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E’ questa l’informazione in rete che dovremmo pagare?

ven, 12th agosto, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati

Credo sia capitato a tutti. Leggi su un giornale una notizia di un argomento che conosci e ti rendi conto di quante informazioni sbagliate contenga. E quindi ti viene il dubbio:

“ma sarà cosi anche per tutte le altre notizie che non sono in grado di valutare?”

Oggi mi è successa una cosa simile.

Ho l’abitudine di cercare in rete le notizie su Montichiari, la città dove abito. Qualcosa salta sempre fuori e mi piace tenermi informato.

Come nuovo risultato oggi trovo questa notizia dal sito dell’ANSA.  (riporto gli screenshot perché non so quanto possano rimanere attivi i relativi link)

ansa1  ( link )

Nella notizia c’è uno strafalcione enorme:
la Fassa Bortolo è un cementificio e produce materiale edile, non certo calze.

E’ molto conosciuta, ha sponsorizzato per anni una squadra di ciclismo (ora sponsorizza a Montichiari l’unico velodromo coperto italiano) e a più di una persona sarà capitato di notare in molti cantieri edili, i silos con il loro nome impresso.

Lo stesso problema appare anche sul messaggio ANSA più stringato:

ansa2 ( link )

A voler essere pignoli qui anche la parola Cellophane è stata storpiata in Chellopane e manca una “di”, ma su quello sorvolo Sorriso

Mi sono meravigliato che all’autore dell’articolo tutto questo non sia venuto in mente o che non si sia almeno domandato cosa ci facesse un altoforno in una ditta di calze, ma l’errore ci può stare.  Decido in ogni caso di segnalare loro la correzione (sul sito c’è “scrivi alla redazione”).

Non so se in seguito al mio messaggio o grazie a verifiche interne, ma un paio di ore dopo la notizia rilanciata appare corretta (anche degli errori di scrittura)

ansa3 ( link )

Sembrerebbe tutto sistemato se non fosse che l’ANSA è anche una delle fonti principali di tutta una serie di giornali che, nel tempo, hanno imparato che è meno costoso rilanciare i comunicati ANSA senza nemmeno leggerli invece che utilizzarli come spunto per fare quelli che una volta erano veri e propri servizi giornalistici.

Infatti mi è bastato attendere ed ecco che ho trovato quello che cercavo:

corriere1 ( link )

Allora io vi chiedo:

- E’ sufficiente scrivere (ANSA) all’inizio dell’articolo per sollevarsi dalla responsabilità sui contenuti della notizia?
- E’ veramente questo il tipo di informazione che vogliamo trovare sui siti dei giornali?
- Se io dovessi decidere di pagare per avere notizie, non sarebbe meglio pagare direttamente l’ANSA, sperando che i soldi le facciano migliorare il servizio, invece che darli a chi non fa altro che “rivendere contenuti”?

Se volete riportare semplicemente le notizie che trovate in giro, invece di aprire un giornale, perché non aprite un blog.

Ce ne sono tanti che riportano notizie raccolte nella rete ma almeno non pretendono di essere chiamati “informazione”.

Dopotutto cosa c’è di diverso tra il post del corriere e questo?  Sorriso

crimeblog1 ( link )

A questo punto mi sorge solo un dubbio: che la Fassa Bortolo la conosca solo io?

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[Netcrologio] VCAST

mer, 3rd agosto, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati

Nome: VCAST

Chiusura: 9 AGOSTO 2011

Tipologia: Servizio di registrazione online di programmi televisivi

Commento:
E’ un vero peccato perchè era un ottimo servizio, comodo e utile, anche se da tempo era stato costretto a rimuovere i canali mediaset dall’elenco dei canali registrabili.
Effettivamente però era un po’ che non lo usavo. Che l’era della TV sia veramente superata?

Alternative:
riporto qui quanto gli stessi gestori di Vcast hanno scritto nella loro comunicazione di chiusura:

Molti utenti ci hanno chiesto di indicargli quali servizi possono sostituire Vcast, in realtà servizi
analoghi di registrazione TV su Internet a nostra conoscenza non ne esistono piu’, NextTV di Telecom Italia
ha chiuso il trial il 2 Agosto e anche Bong.Tv ha cessato la registrazione dei canali italiani da tempo.
Per un ambito piu’ ridotto relativo alla sola gestione dei podcast e delle radio DriveCast (http://drivecast.eu)
rappresenta una ottima soluzione.
Per chi vuole la vita facile e non complicarsela con le varie chiavette USB da collegare al PC e con i loro
programmi di registrazione, la BLOBBOX (http://bit.ly/pCNE9M) è una ottima alternativa, e gli sviluppatori
prevedono di introdurre la programmazione delle registrazioni da web entro l’ autunno.

