lun, 26th aprile, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati
Come stanno ripetendo tantissimi siti, blog, messaggi e compagnia cantando, oggi, 26 aprile 2010, il Ministero dell’innovazione ha attivato il sito postacertificata.gov.it da cui il cittadino italiano può far partire la richiesta di un indirizzo “PEC” gratuito, che potrà poi andare a ritirare presso il più vicino sportello delle Poste.
Il servizio è stato chiamato Postacertificat@,
Ho già ripetuto più volte, da questo blog e in tante discussioni in giro per il web, che la PEC regalata in realtà non è un servizio PEC, ma un servizio CEC-PAC ossia “Comunicazione Elettronica Certificata tra la Pubblica Amministrazione e il Cittadino” in quanto funziona solo se il mittente o il destinatario è una Pubblica Amministrazione.
Ora che il sito è finalmente disponibile posso fare qualche osservazione ulteriore:
- Il sito conferma che regalano una CEC-PAC
L’evoluzione del bando di gara e delle sperimentazioni di INPS e ACI avevano portato dubbi in merito.
Se il bando di gara parlava di servizio di CEC-PAC, l’assegnazione negli articoli (il documento ufficiale non l’ho trovato da nessuna parte) viene sempre riferita a servizio PEC.
Inoltre, da prove effettuate in questi mesi con le mail distribuite gratuitamente da INPS e ACI, si è notato che le mail attivate presso l’INPS non permettevano l’invio verso PEC standard, mentre quelle attivate presso l’ACI sì, anche se teoricamente dovevano essere identiche.
Ora il sito dice chiaramente
“ La PostaCertificat@ garantisce un canale di comunicazione chiuso ed esclusivo tra Pubblica Amministrazione e Cittadino, non sono, infatti, previste comunicazioni al di fuori di tale canale, ad esempio tra Cittadino e Cittadino.“
per cui le mail attivate dall’ACI, se funzionano in modo diverso, sono fuori norma.
- cosa succederà alle mail “sperimentali” di INPS e ACI?
Nelle condizioni d’uso del servizio dell’INPS, come in quello dell’ACI, è scritto chiaramente all’art.3 che
Il Cliente riconosce ed accetta, sin d’ora e senza riserve, che conclusa la fase di
sperimentazione, l’indirizzo PEC assegnato potrà essere trasferito nel “Servizio di
comunicazione elettronica certificata tra pubblica amministrazione e cittadino (CECPAC)” una volta avviato il progetto.
Solo che ci sono alcune differenze tra i servizi già avviati e quello che ora viene presentato ufficialmente.
Quello che si nota subito è che entrambi gli indirizzi forniti da INPS e ACI erano del tipo
mentre quello fornito dal servizio Postacertificat@ è nome.cognome@gestore.
E’ ovvio che il secondo è più immediato. Verrà cambiato?
Le mail dell’INPS e dell’ACI si potevano consultare solo tramite web, mentre invece postacertificat@ è possibile utilizzarlo anche da client (in fondo scrivo come fare). Verrà tolta questa limitazione?
Inoltre c’è il fatto citato in precedenza che quelli con la mail ACI potevano usarla effettivamente come una PEC standard. Dubito che questo durerà ancora molto.
- quali sono le caratteristiche reali di questo servizio?
Dal sito veniamo a conoscenza di alcune caratteristiche che, sino ad ora, non erano state citate o addirittura erano state date con valori diversi:
In precedenza le presentazioni del ministro e del Ministero parlavano di 500 MB di casella, che è già un valore inferiore a quello standard di 1 GB di quelle a pagamento.
Ora il sito dice addirittura che è 250 MB. Il disciplinare di gara parlava di “minimo 250 MB” ma il Ministro, solo ieri parlava di casella da 500 MB. Che Poste/Telecom si siano resi conto che 50 Milioni di Euro non bastano a dare 500 MB a persona?
Almeno sul sito hanno messo i parametri per poter configurare il proprio client di posta in modo da poterlo usare anche per gestire la PEC.
