sab, 30th aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
sab, 30th aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
L’Arcivescovo di Canterbury è nominato dal primo ministro inglese in nome della regina d’Inghilterra. E’ come se il papa fosse nominato da Mister B. su suggerimento di Mister B. (sovrano d’Italia da ormai 20 anni).
Ma si sa, non siamo nella perfida Albione e non sarebbe certo possibile far partecipare due gay sposati a una cerimonia come quella che si è svolta ieri a Londra.
Questi due signori, sono stati invitati dal sovrano e accolti dall’arcivescovo in persona e poi hanno cantato testi sacri senza problemi e polemiche da parte di nessuno.

Per ora, non ci sono informazioni relative alla posizione di Giovanardi su questi fatti, mentre si continua a discutere su Ikea e dintorni con la solita visione ombelicale che ci mantiene lontanissimi da Canterbury.

ven, 29th aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati

Dal sito ufficiale del Milan!
No, di Mediaset,
No dal sito della Uefa,
No dal sito della Federcalcio,
No……dal sito del Governo Italiano!
mar, 26th aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
Negli ultimi giorni c’è stato un giusto riconoscimento e una sufficiente enfasi sull’iniziativa della Open Knowledge Foundation.

Segnalo il post dell’amico Pierluca perchè rappresenta una speranza. Pierluca, come molti altri sensibili seguaci del movimento Open Data, spera che queste iniziative portino, oltre alla trasparenza, anche dei vantaggi.
Ecco, allora direi, senza mezzi termini, che ancora non ci siamo. Non basta (come dico all’infinito, ormai) trasmettere entusiasmo, trasferire visioni, persuadere e trasmettere ottimismo rappresentando buone pratiche, ci vuole la palese dimostrazione che un vantaggio è a portata di mano.
Infatti, in Italia, gli Open Data non hanno ancora prodotto applicazioni che portano o dimostrino reali vantaggi.
Si obbietterà che culturalmente siamo arretrati e dunque ci vuol pazienza. Ma non sono d’accordo.
La presentazione (o visualizzazione) voluta dagli amici inglesi e accelerata con grande enfasi da alcune associazioni che divulgano la cultura dell’Open Data, ha prodotto certamente un aumento di interesse ma, risulta ancora sterile dal punto di vista delle opportunità che, ancora una volta, non vengono palesate.
Esporre i dati è semplice. Aggregarli come lo fa il CKAN o come fanno ormai diversi motori (questo è l’ultimo che ho trovato), e poi visualizzarli non è difficile, basta usare le API giuste no?
Ma a cosa porta tutta questa trasparenza e circolazione di dati? Alla diffusione di una nuova dottrina? Troppo poco!
Credo che, dopo aver presentato il primo Toolkit per amministratori pubblici, dobbiamo ora concentrarci sulle applicazioni e, quest’ultime, dovranno essere sviluppate esclusivamente su dati pubblici, provenienti dal dominio della Pubblica Amministrazione per dimostrare, soprattutto, che con esse sarà conveniente, vantaggioso e realmente utile cambiare e semplificare i processi ma, soprattutto risparmiare soldi pubblici che, sono nostri e dalle nostre tasche son stati prelevati.
Dunque serve un contest e, se alcuni accordi con altre associazioni andranno per il verso pubblico, a Settembre saremo on line con le prime applicazioni smart e, soprattutto, UTILI!
mar, 26th aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
mar, 26th aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
Gli aggregatori sono la morte delle redazioni.
Lo so, lo so, molti mi odiano per questa affermazione e, ogni volta che mi appassiono a spiegare la teoria degli aggregatori e la morte dei CMS, tutta una serie di pseudo giornalisti in pectore del web, vede messa in discussione la professionalità, la storia, la rendita da posizione.
Ma ci son modi e modi di aggregare notizie, contenuti, conversazioni…….
Ci sono gli automatismi (che non mi piacciono): http://paper.li/
Il clipping (faticoso): http://amplify.com/
E ora è arrivato lo Storify (da provare e da seguire nell’evoluzione): http://storify.com/
Qui sotto una dimostrazione (p.s., il mio punto d’arrivo è sempre: http://www.number10.gov.uk/, ibridazione di user generated content, redazionalità diffusa e feed)
ven, 22nd aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
Vi ricordate quando parlavo di Facebook come infrastruttura ICT?
No? Poco male. Ne ho parlato a lungo anche mercoledì durante una lezione a Perugia. Dunque, ennesimo esempio dopo quello di docs.com che vi ho già raccontato, è sicuramente: Bobsled!