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Web Semantico -

mer, 11th maggio, 2011 - Posted by - Commenti disabilitati

semantic_web.jpg

“Una delle migliori cose sul Web è che ci sono tante cose differenti per tante persone differenti. Il Web Semantico che sta per venire moltiplicherà questa versatilità per mille.“ ( Tim Berners Lee)

Generalmente la ricerca di una parola sui motori di ricerca attuali , non contestualizzata, può generare un overload di risultati e quindi un eccesso di risposte inutili.Per ovviare in parte a tale effetto viene in soccorso la “tecnologia semantica” che dà rilevanza al significato reale dei termini e considera il contesto in cui sono inseriti, consentendo una ricerca più precisa e riducendo le risposte ridondanti.

A tal fine vengono impiegati sistemi di OSM (Ontology Systems Management) che possono utilizzare diversi linguaggi standard, come l’RDF (Resource Description Framework) o l’OWL (Web Ontology Language) che consentente nuovi costrutti.Con OWL è possibile scrivere delle ontologie che descrivono la conoscenza che abbiamo di un certo dominio, tramite classi, relazioni fra classi e individui appartenenti a classi.
“L’uso più comune del concetto di un’ontologia è nell‘intelligenza artificiale e nella rappresentazione della conoscenza, dove descrive il modo in cui molti schemi vengono combinati in una struttura dati contenente tutte le entità rilevanti e le loro relazioni in un dominio. I programmi informatici possono poi usare l’ontologia per una varietà di scopi, tra cui il ragionamento induttivo, la classificazione, e svariate tecniche per la risoluzione di problemi.” ( da Wikipedia )
L’RDF ci offre il modo di realizzare dichiarazioni che sono processabili dalle macchine.
In una dichiarazione RDF tutte “le parole” sono degli URI ( identificatori). Per identificare cose sul Web vengono utilizzati gli identificatori, un sistema uniforme di identificatori di risorse ( URI). Una forma di URI è l’URL o Localizzatore Uniforme di Risorse,un URL identifica e localizza una risorsa, un indirizzo.

(continua)

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Ehi, amico del Nebraska!

lun, 3rd maggio, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

Studio i feed e le loro applicazioni da sempre, e la cosa mi intriga assai. Mi piace macinarli, combinarli, ottimizzarli, ecc. E poi darli in pasto a chi sa farne qualcosa di utile come nel caso di RssMapper.

rssmapper

E poi è così bello sapere che lo zia d’America, proprio quello del Nebraska (chi non ha uno zio in America?), sta leggendo il tuo blog.

p.s. se ti interessano i feed rss non perderti la mia guida su Feedburner!

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Travel blog

lun, 3rd maggio, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

Ci sono un sacco di strumenti disponibili nel sociale web, per costruirsi un “travel blog personale”. Ad esempio Travelpod che, a mio modo di vedere è un po’ troppo macchinoso, oppure, in lingua locale c’è MyBaggy, e tanti altri ancora.

L’altro giorno, mentre scrivelo la recensione per Wired di Tripit, mi sono avventurato in territori sconosciuti e mai esplorati. Tripit, oltre alle sue specificità di travel organizer, permette di tener traccia anche dei viaggi archiviati, comprensivi di tutti i dettagli che siamo in grado di offrirgli, foto, indirizzi, ticket, ecc.

In pratica può trasformarsi in un ottima piattaforma per gestire il proprio “personal travel blog“. Provatelo, son sicuro che questa curiosa declinazione non vi deluderà!

Io lo sto facendo e mi ritrovo a disposizione in un unico aggregatore, con estrema facilità, indirizzi utili, mappe, foto, ecc.

tp

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Twitter4BB

sab, 10th aprile, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

Un paio di riavvii del palmare subito dopo l’installazione ma, alla fine, tutto è andato a buon fine.

Twitter per il Blackberry, finalmente sviluppato da RIM, è disponibile per il download dal sito ufficiale.

Prima impressione molto positiva. Più semplice, versatile e intuitivo dei vari programmi per iPhone.

twiter

#twitter4BB (via)

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Pagine per comunità

ven, 2nd aprile, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

Da queste parti abbiamo analizzato spessissimo il fenomeno delle fan page. Il bloggante ne ha descritto gli usi possibili per i marchi, le aziende, le organizzazioni pubbliche, nonchè l’opportunità per chi detiene un blog, di usarle come canale, megafono, amplificatore delle propie attività e del proprio personal branding.

personal branding

Non è comunque facile, per l’utenza di Facebook, districarsi fra i meandri e i significati di profilo, fanpage, activity, group, vanity, ecc. E ora la situazione si complica con l’introduzione delle “community pages“.

