dom, 31st luglio, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
Davvero, a volte, gli americani non li capisco.

Sono settimane che ci tengono con il fiato sospeso per i veti incrociati di democratici e repubblicani. Insomma un voto bipartisan sarebbe una bella cosa, che unisce, che si eleva a senso dello stato, a “interesse nazionale” condiviso. Bellissimo.
Eppure non succede, ancora non sappiamo se raggiungeranno l’accordo e siamo tutti in ansia.
Ma, perdinci, basterebbe che un paio di Scillipoti o Razzi passassero dalle fila dei repubblicani a quelle dei democratici (partito di governo) e il gioco sarebbe fatto. Possibile che il made in Italy sia così in ribasso?
ven, 29th luglio, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati

CIVIC HACKING: “Citizen developing their own applications which give people simple, tangibile benefits in the civic and community aspects of their lives“.
Vi ricordate i temi sull’eParticipation digitale? I totem come Fixmystreet e Mybikelane?
Ecco, su questi temi e sull’incapacità di tradurre in pratiche il senso civico e la voglia di partecipare sui palinsesti digitali, abbiamo discusso per anni, quasi a vlerci tafaziare: “da noi non si può fare”, “la delazione non passa”, “la privacy”, ecc. ecc.
Poi è arrivato Iris in Comune a Venezia e poi altri si sono aggiunti.
In questi giorni di calura, mi sono ispirato a Mybikelane per un esperimento sui social network. Essendo abbastanza arrabbiato sullo stato di abbandono delle piste ciclabili nella mia città, ho provato a spostare la dinamica di Mybikelane da un sito dedicato a un social network. Ecco la ricetta:
Ingredienti:
- Una pagina Facebook: http://www.facebook.com/openbikeitalia
- un po’ di spam mirato con i propri amici su Twitter, Facebook e Google+
- un evenuale blog di appoggio per la propria città (ma non è necessario)
- un telefono cellulare con macchina fotografica (ormai ce l’hanno quasi tutte)
- un po’ di indirizzi email e numeri di telefono dei vigili urbani, degli assessori al traffico e dei quotidiani locali:
http://ricerca.gelocal.it/nuovavenezia/archivio/nuovavenezia/2011/07/28/VMBPO_VMB02.html
http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=157720&sez=NORDEST
Vi aspetto numerosi su Facebook per dirmi cosa ne pensate e, sopprattutto, per vedere i contenuti fotografici che porterete in arricchimento al progetto: http://www.facebook.com/openbikeitalia
mer, 27th luglio, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
Nonostante il caldo e il periodo di vacanza, in diversi mi hanno scritto (principalmente via Facebook e Google+) per sostenere la causa sulle piste ciclabili.
Nulla di eclatante, un po’ di denuncia dal basso, utilizzo di strumenti sociali, ecc. Oggi dopo aver postato un altra storia, mi è stato suggerito di aprire una pagina su Facebook, in modo che anche altre città possano aggregarsi e, soprattuto, che sia più facile per gli utenti postare foto dal cellulare o palmare.
Detto fatto:http://www.facebook.com/pages/OPENBIKE/153274418080087
mar, 26th luglio, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
Stamane, un utente ha postato su Twitter questa foto:

In pratica è il volantino con le istruzioni per collegarsi al WiFi gratuito di McDonald. Servono altre parole? …..
Windows VS Mac … McDonalds Wi-Fi Guide “Says it all!
mar, 26th luglio, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
…. se volete unirvi alla mia battaglia personale (purtroppo il mitico MybikeLane è ormai un disastro da un punto di vista del funzionamento), potete sempre farlo, aprendo altri blog e creando un piccolo circuito.
Altrimenti non importa, mi diverto un po’ da solo: http://bikemestre.blogspot.com/