Visto che il sito è frequentemente down, vedo di riportarli qui, in modo da averli a portata di mano se mi serviranno per qualche configurazione.
Nel caso di utilizzo di un client di posta i valori di configurazione del client per la casella PostaCertificat@ sono i seguenti:
Server posta in arrivo: mail.postacertificata.gov.it
Server posta in uscita: mail.postacertificata.gov.it
attivare la funzione: “Server della posta in uscita – Autenticazione del server necessaria”
- e il domicilio digitale?
il DPCM 6 maggio 2009 Disposizioni in materia di rilascio e di uso della casella di posta elettronica certificata assegnata ai cittadini, all’art. 3 comma 4 dice:
La volontà del cittadino espressa ai sensi dell’articolo 2, comma 1, rappresenta la esplicita accettazione dell’invio, tramite PEC, da parte delle pubbliche amministrazioni di tutti i provvedimenti e gli atti che lo riguardano
Solo che questa “esplicita accettazione” non viene raccontata da nessuna parte.
Io ci penserei bene prima di attivare una cosa con questo tipo di “automatismi”, specialmente se il Ministro, nel frattempo, parla di fare accordi con le “public companies” in modo da poter allargare “questo servizio” anche a loro.
Vorrei ricordare, per completezza di informazione, che il DPR. n. 68 del 11 febbraio 2005 “Regolamento recante disposizioni per l’utilizzo della posta elettronica certificata, a norma dell’articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3.” all’art.4 comma 2 e 3 dice:
2. Per i privati che intendono utilizzare il servizio di posta elettronica certificata, il solo indirizzo valido, ad ogni effetto giuridico, e’ quello espressamente dichiarato ai fini di ciascun procedimento con le pubbliche amministrazioni o di ogni singolo rapporto intrattenuto tra privati o tra questi e le pubbliche amministrazioni. Tale dichiarazione obbliga solo il dichiarante e puo’ essere revocata nella stessa forma.
3. La volonta’ espressa ai sensi del comma 2 non puo’ comunque dedursi dalla mera indicazione dell’indirizzo di posta certificata nella corrispondenza o in altre comunicazioni o pubblicazioni del soggetto.
Cioè la legge prevede che sia io a scegliere quale strumento voglio utilizzare per ogni singolo procedimento apra con la PA.
Quindi se io ho una PEC acquistata, posso scegliere quando utilizzarla nei miei rapporti con le PA e la PA la può usare per rispondermi sono in riferimento a quel singolo rapporto.
Perchè anche con la CEC-PAC non deve essere cosi?
A questo punto una ultima domanda la faccio a voi lettori, che se siete arrivati a leggere sino a qua significa che siete veramente interessati alla PEC:
Veramente vale la pena di affrontare tutto questo bordello solo per risparmiare 6 EURO?
[UPDATE] nei commenti mi è stato chiesto come sarà l’indirizzo CEC-PAC completo. Ho provato a verificare sul sito e non ho trovato nulla a riguardo. Ho provato quindi a chiamare il numero verde per le informazioni. Dopo avere ascoltato praticamente tutto quello che c’è scritto sul sito, sono finalmente riuscito a parlare con una operatrice molto gentile che mi ha risposto. L’indirizzo CEC-PAC sarà:
nome.cognome@postacertificata.gov.it
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[La versione originale di questo post è pubblicata sul Blog di Roberto Felter]
gio, 22nd aprile, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati
Grazie all’iniziativa "LG Blog cerca un recensore" apparsa sul blog di LG Italia, sono riuscito ad ottenere in prova, per un paio di settimane, il nuovo hard disk portatile multimediale LG HXF2
Si, hai capito bene, poi lo restituisco. E’ solo una prova.
Per poter valutare correttamente le caratteristiche dell’HX-F2 va chiarito che fondamentalmente è un disco fisso esterno portatile con funzioni multimediali.
