Multicanalità: un contenuto, tanti modi per ottenerlo

lun, 13th agosto, 2007 - Posted by blusfumato

Una delle caratteristiche fondamentali del Web 2.0 è la multicanalità. Questo termine sta ad indicare il fatto che un singolo contenuto, o contenuti derivati da esso, possano essere fruibili da parte del pubblico attraverso diversi canali di informazione. Ad esempio, gli articoli di un blog possono essere letti attraverso l’uso dei feed RSS oltre che collegandosi al blog stesso, le foto del blog possono essere presenti anche su Flickr e i video su Youtube.

Potrebbe sembrare un esempio banale, ma questa realtà esiste solo da poco tempo. Fino a qualche anno fa, infatti, i contenuti presenti su un sito web erano accessibili unicamente collegandosi a quel sito: l’ottica di condivisione su cui si era basata la nascita del world wide web, infatti, si era scontrata con limitazioni sia tecniche che commerciali: da un lato le connessioni degli utenti non erano adeguate, sia dal punto di vista della banda che del tempo a disposizione per la navigazione, dall’altro le grandi società presenti sul web trattavano i loro contenuti come qualcosa di esclusivo, basandosi su concetti di copyright che, con i nuovi strumenti a disposizione ormai di tutti, hanno seriamente bisogno di essere rivisti.

LA MULTICANALITA’ NEI MASS-MEDIA TRADIZIONALI:

La multicanalità non è però un concetto nuovo, nè creato dalla rete: da molti anni, infatti, il concetto di multicanalità esiste e viene sfruttato per gli eventi più popolari che la gente segue e a cui è interessata. Procedendo per esempi, un caso classico è la finale di Champions League. Fin dai giorni precedenti, gli appassionati leggeranno gli articoli sui giornali e le trasmissioni televisive che ne parlano. La partita, poi, può essere seguita in diversi modi: dalla classica diretta televisiva a quella radiofonica, fino ad arrivare alle trasmissioni che, non avendo i diritti per la trasmissione, raccontano quello che succede in campo attraverso gli ospiti in studio. Nei giorni successivi si continuerà a leggere giornali e a guardare trasmissioni per avere un quadro più completo della situazione, basandosi su moviole e commenti di ogni genere.

La multicanalità si svolge quindi sul “quando” e sul “dove” relativi all’evento: il “quando” riguarda i momenti precedenti, contemporanei e successivi all’evento; il “dove” si riferisce alle modalità di trasmissione e friuzione dei contenuti (giornali, televisione, radio).

Multicanalità nei vecchi mass-media

LA MULTICANALITA’ IN RETE:

Su internet, dal punto di vista concettuale, non cambia molto: un evento può essere seguito in diretta video (grazie a servizi come uStream o Mogulus), in diretta audio (da anni ormai è possibile creare e ascoltare senza difficoltà vere e proprie radio online), o in modo testuale (attraverso blog, twitter o servizi di chat). Anche il concetto di “quando” non è molto diverso: esistono modalità di fruizione dei contenuti che precedono l’evento interessato (articoli di presentazione, ad esempio), modalità che sono contemporanee all’evento (dirette video e audio, chat) e modalità successive all’evento stesso (articoli di commento, video registrati, clip audio e fotografie).

Quello che cambia realmente fra i mezzi di comunicazione precedenti e la rete è il rapporto fra chi crea i contenuti e gli spettatori: se nel modello classico si ha un numero basso di soggetti che trasmettono contenuti (radio, televisione, giornali) e un numero altissimo, nell’ordine anche dei milioni di unità, di soggetti che i contenuti li ricevono (spesso passivamente), nel modello di comunicazione della rete questi numeri si bilanciano. Chi legge, ascolta o guarda i contenuti può facilmente diventarne, a sua volta, produttore, portando a una situazione in cui il numero di soggetti che trasmette è quasi pari al numero di soggetti che riceve.

Multicanalità in rete

GLI EFFETTI DELLA RETE SULLA COMUNICAZIONE:

Un effetto collaterale di questo bilanciamento è che l’audience totale è sicuramente più basso, nel senso che è fisiologicamente difficile sia gestire che seguire una conversazione, perchè è di questo che si tratta, in cui è convolto un numero troppo grande di persone. Ognuno tenderà quindi a filtrare le fonti disponibili in modo da ottenere il giusto compromesso tra quantità e qualità delle informazioni.