Ancora convinti che ai nostri amici di Facebook, lassù negli USA, interessi quanto cazzeggiamo con i like e con i poke?
p.s. Chissà cosa ne pensano dalle parti di Skype. Ahi, ahi, ahi!
gio, 21st aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
Sono reduce da giornate di proselitismo, persuasione, trasferimento di esperienza e vari tentativi di far vivere l’esperienza…….
Insomma il tema è sempre quello: “SI PUO’ FARE!” Parafrasando Frederick in Frankenstein Junior.
Certo che puoi smenarla, cantarla, danzarla. Oppure puoi fare quello che faremo a Roma fra qualche giorno a Roma.
Ma una foto, questa foto. Una foto come questa qui sotto vale più di mille esempi e di torrenti di parole.

gio, 21st aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
Quest’anno, il terzo Barcamp degli Innovatori della Pubblica Amministrazione “O’ famo strano”. Si, perchè l’11 Maggio a Roma, al centro della discussione, dei lavori, degli interveniti e delle esperienze, ci sarà SOLO il rapporto fra PA e web sociale.
Oltre ai tanti Innovatori ci saranno ovviamente le aziende, da quelle multinazionali come Facebook e Google alle start-up italiane.
Dunque: “O’ famo strano”…per davvero!
lun, 18th aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati

Nome: Buzz
Chiusura: 21 APRILE 2011
Tipologia: Servizio di news sociali dai blog
Commento:
Continua la moria di servizi Yahoo, anche se sono sempre di più quelli che hanno più notorietà adesso che stanno morendo, rispetto a quando erano in funzione. Questo è un servizio del 2008, non so voi ma io proprio non l’ho mai usato.
Alternative:
L’articolo da cui ho scoperto la notizia parla di DIGG e io lo prendo per buono. ![]()
[da Download | blog.it ]
sab, 16th aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
Succede che abbiamo deciso di liberarci anche della caffettiera elettrica. E non sarà l’ultimo gingillo inutile che verrà soppresso, piuttosto che regalato o riciclato. Abbiamo iniziato dalla seconda macchina, e da quel giorno proviamo a proseguire sulla strada della decrescita consapevole.
Succede allora che dobbiamo riesumare le vecchie caffettiere, ben tre che in casa erano rimaste nascoste in qualche angolo della cucina e che ora son pronte a rientrare in servizio, da riserviste esperte.
Succede che, ovviamente, le guarnizioni e i filtri son da cambiare perchè compromessi dopo anni di mancato utilizzo.
Succede che andiamo in un centro specializzato in ricambi e quello che vediamo è un paradiso di macchinette inutili e ingombranti.

La prima osservazione riguarda le capsule del caffè che, molto spesso, sono fatte in plastica e quindi rappresentano un enorme fonte di inquinamento. La seconda osservazione è relativa a un insulso confezionamento dello tisane che, chissà per quale strano delirio mentale, devono essere riprogettate per queste costose e ingombranti macchinette elettriche.