Se lo considerassimo un mediacenter probabilmente saremmo delusi da alcune mancanze e non apprezzeremmo altre sue particolarità.
l’Hard disk ha una capacità di 500 GB nominali cioè 465 GB effettivi (per molti è ovvio ma a me non trovarci 35 GB mi dà sempre fastidio, lo dicevo già 2 anni fa).
Si presenta con una forma molto originale e piacevole, con un telecomando piccolo ma con molte funzioni e con tutta la cavetteria necessaria al suo utilizzo (trasformatore, cavo USB, cavo A/V con adattatore SCART e anche con il cavo HDMI).
C’è persino un porta HD in stoffa similvelluto per poterlo proteggere quando lo si porta in giro. (ve l’ho detto che è la portatilità l’aspetto principale
)
Da quanto scritto sulla confezione si direbbe che riesca a riprodurre praticamente tutti i formati audio-video.
E’ a tutti gli effetti un disco fisso esterno portatile, per cui potete collegarlo al vostro computer tramite il cavo USB standard e metterci dentro quello che volete.
Il fatto che abbia tutta una serie di funzioni multimediali, la più importante l’uscita HDMI per il collegamento ai televisori e la riproduzione di filmati in modalità Full HD 1080p, porta a pensare che verrà usato per contenere principalmente video, audio e fotografie.
Quello che ho potuto apprezzare è stato che è veramente facile da usare, sia per quanto riguarda la parte di trasferimento dei file sul disco, sia la loro riproduzione una volta collegato alla TV.
Nonostante il software di gestione dei menu a video dal televisore preveda una gestione separata tra i video, l’audio e le foto, non è necessario seguire un criterio particolare per archiviare i file. Ci sarà sempre la possibilità di cercare in tutto il disco, seguendo la classica navigazione ad albero.
Se si seleziona un menù specifico (video-audio-photo) a schermo appariranno solo i file compatibili. Se invece si sceglie la navigazione in tutto il disco, si vedrà tutto il contenuto.
Non sono stato in grado di provare a visualizzare tutti i formati audio/video che la confezione dice di supportare, ma tutto quello che ho provato è stato riprodotto senza problemi.
Ha funzionato egregiamente sia collegato ad una TV full HD tramite il cavo HDMI, sia collegato tramite presa scart ad un Televisore standard.
La visualizzazione su TV non HD non ha causato nessun tipo di problema, ne durante la riproduzione delle icone del menu, ne durante la visione delle immagini riprodotte.
La riproduzione di file mp3 mi è sembrata un po’ troppo piatta e ovattata, ma non sono in grado di stabilire se la causa sia l’output dal disco o la parte casse dei televisori.
I test fatti con i sottotitoli mi hanno piacevolmente colpito per il fatto che è possibile ingrandirli e spostarli verticalmente, utilizzando il telecomando.
Quello che non sono riuscito a fare è stato utilizzare un file di sottotitoli che abbia un nome diverso dal corrispondente file video.
Un test esclusivamente tecnico lo potete trovare da tante altre parti.
Io vorrei scrivere invece una serie di opinioni personali, sperando che siano di aiuto sia ai potenziali clienti, sia a quelli di LG Italia.
hai intenzione di usarlo come media center. Pur funzionando molto bene, ha delle limitazioni rispetto ad altri prodotti pensati specificatamente per quel servizio.
Non ha il wifi e non ha il decoder digitale terrestre integrato. Dovreste quindi portarlo al pc per il caricamento dei file tramite porta USB e poi riportarlo al televisore. Non potreste registrare sull’hard disk i programmi e presto finirebbe a fare il semplice HD esterno al PC.
Certo per quello funziona egregiamente, ma ci sono alternative più economiche dei 169 Euro del costo di questo HD.
l’LG HX-F2 è pensato per viaggiare. Se lo vuoi chiudere in casa lascialo perdere.
sei spesso in giro e hai bisogno di visualizzare video e foto o di ascoltare musica. Ti basta che ci sia un televisore e sei a posto.