dom, 24th luglio, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati

“… e nessuno può, e mai potrà, usare il cristianesimo, il nome di Cristo o pronunciarsi cristiano per giustificare un atto orrendo e disumano come quello commesso venerdì in Norvegia.…”.
No, non lo ha detto. Non lo ha detto, e da cristiano ci son rimasto molto male.
gio, 21st luglio, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
Tre anni fa spopolava in rete questo video: http://youtu.be/zlfKdbWwruY sicuramente uno dei più visti e apprezzati.
Da un paio di giorni un riadattamento partenopeo ci sta facendo riflettere non poco. Bravi!
gio, 7th luglio, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
Lo so, son fissato. Ne avevo parlato in tempi non sospetti su Vancouver, E vi ricordate di Twitter?
Ok, son loro che sono avanti su tutto. E ora, fate un bel respiro e date un occhiata a cosa riecono a fare con gli Open Data: http://edmonton.socrata.com/
Esempio straordinario di esposizine dei dataset da parte di un Ente Locale (municipalità di Edmonton nell’Alberta). Mamma mia che sogno!
gio, 7th luglio, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati

Come ben sappiamo, il mezzo non è importante. Ciò che conta è il messaggio e, soprattutto, la capacità e la volontà di interagire.
mar, 5th luglio, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
Stasera: La notte della Rete.
Sperando che questo movimento argini e sospenda il varo della delibera liberticida dell’AGCOM.
mar, 5th luglio, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
lun, 4th luglio, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
As usual (così fan tutti quelli che hanno un blog), bisogna dire qualcosa sul nuovo giocattolo, per cui mi accingo a fare delle considerazioni alquanto banali ma personalissime.
Google Plus sfrutta al meglio gli errori di Wave e di Buzz (fino a che punto si possa parlare di errori e non di esperimenti, non lo so) e finalmente sfonda.
Espertoni, studiosi e guru di ogni genere stanno elucubrando su similitudini e differenze con Facebook e altri socialnetwork. Io non ho tutti gli strumenti per farlo, bisognerebbe analizzare i trend di crescita degli utenti, il tempo di permamenza sul sito, il tracking dei percorsi all’interno, la raccolta pubblicitaria, e mille altri fattori e parametri. Ci sarà tempo.
Di una cosa son certo, la persona (QUELLA DIGITALE) è sempre più importante. Le sue relazioni (link) sono la base di tutto il web sociale.
Sono altrettanto certo che, rimbalzando da un SN all’altro, c’è sempre meno tempo per creare contenuti, dunque, la quantità prevale sulla qualità. L’osservazione, veloce, fugace, forse inutile, prevale sulla riflessione.
Stiamo passando il tempo a definire liste (cerchie), a bannare troll e a ricondividere all’infinito cose già viste, già dette e già discusse, a suggerire amici e ad accettare amici. Amici? Come ha perso valore questo termine.
Dov’è dunque il valore complessivo?
Certo sta negli strumenti e nella capacità di dominarli e renderli vantaggiosi ma, oggi, non vedo nessun vantaggio nel saltare da un palinsesto all’altro.
Fermiamoci un attimo, e pensiamo a cosa mettere al centro: La relazione, il contenuto o entrambi?
Non è una riflessione da poco ma, se non ne usciamo presto, sarà solo overload e consumismo.
ven, 1st luglio, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
In Agosto sarò in Canada e sto programmando il viaggio sul web, as usual.
Fra i tanti BELLIZZIMI siti turistici canadesi quello del New Brunswick mi sembra straordinario. Mette al centro dell’esperienza utente la composizione del viaggio “my trip”. Ogni scheda delle strutture ricettive, attrazioni o sottoinsiemi regionali, rimanda sempre ai siti esterni originali. C’è un grande mashup con i socialmedia, insomma Brambillaaaaaaaaaaaaaa. Sveglia.
Lo so che se non fate di mestiere gli operatori turistici, difficilmente ci darete uno sguardo, ma se vi capita, immaginate Italia.it, fatto in quel modo.