Succede che ne discutiamo fra moglie e marito mentre aspettiamo il nostro turno. Succede che ci convinciamo sempre di più che la decrescita e l’informazione sulle opportunità e sui vantaggi della stessa, debbano rappresentare un punto fermo nelle agende economiche a tutti i livelli.
Succede che arriva il nostro turno e ci accorgiamo che è davvero dura trovare i ricambi per oggetti che escono dal mercato repentinamente e, dunque, rischiano di diventare un ulteriore aggravio per lo smaltimento.
Succede che, alla fine, ce l’abbiamo fatta e i nostri filtri (non originali) li abbiamo trovati e il caffè tornerà a sgorgare dalla moka, come una volta, come è sempre stato.
Succede anche che non tutto è da buttare e prima di uscire troviamo l’angolo della spesa intelligente, senza involucri.

Succede che compriamo le pastiglie per la lavastoviglie senza involucro.
Succederà che venderemo anche la lavastoviglie e forse qualcos’altro. Forse. Dipende dalla forza, dalla tenacia, dall’informazione, dal beneficio, dai vantaggi percepiti o sperati.
Decrescere si può. Decrescere si deve.
gio, 14th aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati

Ovvero, alle superiori ho anche studiato da ragioniere :-), ma mi sembra davvero troppo poco per poter pontificare sull’Economia degli Open Data.
Eppure anche ieri, durante e a latere il convegno di Bari, in molti mi hanno chiesto quali siano i reali vantaggi per l’economia derivanti dalla liberazione dei dati da parte della Pubblica Amministrazione. Dunque, torno sul tema dopo qualche mese.
Per capire meglio l’impatto economico, dobbiamo prima fotografare i costi, la sostenibilità, lo sviluppo, la manutenzione e tutto quello che sta dietro un SERVIZIO ON LINE della pubblica amministrazione. Quasi tutte queste azioni sono a completo carico della Pubblica Amministrazione, dunque di tutti noi contribuenti.
Certo, la Pubblica Amministrazione per svolgere queste azioni si rivolge al mercato attraverso gare, affidamenti, concorsi e dunque genera economia, perchè le aziende del mercato (nazionali o multinazionali) assumono, fanno investimenti, ecc.
Ma torniamo al servizio online. Il ciclo completo che va dalla progettazione, passa per lo sviluppo, la gestione, l’evoluzione, la messa in opera, la pubblicazione su web, ecc. ecc. è tutto a carico della PA. Si dice processo End2End, (da estremità a estremità). Tutto ciò che concerne quel servizio, dunque, è anche un costo per le nostre tasche di contribuenti.
Bene, l’Open Data dovrebbe indurre a passo un passo indietro, a NON GESTIRE tutto il processo. Eppure anche ieri, diversi operatori della PA mi dicevano: “Ho liberato i dati (trasparenza), li ho sgrezzati (Open data), li ho anche pubblicati con un software su un sito e li gestisco (a spese dell’amministrazione)“. Domanda Perchè?
Intanto mancano ancora due passaggi:
A) Predisporre i dati agli standard semantici e allo scambio (Linked open data)
B) Esporli come dataset liberi e non presentarli in aggregazioni autonome in modo che, collegati ad altri, possano generare applicazioni (mashup) infinite.
Bene, con questi presupposti, il 90% dei servizi on line potrebbero essere sviluppati da persone, aziende, creativi, ecc. sotto forma di smart apps e direttamente sul cloud.
Se non è nuova economia questa, date un occhiata ad alcuni numeri relativi all’esempio inglese.
p.s. e il mercato tradizionale che attinge dalla tetta della PA? Sarebbe costretto a innovare per restare al passo!
Best regards!
gio, 14th aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
Open Data, tutti ne parlano, ma come si fa?
A questa domanda abbiamo provato a dare una prima risposta con la stesura di un manualetto: http://tinyurl.com/opendataitalia
L’auspicio è che questo umile lavoro a cui, oltre al bloggante hanno contribuito Ernesto Belisario, Claudio Forghieri e Stefano Epifani, possa essere un un riferimento per gli amministratori pubblici, i manager e tutti quei decisori che, convinti sulla bontà della filosofia che sorregge la disciplina dell’Open Data Government, non hanno ancora trovato la scatola degli attrezzi per passare dalla teoria alle azioni concrete.
Come tutte le scatole degli attrezzi, anche questa potrà essere riempita di nuovi strumenti e, grazie all’apporto di nuovi contributi, diventare un riferimento per dare finalmente anche all’Italia una strategia per il “governo digitale”.
Cosa vuol dire Open Data? Perché l’Open Data rappresenta una strada verso l’Open Government, e perché l’Open Government è uno strumento di sviluppo? Quali sono i principali problemi da affrontare quando si vuole “fare” Open Data”? Quali le tematiche giuridiche da tenere in considerazione? Quali gli aspetti tecnici e gli impatti organizzativi? A queste domande (ed a qualcuna in più) abbiamo voluto fornire una prima risposta, per consentire a tutti di iniziare a comprendere i motivi della centralità di questo tema per lo sviluppo del Paese.
Queste linee guida fanno seguito al Manifesto per l’Open Government, che la nostra associazione ha pubblicato a novembre dello scorso anno. Le prossime iniziative che contiamo di portare avanti grazie all’aiuto di un sempre più nutrito gruppi di esperti saranno annunciate nei prossimi giorni, nel corso di alcuni eventi ai quali stiamo lavorando.
Come Si Fa Open Data – Versione 1.0
mer, 13th aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
Microsoft ha rilasciato da poco la versione definitiva di Internet Explorer 9 e già guarda al futuro.