Penso ai venditori che vanno dai clienti con il loro catalogo su carta.
Con questo HD basterà preparare un buon video di presentazione, una serie di cartelle con le immagini dei prodotti ed ecco pronto un tipo di presentazione molto più intrigante.
Visto anche il design del prodotto farete un figurone.
Oppure siete il classico manager in giro per hotel e volete dedicare l’ultima ora della giornata al vostro relax, non davanti al solito schermetto 15”, quando avete sempre una TV inutilizzata nella stanza.
Disco sul mobile, un filo alla TV e potete guardare quello che vi siete portato da casa stando spaparanzati sul letto.
se vuoi aumentare il numero di potenziali clienti dovresti fare alcune piccole aggiunte.
Perchè poi ci incolpano di essere dei pirati, ma se mi dai un HD per vedermi i MIEI video in giro e poi non mi dai almeno un sistema per metterci i film che ho regolarmente acquistato, io finisco per cercare i video dove posso
Sono tanti che si domandano: “ma poi i video da dove li prendo?”
perchè l’HD è bello, piccolo e compatto. Sarebbe utilissimo ad esempio nelle fiere per mostrare i video promozionali sugli schermi, senza portarsi il videoregistratore o impegnare un notebook.
Però se lo lascio incustodito, senza la possibilità di legarlo in qualche modo, tanto vale che lo distribuisca insieme ai biglietti da visita, alle penne e alle caramelle.
inserisci la funzione repeat anche per i video
perchè hai fatto 30, permettendomi di usarlo nelle fiere, fai 31 e fai in modo che io non mi debba ricordare di riavviare il video ogni volta. Dopotutto la funzione c’è per la musica, perchè non per i video.
E’ un ottimo prodotto. Mi è piaciuto molto, per il design, per la facilità di utilizzo e per la qualità delle immagini.
Non credo lo si possa considerare un prodotto di massa, perchè penso non ci sia moltissima gente che ha esigenze tali da sfruttare i vantaggi di un HD esterno multimediale come l’HX-F2.
Però in alcune situazioni è veramente una soluzione formidabile. Con le mie aggiunte, lo sarebbe ancora di più
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[La versione originale di questo post è pubblicata sul Blog di Roberto Felter]
lun, 19th aprile, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati
Qualcuno se ne sarà già accorto, ma sulle fan page di Facebook è sparito il tasto “diventa fan”.
E’ stato sostituito con un meno impegnativo “mi piace”.
A questo punto non so per quanto tempo le pagine continueranno a chiamarsi “fan page”, probabilmente presto le chiameremo semplicemente “pagine aziendali”.
Da quel che capisco, l’obiettivo di Facebook è quello di aumentare il numero di iscritti alle varie pagine.
E’ chiaro infatti che dichiarare che mi piace un prodotto o un brand è più naturale che dichiararsi Fan.
Se non cambia molto per l’utilizzatore finale di Facebook, questa modifica impatterà parecchio su chi gestisce le pagine e prepara le inserzioni per attirarvi iscritti.
Se prima “diventa fan” era una frase ad effetto che ben si adattava ai messaggi pubblicitari, ora invitare a dire che piace sarà più difficile.
Si dovrà usare qualcosa del tipo “Apprezzaci su Facebook” ma non ha lo stesso impatto.
Si apre quindi un nuovo filone di frasi da sperimentare e vedremo quale funzionerà.
Voi cosa scrivereste?
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[La versione originale di questo post è pubblicata sul Blog di Roberto Felter]
sab, 10th aprile, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati
Un paio di riavvii del palmare subito dopo l’installazione ma, alla fine, tutto è andato a buon fine.
Twitter per il Blackberry, finalmente sviluppato da RIM, è disponibile per il download dal sito ufficiale.
Prima impressione molto positiva. Più semplice, versatile e intuitivo dei vari programmi per iPhone.

gio, 8th aprile, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati
Si continua a parlare di crisi dell’editoria, di morte del libro, ma la rete insegna che ci sarà sempre spazio per qualcosa, se è interessante.