ven, 1st luglio, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati
Google ha lanciato da poco più di un giorno quello che tutti già chiamano il social network che vuole battere Facebook: Google Plus (più sinteticamente G+).
Attualmente è una beta chiusa, cioè puoi accedere solo se hai ricevuto un invito, che inizialmente era proprio una autorizzazione di Google e poi è diventato una richiesta di contatto da chi già era autorizzato.
Nella mattinata di ieri, grazie a Stefigno, sono riuscito ad iscrivermi e quindi è praticamente una giornata che sto provando a capire meglio le sue caratteristiche.
Ci sono diversi post in rete che spiegano bene come sia strutturato G+, per cui, come è mia abitudine, eviterò di riscrivere per l’ennesima volta le stesse cose scritte altrove.
Qui sotto c’è anche il video introduttivo fatto da Google:
Cercherò invece di fare alcune considerazioni e osservazioni che ritengo importanti e che altrove non ho trovato.
G+ è un social network pensato per chi parla, non per chi ascolta.
I principali servizi social che consentono l’asimmetria tra i contatti, cioè dove uno può essere in contatto con un altro senza che sia vero il contrario, come Twitter o Friendfeed, ti fanno decidere chi ascoltare, non a chi parlare.
Con Facebook non c’è asimmetria tra i contatti, per cui se io sono in contatto con te, tu forzatamente lo sei con me e concedere l’autorizzazione è un gesto che intrinsecamente fa capire che ascoltare e parlare sono allo stesso livello.
Invece in G+ c’è asimmetria nei contatti, però la scelta dei contatti viene fatta facendo riferimento alla mail (da una società che possiede un servizio come Gmail è naturale) e tutta la struttura di gestione a Cerchi(e) riguarda esclusivamente la comunicazione in uscita, non quella in ingresso.
Tutta la comunicazione avviene tra persone già in contatto tra loro e non ci sono modalità di interazione, tipo i FOAF (Friend of a Friend) di Friendfeed, che aiutino ad allargare la propria rete di contatti.
Certo c’è la possibilità di mandare un messaggio a tutti o anche ai contatti dei contatti, ma le possibilità di raggiungere qualcuno interessato a quello che diciamo è la stessa di distribuire volantini in una città.
Per cui G+ è strutturato per una comunicazione in modalità push, ossia io scrivo, decido a chi voglio comunicare qualcosa e questo contenuto viene “spinto” da G+ al mio contatto, che non può fare altro che leggermi oppure bloccarmi. Come succede con gli SMS.
Non c’è nessun sistema per decidere di seguire quello che dice qualcuno, perché anche aggiungendolo, se lui non fa altrettanto e non mi inserisce in una cerchia a cui poi decide di mandare il proprio contenuto, io non riceverò nulla nel mio streaming se non quello che lui decide essere “pubblico”. E’ chiaro però che se ha scelto di utilizzare uno strumento come G+ per inviare i suoi contenuti, è perché ritiene interessante la possibilità di selezionare i destinatari e l’uso delle cerchie, per cui la quantità di materiale pubblico sarà sempre ridotta.
Il bello di servizi come Twitter invece è proprio che sono in modalità pull, ossia io decido quali flussi voglio ricevere, e ho la possibilità di selezionare le mie fonti.
La particolarità di G+ quindi è che, quando ricevi la comunicazione di qualcuno che ti ha aggiunto ai suoi contatti, non ti sta dicendo “ti voglio ascoltare”, ma ti sta dicendo “ti voglio parlare”.
Il fatto che non sia pensato per privilegiare l’ascolto lo dimostra anche l’assenza di un motore di ricerca (e questo invece non è naturale se ti chiami Google) che permetta di trovare in G+ le informazioni che interessano.
C’è un servizio di “spunti” che ti porta informazioni su argomenti di tuo interesse, ma cerca in rete e non all’interno di G+.
Twitter è cresciuto perchè è semplice e hai tu la scelta di quello che vuoi ricevere.
Facebook è cresciuto perchè permette di trovare persone di cui non avevi alcun contatto.
Con G+ non puoi fare ne l’uno ne l’altro.
Potrebbe diventare interessante per i giovani, che amano comunicare ed essere in contatto continuo tra loro, anche se molti considerano già obsoleta la mail.
Se però facesse risparmiare soldi di telefonate e sms.
Anche le aziende lo potrebbero considerare un ottimo strumento.
Se gli altri social network vivono in internet, G+ vive nella intranet dei tuoi contatti.
Sarà certamente un ottimo strumento avanzato per la comunicazione, potrà avere in futuro moltissimi utilizzatori come succede per gmail, ma io non lo chiamerei social network.