L’intento di Facebook, però, è abbastanza chiaro e risponde ad esigenze interne di controllo, e di contrasto, alle comunità non ufficiali che imperversano dentro il più grande social network del mondo. Il fenomeno delle “unofficial pages” e dei “fake” in genere, richiede un enorme sforzo da parte dei gestori di Facebook, nel monitoraggio e nell’eventuale rimozione, specialmente quando a richiederla sono le organizzazioni e i brand danneggiati.

Con le “community pages”, Facebook vuol stimolare le vere comunità sociali, quelle con scopi chiari ed etici: “Generate support for your favorite cause or topic by creating a Community Page. If it become very popular (attracting thousands of fans), it will be adopted and maintained by the Facebook community.”

social pages

Non è chiaro, invece, cosa succederà in futuro e in che forma si manifesterà questo sostegno da parte di Facebook. Alcuni immaginano un clone di NING dentro Facebook per le comunità sociali. Staremo a vedere.

Intanto ho creato la social page di InnovatoriPA, per capirne meglio i meccanismi e gli sviluppi futuri.

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Twitter analysis

sab, 13th marzo, 2010 - Posted by - (2) Comment

Nella stesura dei post della settimana uscente ho argomentato circa l’utilizzo di Twitter da parte dei politici, nostrani e non. Nella ricerca di strumenti, soluzioni e aggregatori vari mi sono imbattuto in Follower Wonk un servizio davvero semplice ma allo stesso tempo utile per la ricerca e la comparazione dei soggetti della mia ricerca.

twitt politici

Grazie ai grafici semplici e di facile interpretazione, si possono estrarre diversi dati sull’attività degli utenti di twitter soggetti all’analisi, e con questi farne delle comparazioni utili al proprio lavoro.

Lo strumento serve anche come motore di ricerca per quegli utenti di cui non conosciamo l’account ma di cui abbiamo alcune indicazioni anagrafiche o biografiche.

Potrebbe essere utile anche per gli amici di Lademocrazia.it, forse!

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A tutto twitter

ven, 5th marzo, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

State twittando? Come dei dannati?

Ok, date un occhiata qui, e poi qui!

Oh yea, siamo in una grande piazza!

E se twittate anche con loro? Ora siete avvertiti :-)

Se avete dubbi, chiedete a LUI, che lo usa bene!

Enjoy

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Digital art

gio, 25th febbraio, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

Le cose stannno più o meno così: il bloggante si sta dedicando a un trattarello che vedrà la luce a tarda primavera e, googlando sulle ali della keyword “homo digitalis”, in piena serendipità, ha trovato questo video.

La cosa sorprendente è quanta digital-art, sparsa per i rivoli del web, si stia dedicando alla ricerca di un iconografia dell’uomo digitale.

Let’ carry on!

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Al loop al loop!

gio, 11th febbraio, 2010 - Posted by - Commenti disabilitati

Oggi vi tedierò ancora su Buzz.

Le considerazioni di questo post sono relative alle dinamiche degli abitanti della rete. Guardano più all’affermazione di modalità condivise fra gli early adopters che non ad un osservazione più generale sulla bontà degli strumenti e dei servizi per le organizzazioni (che tratterò più avanti). Quindi ce la suoniamo e ce la cantiamo fra di noi, per capirci fra quelli che fanno un uso quotidiano degli RSS e cercano di ricavare il massimo dall’interoperabilità fra i servizi del social web.

Del Lifestream, questo fenomeno che ci attanaglia e ci eleva lo status di “partecipante” ai livelli massimi, ho parlato spesso, al punto di postare anche un item su wikipedia: Socialsfera!

Lifestream

immagine di David Armano

Detto questo provo a definire un contesto che mi permetta di centralizzare i flussi, controllare le sorgenti, orchestrare le relazioni e, ovviamente, evitare il loop.

Da cosa partire? Cosa mettere al centro? Se stessi come hub o le sorgenti a cui si attinge? O entrambi? Direi entrambi!

Quindi, i due punti di partenza sono inevitabilmente il proprio “public profile” su Google: http://www.google.com/profiles/gigi.cogo (dite la verità, da quanto non lo controllavate?) e i contenuti condivisi nell’aggregatore di Rss: http://www.google.com/reader/shared/gigi.cogo . In pratica definisco chi sono e cosa leggo. Che per molti nella socialsfera corrisponde un po’ al detto “sono quello che leggo“. Ma a dir la verità, io sono anche quello che scrivo, per cui centrale diventa anche l’emittente primaria delle mie elucubrazioni: il blog.