Per questo mi piace segnalare una iniziativa, che sembra andare contro corrente, ma che in realtà è semplicemente la volontà di contribuire a valorizzare i potenziali scrittori presenti nella rete.
E’ nata una nuova casa editrice, si chiama Gugol
E’ sostenuta dalla passione per i libri, per la comunicazione e per la rete della sua fondatrice, che ho il piacere di conoscere.
Attualmente sta cercando autori su questi argomenti (ma ovviamente non disdegna altre opere se interessanti):
In bocca al lupo Gugol, dopotutto il tuo nome è già sulla bocca di tutti.
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[La versione originale di questo post è pubblicata sul Blog di Roberto Felter]
gio, 8th aprile, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati
di Salvatore Valerio
Abbiamo ricevuto dall’Ufficio marketing di Smoothwall, le nuove versioni sw dei prodotti di sicurezza che, volentieri, recensiamo.
Smoothwall Express è un progetto open source: http://www.smoothwall.org/, ed è parimenti un’azienda commerciale che propone anche una versione avanzata di appliance di sicurezza con caratteristiche superiori: http://www.smoothwall.net/.
SmoothWall Express (versione software)
È nato come progetto open source nel 2000 e allora si poneva come obiettivo la realizzazione di un software firewall che:
Con queste premesse il progetto SmoothWall, da allora, è cresciuto in maniera molto rapida e ha raggiunto notevoli successi. Nel 2008 il progetto è stato indicato dagli editori di InfoWorld Test Center e da diversi analisti e recensori IT, come vincitore del premio InfoWorld’s annual Best of Open Source Software awards (meglio conosciuto come Bossie Awards) che ogni anno celebra i migliori prodotti open source. C’erano ben 60 prodotti divisi in 8 categorie fra i finalisti del premio 2008 e SmoothWall ha vinto nella categoria security software.

Il firewall SmoothWall Express possiede infatti le caratteristiche di un solido kernel Linux appositamente realizzato per la sicurezza, una soluzione di Intrusion Detection, una VPN IPSec, e garantisce molte altre funzionalità aggiuntive. Non ha, ovviamente, le capacità elaborative paragonabili a quelle di un firewall di fascia superiore come il SmoothWall Corporate, ma è comunque un firewall abbastanza facile da configurare e fa bene il suo lavoro.

SmoothWall Corporate Firewall (http://www.smoothwall.it)
SmoothWall Corporate Firewall è il fratello maggiore, ovvero la versione commerciale. Si tratta sempre di un software-firewall che però aggiunge caratteristiche di modularità maggiori della versione open ed è predisposto per una notevole espansione, la quale consente di creare “pacchetti su misura” in base alle proprie esigenze di sicurezza in rete.
E’ un sistema modulare a basso costo che converte in poco tempo un computer standard in un’apparecchiatura dedicata (appliance firewall) con un ingresso di base (gateway) molto sicuro per chi vuole proteggersi da attacchi esterni, script e hacker, e che supporta quasi tutte le strutture e le modalità di connessione alla rete.
L’azienda commercializza anche una vasta gamma di potenti dispositivi hardware (appliance) UTM, che non abbiamo provato e che hanno la caratteristica di gestire in maniera unificata le minacce (Unified Threat Management) e ideati per la protezione di reti di ogni dimensione. Un sistema UTM semplifica la gestione della sicurezza perché concentra la configurazione e il supporto su un unico punto in una singola apparecchiatura. Attraverso un browser web remoto, poi, si possono svolgere le gestioni avanzate di reportistica e gli aggiornamenti automatici.