L’audience, oltre che più basso, sarà però anche più attento e partecipe: produrre contenuti è molto più difficile che utilizzarli in modo passivo, richiede una riflessione che non è invece richiesta per la sola fruizione. Il pubblico della rete, nel momento in cui produce e rielabora contenuti, sarà quindi un pubblico che ha la possibilità di creare opinioni e di decretare il successo o l’insuccesso di un contenuto.

Gli operatori della comunicazione tradizionale dovrebbero dunque fare attenzione a questi fenomeni, e vederli come complementari (e non contrapposti) alle loro attività. L’esperimento di questa sera a Versione Beta, in cui verrà presentato un aggregatore di contenuti web, paralleli alla trasmissione e generati dagli utenti, darà una prima idea delle potenzialità del mezzo: alla trasmissione tradizionale, diffusa alla radio, farà da spalla un sistema che permette agli utenti di scambiarsi opinioni su quello che succede in onda prima, durante e dopo la trasmissione.

Può essere un’arma a doppio taglio o una grande opportunità, questo dipenderà in buona parte dall’atteggiamento dei grandi media nei confronti della rete: Versione Beta, fino ad oggi, sembra muoversi nella direzione giusta e, se gli esperimenti avranno successo, può darsi che in un futuro questo genere di esperimenti diventeranno un’abitudine. A quel punto, forse, ci chiederemo come avevamo fatto fino a quel momento… :)

Matteo Moro – www.MatteoMoro.net

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19 Responses to “Multicanalità: un contenuto, tanti modi per ottenerlo”


Luca Moretto 08/13/2007

hai fatto un’ottimo articolo……!!!!!! complimenti.

m1k3l3 08/13/2007

molto interessante direi!
poi chiedevo, esattamente in cosa consisterebbe un aggregatore web?

Matteo Moro 08/13/2007

<strong>@Luca:</strong>
Grazie, speriamo bene per stasera…

<strong>@m1k3l3:</strong>
Un aggregatore web è una pagina web che raggruppa una serie di fonti riguardanti uno stesso argomento/evento. Quello preparato per stasera, ad esempio, contiene una selezione di video da Youtube, alcuni intervenmti da Twitter, una selezione di post della blogsfera italiana, una chat e qualche altra cosa che a memoria non ricordo. :)

Federico Bo 08/13/2007

Un ottimo post.

Dalla selezione ex ante delle notizie e delle informazioni operata dei media tradizionali che offre un prodotto già confezionato, al filtraggio operato ex post dalle varie communities, che seleziona e fa emergere dall’oceano informativo i memi e gli argomenti che ritiene più interessanti.

Media tradizionali -> offrono un modellino di automobile già assemblato, comodo ma passivo
Nuovi media -> offrono un kit di montaggio, richiede più lavoro ma rende più attivi e partecipi. Inoltre si possono scambiare pezzi con altri per costruire macchine diverse da quelle previste. Maggiore eterogeneità, più possibilità, più punti di vista.

Campobaseweb 08/13/2007

Provo a smussare il mio scetticismo .. e ce la metto tutta :-)
L’aggregazione di contenuti che limita la crescita a dismisura del pubblico .. rendendolo più attento e partecipe .. mi suona bene ma .. resto diffidente :-(
L’aggregazione io la vorrei alla rovescia.
Prima aggregherei un’utenza .. poi darei la possibilità a quell’utenza di aggregare i contenuti .. in base ai propri criteri.
Un’altra cosa che mi piacerebbe aggregare sono i commenti su temi diversi che fa un’unica persona .. in modo da evidenziare il fatto che sono ispirati da una certa logica .. o razionale .. o da una certa idea .. in modo da poter facilitare il compito di arrivare a dire qualcosa che ha bisogno di essere .. argomentato .. per poter essere capito.

m1k3l3 08/13/2007

sembra interessante come progetto!

08/16/2007

@campobaseweb:
La situazione ideale, in cui il pubblico è attento e partecipe, è la conseguenza di una maggiore “fatica” da parte del pubblico stesso. Posso dire, per la mia esperienza, che questo succede. Non ai livelli dell’utopia secondo cui *TUTTI* diventano più attenti, ma diminuendo l’audience attiva sicuramente questo succede.