Certo, qui la situazione si complica perchè da più parti si tende a sottolineare che le conversazioni “trasversali” nei sistemi di Lifestreaming tendono a svuotare le aree commenti dei blog. Io non sarei così talebano, anche perchè esistono diversi servizi che permettono di gestire i commenti attraverso un costante monitoraggio delle fonti blog e delle discussioni che ruotano sulle stesse. Cito Backtype oppure Intensedebate, solo per citarne alcuni.

Quindi per evitare il loop si tratta di fare ordine alle proprie idee e capire come indirizzare il flusso. Per quanto mi riguarda punterei proprio su Buzz in considerazione del fatto che la social search di Google privilegia sicuramente questa sorgente sia per le persone: http://www.google.com/s2/search/social che per i contenuti: http://www.google.com/s2/search/social#socialcontent.

Quindi si tratta di gestire con un certo ordine le sorgenti da inserire fra i propri “siti collegati” al profilo di Google.

Ponderare bene se sia davvero il caso di far convergere in questo aggregatore anche gli altri flussi (Twitter e Friendfeed fra tutti), scegliere il tipo di presenza: pubblica nel caso si intenda socializzare globalmente e far conoscere le proprie opere, i propri pensieri e le proprie relazioni, privata nel caso si scelga di moderare la presenza, renderla meno chiassosa e magari chiusa su alcuni cluster professionali o famigliari.

Certo, sempre contestualizzando l’ambito degli abitanti attivi della rete ed early adopters per antonomasia, va detto che ora non siamo più una sparuta avanguardia. Su Gmail c’è il resto del mondo che ci guarda, quindi la presenza pubblica va valutata molto seriamente.

Di Facebook che ne pensate? Io credo che porterà Friendfeed (dopo un anno quasi di sperimentazione dall’acquisizione del 2009) fin dentro la piattaforma madre, altrimenti rischia un calo rilevante.

Tecnicamente Buzz mi piace, apre un mondo di opportunità, non si distacca dai principi che hanno reso famosi i sitemi a 140 caratteri, ma li porta in contesti più ampi e più futuribili, lasciando agli utenti un ampia scelta di come gestire il proprio flusso e le proprie fonti. E non è poco.

Certo, Big G fa sempre più paura, la nostra wonder wheel è solo una rappresentazione di quello che LUI ci raffigura. Sta a noi lavorare di cesello. La partecipazione sul social web è fatica. Ma anche tanta attenzione.

attenzione

Ora, sarebbe il caso di capire come il post che state leggendo verrà commentato? Buzz ancora non prevede delle API di collegamento all’area commenti del blog, ma credo si tratti di aspettare poco :-) Intanto ecco il mio feed, fatene buon uso: feed://buzz.googleapis.com/feeds/gigi.cogo/public/posted

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Socialsfera e Big G

mer, 28th ottobre, 2009 - Posted by - Commenti disabilitati

Ammettiamolo, i contenuti che cerchiamo noi abitanti della rete sui motori di ricerca, sono sempre più spesso relativi alle attività del nostro clan. Egosurf, Vanitysearch, Reputation scan, sono attività quotidiane mirate a capire la penetrazione e la solidità delle nostre relazioni nella socialsfera.

Ed è naturale che sia così. Il web sociale è fatto di conversazioni che si intrecciano, si sviluppano, muoiono, resuscitano, si aggrovigliano nei social network e tornano attuali nei sistemi di lifestreaming. Le tecnologie aiutano con servizi, plugin e altri cazzabubboli ma, ora, Big G vuol dire la sua.

Perchè? Perchè il web evoluto è fatto di persone e le persone cercano persone.

Tutto è partito alla chetichella quando abbiamo concesso a Big G di raccogliere gli elementi della nostra identità che facilitavano le "relazioni" e li abbiamo liberamente dati in pasto per la ricerca.

profilo

Ora, i vantaggi di questa profilazione vengono messi in test nei Google Experimentals Labs, per farli testare al popolo "social" come opzione per la ricerca. Ovviamente sul sito in lingua inglese.

social search
Addentrandoci in questo servizio e andando a sollecitare le restrizioni della ricerca  ( spalletta di sinistra "All results/Social")  possiamo attivare il filtro sociale che ci restituirà le risultanze mirate sulla nostra rete di contatti sociali.

SOCIAL SCAN
E da qui potrebbe aprirsi il dibattito sulla necessità di moderare o di incentivare la raccolta di "anagrafiche sociali" (i nostri account sui social media, sui social network e sui servizi). E tutto gira attorno a quel paradigma che ancora non abbiamo assimilato bene quando abbiamo deciso di entrare nella parte abitata della rete. Siamo disposti ad esporre la nostra identità digitale e la nostra reputazione in cambio di servizi su misura?

Pensiamoci. Come risposta alle necessità di monitoraggio della socialsfera, la risposta di Google è buona. Ora mettiamo un po’ di attenzione alla reputazione.