Leggiamo dalle brochure tecniche che tutti i modelli Corporate sono dotati di un set di funzionalità per la sicurezza della rete e combinano firewall, anti-virus, anti-spam e IDS con controllo degli Instant Messaging. A queste funzioni si associano, inoltre, la possibilità di aggiungere dei moduli specifici come lo Smooth Guardian, lo Smooth Traffic, lo Smooth Host e lo Smooth Tunnel. Questi moduli aggiuntivi forniscono il filtro web e Content Filtering per il blocco dei contenuti non desiderati (con soluzione dedicata per le scuole, School Guardian), il bilanciamento e la gestione del carico per ottimizzare la gestione della banda (QoS), il supporto per molteplici servizi web, e-mail e internet, nonché una connettività VPN con la massima garanzia di sicurezza.
Nostre considerazioni: SmoothWall, nella versione freeware e nella versione commerciale, si presenta come un firewall economico, versatile, facilmente installabile e performante. Consigliato per piccole organizzazioni e organizzazioni non-profit (la versione Open).
Per le organizzazioni più complesse, consigliamo di andare sul sito http://www.smoothwall.it/ e richiedere, compilando l’apposito form, una versione demo di SmoothWall Corporate Firewall alla smoothwall@K4dot.com, che ha l’esclusiva in Italia per la distribuzione, e quindi provarlo.
mar, 6th aprile, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati
Chiunque abbia un account Gmail è diventato utente Google Buzz, con possibilità di condividere, seguire, farsi seguire e, soprattutto, localizzarsi e leggere quanto condividono gli utenti Buzz in quella particolare zona. Il tutto integrato dentro la mail di Gmail.
Finalmente, dopo aver dovuto cambiare il tiro più volte rispetto a quanto pubblico o meno sia ciò che ci si può condividere, Google Buzz spiega la privacy ai suoi utenti (mediante alcuni consigli e un video).
Consigli che possono essere generalizzati anche per altri social network, se vogliamo.
href="http://www.google.com/reader/link?url=http://www.catepol.net/2010/04/06/google-buzz-e-la-privacy-finalmente/&title=Google+Buzz+e+la+privacy.+Finalmente.&srcURL=http://www.catepol.net" rel="nofollow">
src="http://www.catepol.net/wp-content/plugins/google-buzz-button-for-wordpress/images/google-buzz.png" alt="Google Buzz" />
Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: Catepol 3.0
Tutti i diritti sul contenuto del blog Catepol 3.0 di Caterina Policaro sono riservati (C) – Necessario il consenso per la pubblicazione altrove.
Google Buzz e la privacy. Finalmente.
ven, 2nd aprile, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati
Da queste parti abbiamo analizzato spessissimo il fenomeno delle fan page. Il bloggante ne ha descritto gli usi possibili per i marchi, le aziende, le organizzazioni pubbliche, nonchè l’opportunità per chi detiene un blog, di usarle come canale, megafono, amplificatore delle propie attività e del proprio personal branding.
Non è comunque facile, per l’utenza di Facebook, districarsi fra i meandri e i significati di profilo, fanpage, activity, group, vanity, ecc. E ora la situazione si complica con l’introduzione delle “community pages“.
L’intento di Facebook, però, è abbastanza chiaro e risponde ad esigenze interne di controllo, e di contrasto, alle comunità non ufficiali che imperversano dentro il più grande social network del mondo. Il fenomeno delle “unofficial pages” e dei “fake” in genere, richiede un enorme sforzo da parte dei gestori di Facebook, nel monitoraggio e nell’eventuale rimozione, specialmente quando a richiederla sono le organizzazioni e i brand danneggiati.
Con le “community pages”, Facebook vuol stimolare le vere comunità sociali, quelle con scopi chiari ed etici: “Generate support for your favorite cause or topic by creating a Community Page. If it become very popular (attracting thousands of fans), it will be adopted and maintained by the Facebook community.”

Non è chiaro, invece, cosa succederà in futuro e in che forma si manifesterà questo sostegno da parte di Facebook. Alcuni immaginano un clone di NING dentro Facebook per le comunità sociali. Staremo a vedere.
Intanto ho creato la social page di InnovatoriPA, per capirne meglio i meccanismi e gli sviluppi futuri.