ragazzina che non si proponga con INCONSAPEVOLI?????? atteggiamenti ammiccanti!

Ora questa modalità sta invadendo anche Facebook e, come la maggior parte di noi sa, da Facebook non c’è ritorno. Ciò che hai postato, hai postato. E non è più tuo!

IMHO sarebbe molto interessante far capire a chi si approccia a questi strumenti, specialmente in questi tempi di marketta virale che, forse, sarebbe meglio far interoperare Facebook con altri sistemi. E’ molto meglio, infatti, postare le foto su Piacasa o su Flickr (o i video su Youtube o Vimeo) e settare questi contenuti con tutti i crismi di privacy, diritti di distribuzione, ecc. e poi, solo dopo, far accedere Facebook a quei contenuti attraverso un applicazione. Troppo dura da spiegare?

Sinceramente preferisco evitare tutto ciò che è torbido nei disclaimer ……..“You may remove your User Content from the Site at any time. If you choose to remove your User Content, the license granted above will automatically expire, however you acknowledge that the Company may retain archived copies of your User Content”.

O forse no?

Category : 2puntozeropertutti

Zzub e Telecom Italia.

ven, 16th gennaio, 2009 - Posted by - Commenti disabilitati

zzubtelecom

ZZub è un social network dedicato al buzz marketing: vengono promosse campagne nelle quali si sceglie un gruppo di partecipanti a cui si fa provare un prodotto e si chiede loro di recensirlo, di scriverne, di parlarne, di attivare insomma il passaparola.

La recente campagna relativa alla presenza online di Telecom Italia ha avuto caratteristiche un po’ diverse. In questo caso l’obiettivo non era tanto il passaparola, quanto raccogliere feedback sulla pletora di siti appartenenti alla galassia Telecom: più focus group che buzz marketing, insomma.

La campagna prevedeva l’analisi dei siti e la compilazione di questionari e, alla fine, una chat online con Loredana Grimaldi,  responsabile della Brand identity del gruppo.

Alcune considerazioni in ordine sparso sulla chat online:

  • l’idea è molto  interessante e il fatto che alla chat sia intervenuta una persona di prima linea (e non uno stagista) è ottimo;
  • la chat è, di per sè, uno strumento che, se i partecipanti sono più di, diciamo, 5 tende a essere molto dispersiva;
  • zzub ci ha aggiunto del suo, nel senso che la chat interna alla community è un buffo strumento, con un’area in cui porre le domande, un’altra area in cui chiacchierare e in cui ogni tanto venivano date delle risposte, del tutto scollegate quindi alle domande di partenza;
  • nonostante questa situazione, tutto fuorchè ottimale, i partecipanti hanno detto molte cose molto sensate. Gli interventi fuori tema o sciocchi sono stati pochissimi e i suggerimenti concreti sono stati molti di più di quelli che nel tempo prestabilito di un’ora, che poi è diventato un’ora e mezzo e più, si potessero cogliere.

La mia impressione è che se Telecom, come molte altre aziende che si rivolgono al mercato consumer, ha davvero la volontà di migliorare se stessa ascoltando i propri clienti e accogliendo i suggerimenti che da essi arrivano, varrebbe la pena di creare un luogo online di scambio e di discussione permanente: le ricadute positive potrebbero essere dirompenti. Certo che sarebbe anche molto più semplice verificare se l’azienda poi mette in pratica ciò che promette…

Category : 2puntozeropertutti

Come non perdere nessun reply su Twitter

ven, 2nd gennaio, 2009 - Posted by - (2) Comment

Per tener traccia dei replies su Twitter si può usare Twittermail che ti manda via mail i replies oppure anche Replize oppure impostare una ricerca sul search di Twitter del proprio nickname (ex Summize) e inserire il feed rss di tale ricerca nel proprio aggregatore RSS. In questo modo non ci perderemo neanche un twit contenente il nostro nickname e sapremo in ogni momento chi ha provato a conversare con noi via Twitter.

Un altro sistema è Twply ma ATTENZIONE sia qui su Techrunch che da Scoble apprendiamo che è meglio NON USARLO. Perchè sta creando strani problemi di SPAM e soprattutto perchè gli dobbiamo dare le nostre credenziali di accesso a Twitter, quindi gli diamo in pratica la nostra password.

Per ovviare a questo problema, ecco un altro utile servizio: il Replies di TwitApps.

In pratica serve per ricevere via mail tutti i replies e i twitter contenenti @nostronickname senza bisogno di fornire la nostra password di Twitter.

Molto semplice utilizzarlo:

  1. Follow @ta_replies.
  2. @ta_replies ci aggiunge tra i suoi follow e invia un direct message.
  3. Occorre fare Reply a quel DM comunicando solamente l’indirizzo email dove vogliamo ricevere i twits di replies che il bot cercherà per noi.
  4. Aggiungi twitapps@googlemail.com in rubrica per essere sicuro che le mail ricevute non vadano a finire nello spam.
  5. Accomadati e aspetta. Il lavoro di ricerca lo fa Replies di TwitApps

Replies di TwitApps fa un monitoraggio sistematico del public feed di Twitter e tiene traccia di tutti i tweets che nominano il tuo nickname. Dopo un certo numero di replies invia una mail contenente tutti i replies ricevuti.

Si può controllare il bot via direct messages a @ta_replies. Inviando stop interrompiamo la ricezione delle mail e inviando start tricominciamo a riceverle.

Più facile di così si muore, insomma.

Ho chiesto ai miei contatti su Twitter di scrivermi dei replies per provare…immediatamente, raccolti un po’ di replies, mentre sto scrivendo il post, ecco che mi arriva la mail contenente i replies (quasi in tempo reale, perchè ovviamente son stati un bel numero):

Insomma spero vi sia utile!

Buon Anno a tutti, qui su 2puntozeropertutti!!

Category : Articoli