E per finire un tutorial video. Enjoy!

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Blogopalla italica n.1

dom, 24th maggio, 2009 - Posted by - (1) Comment

Un nuovo appuntamento con una rubrica che analizza la settimana sulla blogosfera italiana.

Settimana dal 17 al 24 Maggio 2009.

Politica e società (Il lato “impegnato” della rete):

Siamo i più bassi d’Europa. Non perchè siamo mal rappresentati dal nano, ma perchè abbiamo gli stipendi più infimi. E non se ne esce da questa depressione. Anzi, il più amato dagli italiani raddoppia, triplica, quadruplica. Prima si invaghisce della Presidente di Confindustria, poi spara a zero sui parlamentari e infine nomina (ok, si dice sugerisce!!! ) un direttore del Tg1 finalmente superpartes.

Peccato che a pochi giorni dalle elezioni, anche a casa sua (MilanChannel non mi sembra sia la Tv del Di Pietro) gli facciano degli scherzetti biricchini!

Ma facciamoci del male fino in fondo (il bloggante è di fede milanista). E’ dunque la settimana del trionfo di Mr. “Ziru Titoli“. A uno che inventa termini come “prostituzione intellettuale” offrirei una “direzione marketing e comunicazione” :-) E già si vendono le magliette su eBay e …..nascono i primi gruppi su Facebook. Geniale!

Tornando a questioni più serie e drammatiche, proprio ieri il presidente Napolitano ha ricordato Falcone e Borsellino a 17 anni dalla strage di Capaci. Inutile dire che le “parole sono importanti” e, per l’ennesima volta il nostro presidente ha richiamato al suo dovere la “politica“!

Tecnologia (Il lato “smanettone” della rete):

Due novità da Big G. La prima è relativa all’integrazione di Google Translate (il traduttore di Big G) in Gmail, e la seconda è relativa alla disponibilità di Chrome 2 (la vendetta), più leggero di un grissino!

Importante discesa in campo (sul web) anche del Vaticano che, aderisce in toto alle tecnologie 2.0! Sempre sul web, si vocifera di un forte interesse di Yahoo per un Social Network. Per un azienda con la canna del gas in bocca, non è male come idea.

Ultima annotazione sulla Settima della sicurezza. Un importante evento teso a sensibilizzare tutta l’utenza internet sull’uso consapevole e attento della rete.

Cazzeggio della blogopalla (Il lato “burlone” della rete):

Se ci piace cazzeggiare? E come no!
Chissà se all’oceanico Wordcamp c’è stato il tempo anche per cazzeggiare amabilmente? Aspettando il resoconto di Wolly, forse lo si può già scoprire dalle foto!

bici

Intanto diamo una scorsa al fiume di cazzeggio su FF dove un post serio può diventare cazzeggio fluido.

Alla prossima settimana. Le fonti a cui questo blog attinge sono nell’ordine: Wikio, Liquida, Memesphere, Aggregatore.com e, ovviamente il proprio lettore di feed dove, ogni tanto si possono trovare dei post consigliatissimi.

Questa rubrica viene replicata settimanalmente da Ibridamenti da Procida Blog. e da Duepuntozeropertutti

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Papa 2.0

ven, 22nd maggio, 2009 - Posted by - (1) Comment

Che dire, collegatevi, provatelo e gustatevi questo Papa 2.0. C’è davvero tutto, l’applicazione Facebook, il Wiki, il canale YouTube, l’applicazione iPhone, ecc. Pope2You è il nuovo media web “evoluto” e “voluto”da Ratzinger. Alè!

pope

via

«Pope to you – spiega mons. Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, – è il primo tentativo valido di un sito che cerca di avere un dialogo propositivo con i giovani sulla linea di quanto indicato dal Papa nel messaggio per la Giornata mondiale ovvero promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia».

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Il lento scorrere del web sociale

gio, 21st maggio, 2009 - Posted by - Commenti disabilitati

Sono un paio di giorni che rimurgino attorno a questo post di Louis Gray. Lo leggo, lo rileggo, leggo i commenti e rianalizzo fiumi di bit che ho scritto sulla socialsfera.

Rileggendo vecchi post su Webeconoscenza, mi accorgo di come mutano e si perfezionano i comportamenti web-sociali a seconda del grado di penetrazione dei social media e dei social network. Un altro elemento è l’allargamento delle relazioni e il numero potenziale di social-friends raggiunti o semplicemente sollecitati, in piena aderenza alla teoria dei 6 gradi di separazione.

Non so se ne verrà fuori un meme, perchè ho imparato che un post ha efficacia non solo grazie a Google e al suo rank, ma grazie proprio alla capacità di farlo scorrere verso i rivoli giusti della socialità.

