Cresce la paura, come si proteggono gli italiani dai furti in casa

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Media complici o meno, tra gli italiani continua a serpeggiare la paura. Una paura di quelle ataviche, che non sembra trarre alcun tipo di sollievo da quelli che sono i dati del Ministero dell’Interno.

Nonostante i reati siano numericamente in calo, è comunque la qualità degli stessi a far rimanere gli italiani scarsamente sereni. Il furto in casa è l’incubo di chi abita nel Belpaese ed è per questo che continua a crescere l’interesse per l’antifurto casa e per tutti gli altri sistemi in grado di dissuadere e/o bloccare ladri e malintenzionati.

Ma è davvero giustificata la psicosi, se così vogliamo chiamare il desiderio di sicurezza degli italiani? Oppure si tratta – e sarebbe una cosa già vista – di qualcosa di amplificato enormemente dai media?

I reati sono in calo, ma il 78% degli italiani si sente meno sicuro

I dati del Ministero dell’Interno sembrerebbero inequivocabili. I reati sono in forte calo da ormai più di un ventennio, complici azioni più efficaci delle azione dell’ordine e – dicono i ben informati – una minore propensione degli italiani di oggi a denunciare.

Sta di fatto però che il 78% degli italiani si sente meno sicuro di prima e crede che i reati siano invece in aumento.

Un problema che dunque, se affrontato quantitativamente, sembrerebbe essere principalmente di percezione. In realtà, come per tutte le vicende complesse, la questione è molto più ampia. Perché se è vero che i reati sono generalmente in calo, è altrettanto vero che quelli di particolare allarme sociale sono ancora endemici nel nostro paese (e nel resto d’Europa).

Il furto in casa è il reato contro il patrimonio più temuto

Non è soltanto, dovrebbe essere evidente, una questione di perdita di denaro o di beni patrimoniali. Gli italiani sembrano temere – ed è un sentimento in comune quantomeno con gli altri popoli europei – con maggiore intensità il furto in casa.

Come appena anticipato, si tratta di una questione che trascende, almeno in parte, la questione economica. Se è vero che moltissimi italiani continuano a custodire in casa valori importanti (gioielli, mobili di pregio, ma anche contanti), è altrettanto vero che più di quello che si perde, è il senso di violazione a continuare a far male anche a distanza di anni dal furto avvenuto.

Non basteranno dunque dati del Ministero o un ulteriore inasprimento delle pene. Chi ha subito un furto in casa o conosce qualcuno che lo ha subito di recente, continuerà a sentirsi poco sicuro.

Tra antifurti e voglia di farsi giustizia da soli

Le conseguenze? Un’attenzione sempre maggiore verso i sistemi antifurto di ultimissima generazione, quelli in genere collegati a vigilanza privata e centri di controllo e sorveglianza. Che si sia in casa o meno, gli italiani desiderano avere sempre il massimo della protezione, una protezione che le Forze dell’Ordine non possono permettersi di garantire.

E c’è anche chi insiste nel volersi fare giustizia da solo. Quello dell’estensione della legittima difesa e dei casi in cui sarebbe applicabile è e continuerà ad essere un tema caldo a livello politico per i prossimi anni. O almeno fino a quando ci sarà un’inversione di tendenza dei sentimenti che gli italiani continuano a provare nei confronti della diffusione del crimine e della quantità di furti in casa che avverrebbero ogni anno.

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