Ieri ho avuto il piacere di guardare il MIX 2011 nella sede di Microsoft di Milano insieme ad altri blogger, anche prestigiosi, oltre al gruppo di Evangelist Microsoft dove, tra le altre cose, è stata annunciata la disponibilità della prima platform preview di Internet explorer 10.
Al di là delle possibili novità introdotte, che non ho avuto ancora la possibilità di verificare, ieri sera è sembrato chiaro a tutti che Microsoft abbia scelto di cambiare sostanzialmente il ritmo di lavoro sul proprio browser, portando lo sviluppo ed il miglioramento del prodotto in tempi paragonabili a quelli dei suoi concorrenti, sempre più agguerriti.
Se a questo uniamo la volontà, già evidenziata alla presentazione di IE9, di perseguire un rispetto degli standard che sino a quel momento non era tra gli interessi principali degli sviluppatori, credo che Microsoft stia andando veramente nella giusta direzione.
Se siete interessati a provare la preview di IE10 (con tutte le attenzioni del caso, mi raccomando) oppure volete scaricare la versione definitiva di IE9, questo è l’indirizzo:
http://ie.microsoft.com/testdrive/Info/Downloads/Default.html
lun, 11th aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati

Che strana primavera per i blogger nostrani! Mi sa che la razza è dura ad estinguersi, ma i segnali di insofferenza e di mutazione sono chiari e, forse, mai come ora molti fra gli ex logorroici della tastiera si stan chiedendo: “ne valeva davvero la pena?“.
Andiamo con ordine, perchè il vecchio giochino del backlink, sembra non funzionare come una volta. Orami tutto è liquido…..
a) I blog son morti (ennesima puntata della saga)
b) I blogger son vivi e se la spassano in prima classe (in America)
c) Allora vediamo di capire se è un problema italiano
d) Le classifiche sono indicatore di reddito (buona notte, ancora a BB stiamo?)
e) Tutto è in addivenire e il blog potrebbe diventare una “sintesi di momenti”
f) …. no mi fermo qui, per non annoiare.
Il punto dunque è: son morti i blog o i blogger?
Non è morto nessuno, si è confuso il mezzo con il messaggio. Oggi chiunque apra uno spazio sul web può scegliere luogo e dinamiche (social media, social network, sito web o semplicemente gruppo di discussione). 10 anni fa c’era solo il blog. Ed è inutile chiedersi perchè o per come. E’ così perchè le dinamiche cambiano, nuovi paradigmi emergono, abitare il web significa aver meno tempo per riflettere.
Insomma, se installi WordPress sul tuo hosting non significa che sei un blogger, significa che hai scelto uno strumento. Punto! Per questo le classifiche, il biz, la continua corsa a una New Economy che non è più quella di prima, fan sorridere. E’ il web sociale bellezza, è sempre in beta e tu ti devi adeguare.
Le vecchie mailstone: backlink, blogroll, comment, barcamp, ecc. non hanno più un significato predominante. Oggi prevale il “like”, o il “checkin”. Domani chissà?
Nessuno è morto e i più intelligenti si adeguano. I nostalgici, non sanno rassegnarsi al fatto che le luci della ribalta, a volte, cambiano direzione…….e sempre più in fretta.
Permettetemi di citare l’amico Ernesto: “i blog saranno anche morti… ma, per fortuna, prima di morire mi hanno fatto conoscere alcuni meravigliosi amici… :)“. Ecco, la penso come lui.