Veniamo al dunque ed ecco la mia scaletta:

La fonte: Spesso è una chiaccherata con mia moglie, ma anche la lettura di un libro e spesso ancora una frase sentita alla tivù. Digitalmente le fonti per i post del mio blog (o dei miei blog) sono da attribuirsi alla lettura di feed o al lento scorrere di Friendfeed!

Il flusso primario: Scrivo sul blog principalmente alla sera tardi, impostando la data di pubblicazione differita. Questo perchè, molto spesso, il livello massimo di attenzione dei lettori si manifesta durante le ore di lavoro o alla sera fra le 21.30 e le 23.00.
Dal blog, ovviamente, i post defluiscono prima verso Feedburner e in modo quasi sincrono su Friendfeed.

Twitter: Negli anni scorsi ho utilizzato la notifica dei nuovi post su Twitter grazie al servizio TwitterFeed ma, questa soluzione non piace molto ai miei friends che mi cazziano dicendo…..”guarda che già ti leggo sul feed reader, non rompere anche qui con lo spam!”.

Facebook: Non partecipo attivamente a Facebook. In effetti mantengo una piccola e sobria Fan page e un profilo che aggrega solo i post di questo blog. Quindi i post arrivano anche su Facebook come rss aggregato ma, se qualcuno li commenta, mi distraggo. Volutamente. Privilegio i commenti sul blog.

Friendfeed e Twitter: Quando posto direttamente su Friendfeed, lo faccio con la coscienza del cazzeggiatore estremo. Infatti Friendfeed mi permette di condividere foto, link al mainstream, battute e altri deliri sociali. Non uso quasi mai la funzione di cross-post con Twitter che, ormai, è diventato più un servizio di status. Alcuni anni fa lo usavo per cazzeggiare e spesso per chattare (quante litigate con i talebani ) mentre ora non supero i tre twitt giornalieri di status.

Delicious: Rimane la fonte principale di bookmarking personale che, ahimè, ho sempre poco diffuso. Diggo poco, Stumblo meno e Socialmedian è li che ammuffisce.

Google Reader: La condivisione del lettore di feed è indubbiamente una fonte per i post ma anche un modo per far sapere ai miei lettori cosa leggo e da dove attingo per i miei deliri.

Meme: I meme e i trackback li gestisco con Technorati (ahimè come si sta deteriorando quell’utilissimo servizio) ma butto l’occhio sulla bacheca di WordPress per vedere i link in ingresso (la bacheca è settata su Google Blog Search). Leggo anche feed selezionati di Wikio, Memesphere, Aggregatore.com e Liquida che diventano ottime fonti. Ho smesso di usare il bottone di voto di Wikio. Non so perchè, ma ho smesso.

Dibattito: Ormai quasi esclusivamente Intensedebate, integrato in WordPress.

Restano video, foto, musica, viaggi e documenti, ma per questo c’è la mia pagina social.

Ed ora la mappa dello scorrere lento della mia socialità, sicuramente incasinatissima. E la vostra?

image

Crosspost da:http://www.webeconoscenza.net/2009/05/18/il-lento-scorrere-del-web-sociale/

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Facebook Giardino Parzialmente Murato

sab, 21st febbraio, 2009 - Posted by - (1) Comment

Lo scorso martedi17 febbraio, la lectio magistralis tenuta dal professor Davide Bennato, per il corso di Social Media Marketing della Digital PR Academy mi ha permesso, tra l’altro di focalizzare meglio perché non amo Facebook, per quanto ne apprezzi i numerosi pregi.

Facebook è un giardino parzialmente murato [semi-walled garden], ti da quindi l’illusione di essere in un ambiente aperto, ma in reltà è chiuso. Non ci sono porte e serrature, ma resta una prigione volontaria, soprattutto se si cade nel tranello di dimenticarsi del fatto che ci si trova in un giardino parzialmente murato.

Per scongiurare tale pericolo, il consiglio è quello di seguire periodicamente l’esempio del Grande Capo:

.
[Cit. Qualcuno volò sul nido del Cuculo, 1975]

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Twitter per un uso “istituzionale”

sab, 14th febbraio, 2009 - Posted by - Commenti disabilitati

Un concetto ancora non troppo chiaro, e che cerco di esprimere ogni volta che ne ho l’occasione, è quello legato al compito di “bonifica” che hanno le istituzioni rispetto ai social media.

La scarsa propensione alla “cultura della rete” e alla “cultura digitale” in genere, è coerentemente e perfettamente visibile nelle dichiarazioni e negli atti dei politici (non tutti per fortuna).