Per quanto riguarda l’aggregazione dei commenti di un singolo utente, esistono a questo proposito servizi come CoComment, con tutti i difetti che può avere. Personalmente non sono iscritto e non l’ho provato, ma dovrebbe fare più o meno quello che chiedi. magari provalo e facci sapere. :)

Campobaseweb 08/21/2007

@mBG:
ho cercato di scoprire come si fa il grassetto e come si mettono i link nei commenti WordPress: non ci sono riuscito ..

ho cercato di aprire un blog “campobaseweb.wordpress.com” e di importare il mio blogger blog in formato bozza, per revisionare gli articoli e scegliere un aspetto / modello / template con un grano di sale … ma ho dovuto abbandonare l’impresa per l’enorme quantità di tempo che mi avrebbe chiesto ..

sono infastidito dalla mancanza di un’anteprima dei commenti WordPress ..

la “fatica” necessaria perché il pubblico diventi attenti e partecipe .. come dici nel tuo commento .. (perché “diventi utente anziché consumatore” .. direi io) .. è ancora troppa per essere ritenuta tollerabile da chi non si è già convertito .. affrontarla comporta il rischio di assuefazione alla prova (infinita e fine a se stessa) di sempre nuovi servizi e all’accesso (infinito e fine a se stesso) a sempre nuovi contenuti ..

piuttosto di andare a provare il nuovo servizio CoComment (grazie comunque per l’apprezzato suggerimento) preferisco farmi un’aggregazione manuale dei miei commenti ai (pochissimi) blog che sto seguendo .. con cose tipo il Blocco Note di Google .. oppure il calendario che ho inserito nel wiki http://campobase.pbwiki.com/FrontPage

Questo post .. “Multicanalità: un contenuto, tanti modi per ottenerlo” .. fa pensare che i “tanti modi” abbiano bisogno di un’interfaccia .. che non si possa richiedere ad ogni “singolo utente” di affrontare la fatica di esplorare tutti i possibili modi .. che l’interfaccia .. se possibile .. debba essere realizzata dal lato utente .. non dal lato “fornitore di multicanalità” .. se così posso esprimermi ..

Posso?

08/21/2007

@campobaseweb:

Puoi, tanto ormai l’hai già fatto. :)
Detto questo, se da un lato il fatto che esista una moltitudine di servizi simili può essere vista come una fatica aggiuntiva per l’utente, dall’altro è una ricchezza. Il fatto poi che ne escano ogni giorno di nuovi è chiaramente indice di un fenomeno giovane, quale il web2.0 in effetti è, non ancora stabilizzato.

Questo è fisiologico, con il tempo i servizi che non avranno avuto successo inizieranno a sparire e gli altri si consolideranno, sperando di mantenere almeno un po’ di varietà, per avere la possibilità di scegliere oltre che la semplicità per tutti. Questi due aspetti non sempre vanno a braccetto, ma sono entrambi necessari e la soluzione è, come spesso accade, un compromesso fra le due cose.

Quale sia il punto in cui la fatica per l’utente è troppa, è soggettivo. Questo è sicuramente un periodo “esplorativo”, in cui si sviluppano un sacco di servizi anche per capire cosa può essere realmente utile.

Il fatto che tu dica che preferiresti fare meno fatica è in contraddizione con la tua preferenza per una gestione “manuale” dei tuoi commenti. Non uso servizi di aggregazione per questo genere di contenuti, ma immagino siano più comodi di un blocco note. :)

Campobaseweb 08/24/2007

@mBG:
Vero .. la gestione manuale “sembra” più faticosa se c’è un bel servizio che ti fa tutto in automatico :-)
Ma .. se quel servizio lo volessimo adottare per “integrarlo” in un’interfaccia Web 2.0 da condividere con altri .. per un uso dedicato alla gestione operativa di una situazione .. virtualmente reale (cioè per una realtà distribuita e asincrona da gestire on-line)?
Mi dirai che prima dovrei avere “la situazione” di cui parlo.
Vero anche quello.
Resta il fatto che se gli entusiasmi giovanili non si calmano il web 2.0 non si stabilizzerà mai; a un certo punto ci sarà tanta roba nuova e si comincerà a pensare che possa servire a fare .. cosa? dopo il web cognitivo (1.0) e il web sociale (2.0) .. cosa verrà e si chiamerà 3.0??
Ecco perchè preferisco lavorare in manuale .. perché preferisco lavorare in un ambiente “stabilizzato” da una ragione d’essere ..
Questo Blog è 2puntozeropertutti o è 2puntozeroperchiloprova :-) ?