dom, 10th aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
No, non ho visto report e, da quello che leggo in rete, non mi son perso nulla.
Era, se non sbaglio, la fine del 2007 o l’inizio del 2008, quando alcuni blogger cattivi avevano dichiarato che la tv era solamente spazzatura e disinformazione.
E’ cambiato qualcosa in questi 3/4 anni?
sab, 9th aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
Ho preparato le slides per il convegno di Bari, seguendo il percorso che porta al Governo 2.0 e di cui avevo già argomentato su questo spazio alcuni mesi fa.
…”The idea of ‘government 2.0’ is generally associated with the use of social media by the public sector. Recently, the notion has assumed greater definition through its association with government as a ‘plat- form’ or provider of data and services for others to exploit as they see fit. Advocates for the concept of government as a platform privilege the role that governments should play as providers of web services, allowing third parties to innovate by building upon government data and applications. They believe that if governments provide data in a non-proprietary and predictable format, third parties are more likely to maximize the value of this information, hence providing services that better respond to users’ expectations and needs…”
ovvero:
L’idea di ‘governo 2.0′ è generalmente associata all’uso dei social media da parte del settore pubblico. Recentemente, il concetto ha assunto una definizione più chiara attraverso l’associazione all’idea di ‘governo come piattaforma’ o governo provider di dati e servizi per altri soggetti che li possano poi sfruttare come meglio credono.
I sostenitori del concetto di “governo come piattaforma” tendono a preferire un ruolo della Pubblica Amministrazione quale fornitore di servizi web, in modo da consentire a soggetti terzi di innovare facendo leva sui dati e sulle applicazioni rilasciate dalla Pubblica Amministrazione stessa.
Secondo gli assertori di questa teoria, se i governi si limitassero a fornire i dati in formato non proprietario, questi stessi set di dati favorirebbero consentirebbero agli attori terzi della PA (fornitori, outsourcer, consulenti, ecc.) la possibilità di massimizzare il valore di queste informazioni, per poter fornire servizi più rispondenti alle aspettative degli utenti finali.
Enjoy
sab, 9th aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
![]()
La prossima sarà una settimana decisiva per gli Open Data e per il movimento italiano dell’Open Government.
La nostra associazione (http://www.datagov.it) sarà presente a Bari per la due giorni dedicata a “Innovazione e trasparenza nella PA” e, in particolare, il bloggante e l’amico Ernesto sosterranno le tesi che hanno portato all’imminente pubblicazione delle Linee Guida: “Come si fa Open Data? Istruzioni per l’uso per Enti e Amministrazioni Pubbliche”.
Il lavoro sulle Linee Guida, che ci ha impegnato negli ultimi mesi, verrà presentato a Roma il 14 prossimo e verrà diffuso lo stesso giorno in rete, come eBook.
Stay tuned sul nostro Scribd: http://www.scribd.com/datagov
ven, 8th aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
David Cameron e signora stanno trascorrendo qualche ora di vacanza in Spagna.
Per la cronaca, hanno preso un low cost a Stansted