Sul caso d’Alia e sui mille casi precedenti, non sono particolarmente sorpreso perchè in tutto il mondo, dalla notte dei tempi, la legislazione di un popolo rispecchia la sua attitudine culturale. La legge è figlia della cultura.

Detto questo, mi sforzo sempre di spiegare ai politici con i quali ho relazioni, che il compito delle istituzioni è quello di “bonificare il canale” per far emergere il valore degli strumenti sociali della rete.

Per capirsi, se YouTube è visto come quel luogo di pervertiti bullisti e fancazzisti, allora spiego loro (ai politici) che dovrebbero veicolare tutta la comunicazione mediale anche su quel canale. Per far prevalere il “buon valore” sulla “fuffa”. Quindi, ben vengano gli esempi alla Gelmini, alla Brown, ecc. Le grandi aziende multinazionali questo paradigma lo adottano già perchè, per il loro fine, più tendono ad allargare il target e più profitti possono attrarre. Infatti, non si preoccupano certo di aprire una posizione su tutti i social media disponibili.

Per il politico, il profitto dovrebbe concretizzarsi con la soddisfazione del cittadino e con il conseguente consenso.

Tutto bello. Ma quando spiego cos’è Twitter la risposta è spesso: “quel posto cazzaro dove vi raccontate i caxxi vostri?”. Come faccio a spiegare che Twitter è solo un canale? E come tutti i canali può essere ben utilizzato anche per scopi istituzionali? Forse con alcuni esempi fra i tanti:

Governo Inglese

Governo americano

Polizie e Vigili del fuoco

Organizzazioni Internazionali

Agenzia di informazione

E in Italia ci sono esempi?

Comune di Torino

Atac Roma

Regione Veneto

e molti altri che non conosco. Cosa aspettiamo quindi a bonificare il canale?

via

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Meemi: nuova versione e novità

mer, 28th gennaio, 2009 - Posted by - Commenti disabilitati

img

Breaking news, ecco le ultime novità in casa Meemi.

Non sai cos’è Meemi? ISCRIVITI ORA!!! è gratis!! (io ve ne ho parlato diverse volte di Meemi)

Vediamo le novità:
* Risposte veloci
Ora è possibile rispondere ad un meme velocemente con un semplice meme testuale

* Mobile
Nuova versione mobile con una nuova grafica, semplice e veloce – http://meemi.com/m/

* Preferiti
Chi ha il tuo meme tra i suoi preferiti?

* Condividi con una mail
Ora puoi condividere i tuoi testi e le tue foto con una semplice mail, scrivi nell’oggetto il tuo meme, allega una foto ed invia il tutto al tuo indirizzo mail personale su Meemi.com. Per settare/conoscere il tuo indirizzo personale: Impostazioni -> Notifiche & Posting

* Emoticons
Finalmente sono approdate su Meemi anche le emoticons per esprimere il proprio stato d’animo. Suggerisci nuove emoticons a emoticons@meemi.com – http://meemi.com/p/help#emotic…

* Comandi veloci
In un meme testuale puoi inserire alcuni semplici comandi veloci:

- per impostare la località da cui scrivi: @loc nuova località
– per inviare un meme privato: ##screenname meme da inviare
– per settare un canale: #chan meme da inviare

* Nuova home e maggiore velocità
Ridisegnata totalmente la home ed incrementata la velocità

* No Ads
Abbiamo deciso di eliminare totalmente gli Ads presenti su Meemi, in modo da non disturbare gli utenti con spazi occupati inutilmente.

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Come cominciare ad utilizzare Friendfeed

mer, 21st gennaio, 2009 - Posted by - Commenti disabilitati

(crosspost di catepol)

I blogger, prima pazzi per Twitter, ci hanno messo veramente poco a diventare ora anche FriendFeed addicts.

Ovviamente mi trovate qui: http://friendfeed.com/catepol con la solita combriccola scalmanata di chattoni della blogosfera da contorno in mirabolanti discussioni…

Ora la gestione di due servizi potrebbe essere problematica, perchè non si sa più chi seguire e sopratuttto dove. Friendfeed sta diventando il luogo delle conversazioni e del cazzeggio, oltre che della condivisione del lifestream.

Suzukimaruti ha invitato tutti, qualche tempo fa, a provare FriendFeed spiegando che è un ottimo strumento per fare tante cose quali

1. aggregare i nostri contenuti di tutti i tipi in un unico luogo, in un unico flusso

2. conversare commentando contenuti propri o altrui, mantenendo le conversazioni correlate al thread

3. migliorare e/o filtrare le conversazioni utilizzando oltre che i commenti, il tastino like (oppure l’hide/nascondi per nascondere quelle che non ci interessano)

4. allargare la cerchia di amici che gravitano intorno ai nostri contenuti diffusi in rete (anche perchè il meccanismo degli “amici degli amici” ti permette di leggere e commentare anche chi non stai seguendo e quindi scoprire altre persone interessanti.