Matteo Moro 08/25/2007

<strong>@campobaseweb:</strong>

<blockquote>Vero .. la gestione manuale “sembra” più faticosa se c’è un bel servizio che ti fa tutto in automatico :-)
Ma .. se quel servizio lo volessimo adottare per “integrarlo” in un’interfaccia Web 2.0 da condividere con altri .. per un uso dedicato alla gestione operativa di una situazione .. virtualmente reale (cioè per una realtà distribuita e asincrona da gestire on-line)?
Mi dirai che prima dovrei avere “la situazione” di cui parlo.
Vero anche quello.</blockquote>

Mi sembra una situazione un tantino troppo generica per dare una risposta. Non esistono servizi perfetti, figuriamoci se ne esistono di “universali”. :)

<blockquote>Resta il fatto che se gli entusiasmi giovanili non si calmano il web 2.0 non si stabilizzerà mai; a un certo punto ci sarà tanta roba nuova e si comincerà a pensare che possa servire a fare .. cosa? dopo il web cognitivo (1.0) e il web sociale (2.0) .. cosa verrà e si chiamerà 3.0??</blockquote>

Ottima domanda. :)

<blockquote>Questo Blog è 2puntozeropertutti o è 2puntozeroperchiloprova :-) ?</blockquote>

Questo blog è un tentativo, piccolo, di mettere ordine. Nè più nè meno.

Campobaseweb 08/29/2007

@mBG:
apprezzo moltissimo il tentativo di mettere ordine, che .. si capisce benissimo se si ha un certo “background” ..
Potrebbe valer la pena mettere in piedi anche un tentativo di ordine “special purpose” .. quindi di applicare questa “general purpose” iniziativa a una situazione concreta .. no?
Sono tornato qui dal post su “Mappe mentali” .. dove ho lasciato un commento http://tinyurl.com/yo2ypp che esprime preoccupazione per la mancanza .. nel bagaglio culturale dell’italiano medio .. dell’idea di “framework” .. e in modo particolare di “software framework” ..
Disporre di una “mindmap” di ciò che può rappresentare l’ordine .. in tema di Web .. è molto preferibile alla sensazione di essere “mindboggled” (intellettualmente ed emotivamente sopraffatti) ..
Mi sembra .. ;-)

mBG 08/29/2007

<strong>@campobaseweb:</strong>

Ogni tanto faccio fatica a capire se sono scemo io o se sei criptico tu. Detto questo, senza offesa, vedo negli ultimi commenti molto fumo e niente arrosto.

Qua si cerca di spiegare qualche concetto nella maniera più semplice possibile, nè più nè meno. Non capisco, onestamente, dove vuoi arrivare…

Campobaseweb 08/31/2007

@mBG:
di sicuro sto abusando della tua pazienza ;-) … ma lo faccio a fin di bene .. credo
Non è che sono criptico .. è che cerco d’imboccare una strada difficile ..
Ho cercato d’introdurre .. nel mio parlare .. la nozione di “framework” .. cioè di “quadro di riferimento concettuale” …
Un dirigente aziendale di 24 anni fa mi direbbe .. Bertuzzi .. cosa vuol dire “concettuale” ?? .. where is the beef ???
Tu hai detto esattamente la stessa cosa ..
Qui il problema è trovare una via di mezzo tra i fumo e l’arrosto ..
Mi sta benissimo la semplificazione dei concetti ..
Si fa qualcosa di male a cercare di .. andare oltre .. ??
Una classificazione ordinata di componentistica software è una bella cosa .. la si sta già facendo … bene .. bravi .. :-)
Una identificazione di componenti da provare e integrare in un ambiente operativo di riferimento .. pilotato dalla condivisione di un “framework” .. è un concetto “fumoso” ??
O è forse difficile da capire perché gli manca il kick-off .. (Scusami sto scrivendo molto velocemente .. ) … cioè l’idea integratrice .. da condividere .. che potrebbe generare “il framework” .. ??
.. non mi sembra si tratti di voler essere fumosi ..
.. magari è un semplice rincoglionimento ;-)

mBG 09/01/2007

@campobaseweb:

Continuo a non capire dove vuoi arrivare. Qual è la situazione concreta per la quale vorresti un “ambiente operativo di riferimento”? Ma soprattutto, esiste qualcosa del genere?

Come dicevo in un altro commento, qua si cercano di spiegare in modo possibilmente semplice cose che magari sono già semplici, ma che la gente comune non capisce per difficoltà terminologiche.

Perdonami, ma continuo a considerare il tuo discorso molto fumoso e ad avere sempre più difficoltà a rispondere, non per questioni di pazienza ma di contenuti.

Se qualcuno più intelligente o acculturato di me è in grado di capire, lo spieghi anche a me…