e, passeggiando per Granada hanno pur finito i soldi

CHE SFACCIATISSIMI ARROGANTI!
Dalle news di Yahoo:
The couple travelled to Spain on a “low-cost airline”, the source said, although he denied Spanish press reports that it was an easyJet flight.
Spain’s El Pais daily said they arrived in southern Spain late Wednesday and then went on by car to the historic city of Granada, the site of the sprawling Alhambra fortress-palace, built by Spain’s medieval Moorish rulers.
The couple are staying in a “mid-market” hotel, the report said, and they are to return to London on Friday.
Samantha Cameron turns 40 on April 18.
It was their first foreign holiday since Cameron took office in May last year.
Last summer, the family’s holiday in Cornwall was interrupted when Samantha gave birth to a baby girl, Florence.
p.s., più o meno alla stessa ora Mister B., durante la premiazione “Campus Mentis”, dichiarava: “Siete così brave che mi verrebbe da invitarvi al Bunga Bunga“…….IMPERCETTIBILI DIFFERENZE DI STILE!
UPDATE DELL’ULTIMA ORA: Ci son voli e voli……di stato!
gio, 7th aprile, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
Fantastica raccolta a cura di hongkiat.com.
Blue Window of Death
A BSoD drape for your Windows. (via Ezhhh)
Infoscreen
Infoscreen turns nonsensical. (via VoidStern)
Traffic Light
The blue screen of traffic light. (via Houbi)
Portal 2 Hijacks GDC Awards
The parody of BSoD during the annual Game Developers Conference. (via Kotaku)
Gatwick Airport
Which gate is my flight at?(via Cardsfan1985)
Ad Display
This is what happens when you leave your PC on 24 hours a day without a break. (via Celebdu)
Times Square
No more advertisements; just an error screen. (via Lhl)
Mousepad
A mousepad befitting your Windows desktop. (via CompuRocketUSA)
New York City
The BSoD can strike everywhere, even on the roads. (via Miguel Carrasco)
Fidelity
Fidelity yes, but reliability?
Worst Timing Ever
I’m quite sure the pilot would’ve already collapse if this happens during flight. (via Motifake)
Paris
The high-tech hot air balloon has its own problem on its way to Paris. (via Rlonas)
Welcome to Vancouver International Airport
A warning screen as the welcome sign. (via Aznricebowl)
McDonald’s Drive-through
Did you order a BSoD?. (via Techeblog)
Stunning. Breakthrough. Entertaining.
Read carefully. It says it will deliver you a PC experience designed to fit wherever life happens. Even when your system crash?
Touch of Brilliance
Seems like a cellphone with bugs. (via Renaissancechambara)
Big Screen
Newsflash on the screen below: BSoD strikes. (via Hollis Hudetz)
Coca-Cola
It’ll be cool if the letters actually scroll down continuously like in the Matrix. (via The Technical Side)
Pepsi
Pepsi has been spiked?. (via Limesik)
Blue Sky of Death
The effects of global warming on our sky system. (via Brave1brave)
Singapore’s Orchard Road
This actually went on for a couple of hours. (via Stomp)
Live Concert
An anticlimax to an otherwise amazing concert. (via TechMynd)
Building
The busy city life goes on, blue screen or not.
Plane
åRows and rows of BSoD.
BSoD’d
Server under attack!. (via Zorchenhimer)
Owned!
These desktops are just too old. (via Know Your Meme)
Bill Gates’ Fatal Error
The ultimate BSoD of our lives. (via Geeks With Blogs)
The Blue and the Furious
Too fast and furious for the system. (via Jewish-Ninja)
The Matrix
The Matrix has you… So does the BSoD. (via Thunder-of-Strix)
Sorry, I Cannot Finish It…
All your work gone in a flash, literally. (via DroziCzech)