Akille ci spiega che molto del cazzeggio che prima avveniva nei commenti del blog ora avviene tutto su FriendFeed . Cosa che ha detto da subito anche Gigi Cogo.

In sostanza FriendFeed non fa altro che AGGREGARE quello che gli diciamo di aggregare: il blog, twitter, flickr, l’account facebook, youtube, lastfm, tumblr, lo status gtalk, qualunque feed e chi più ne ha più ne metta ecc. ecc. in una paginetta che si aggiorna con i nostri aggiornamenti ovunque li aggiorniamo (scusate il gioco di parole). Su FriendFeed possiamo anche, direttamente, postare foto, link, minipost.

Per ogni amico che decidiamo di seguire avremo la rispettiva paginetta dell’amico che si auto-aggiorna, a sua volta, con tutti i post, i commenti, le foto e i video preferiti, ecc. ecc. sia di questi amici che degli amici degli amici. Insomma, per capirci un gran feedreader molto più potente che ingloba tutto. Il tutto, entry per entry, commentabile da chiunque.

Vi spiegavo qualche post fa come utilizzare le nuove funzionalità di “repost su Twitter” che Friendfeed ha messo a disposizione, come regolare i propri flussi comunicativi da una parte all’altra (considerando anche Facebook) senza rischiare di andare in loop e di ammorbare ovunque i nostri contatti, e vi spiegavo inoltre come sincronizzare i contatti tra Twitter e Friendfeed.

Ora vi scrivo qualche altro consiglio utile (via) per utilizzare al meglio Friendfeed, sempre considerato integrato all’imprescindibile Twitter (che rimane lo strumento di microblog per eccellenza IMHO).

FriendFeed ha appena lanciato la nuova funzione che ti permette di  “find your Twitter friends” [FriendFeed link]: scoprire tra i contatti Twitter chi ha anche l’account Friendfeed in modo da fare un rapidissimo e cumulativo subscribe ai loro feeds. La trovate sotto Friends.

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E’ possibile fare il reply anche su Twitter dei commenti postati ad una entry Twitter di Friendfeed, semplicemente selezionando l’opzione, come mostrato nell’immagine:

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Conviene non utilizzarla sempre. Se la conversazione è cominciata su Twitter, però conviene che, commentando da Friendfeed, dove resta in forma di thread, arrivi anche il reply su Twitter, se il commento è inferiore ai 140 caratteri e soprattutto se può servire anche per chi ci segue solo su Twitter (ancora tanti) di che si parla.

Conviene anche, ripeto, valutare bene cosa deve essere postato ANCHE su Twitter, da Friendfeed e cosa no. Anche perchè Twitter non è Friendfeed e su Twitter la mitica funzione di hide non c’è. E siccome su Twitter ci deve essere SEMPRE la persona che conversa e non deve essere un account spara feed, io consiglio di limitare allo stretto indispensabile il re-post su twitter. Io reposto solo gli shared da google reader e delicious alla fine. Perchè ritengo che i post che mi segno possano interessare anche i miei lettori.

Pronta a cambiare il tiro anche di questo se a qualcuno dà fastidio.

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Consiglio Friend Deck che un po’ fa quello che  Tweetdeck fa per Twitter: in pratica una web-based application che mostra visualizazioni multiple per Friendfeed, contemporaneamente.

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Puoi usare http://www.ffholic.com/ per un’esperienza diversa di Friendfeed e da telefonino consiglio fftogo.

Ancora, se usi Greasmonkey ti fornisco un paio di script utili:

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IMO.IM si rinnova

mer, 21st gennaio, 2009 - Posted by - Commenti disabilitati

Buone notizie per gli utenti del messanger web imo.im!

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Il team di sviluppo ha rilasciato un nuovo set di funzionalità che permettono, fra le altre cose di:

  • spostare gli amici preferiti al gruppo di "favoriti"
  • caricare una foto personale / visualizzare le icone dei amici
  • ricercare per gli amici on-line e anche non in linea
  • cambiare come appare il nome di un contatto nella lista dei contatti
  • spostare gli amici tra i gruppi diferenti
  • bloccare e sbloccare gli amici
  • mettere il nome come invisibile
  • parlare con chiunque con il chat vocale

Considerato, inoltre, che la localizzazione in lingua italiana è ormai completata (97%) e che le nuove funzionalità descritte, sommate alle consolidate performance di client multi service rendono di fatto questo servizio web-based il più completo per soluzioni di IM client less, non resta che adottarlo e tenere a mente la url per tutte quelle situazioni nelle quali vi trovate sprovvisti del computer personale.

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